L'Idea

Home Su L'IDEA STATUTO I SOCI AMANTEANI INIZIATIVE GIORNATE ALBUM LETTERE RICORDIAMOLI

 

Piccole storie di Amanteani nel mondo

 

Per visualizzare il testo cliccare sul titolo o sull'immagine

 
Pino Del Pizzo(Amantea) Fondatore dell'Associazione degli Amanteani nel mondo

Webmaster

Giovanna Palermo(Germania)

"Quelle voci che parlavano la mia lingua, il mio dialetto...arrivavano alle mie orecchie come un suono, come la musica che il  mare, nei pomeriggi d´estate, sprigionava accarezzando le pietre."

           
Mario Gabriele (U.S.A.) La musica e la famiglia:
due amori per vincere la nostalgia
Autobiografia
La Famiglia
di Pietro Furgiuele
USA
Da quattro generazioni negli U.S.A.
con Amantea nel cuore
 
           
Rocco Neve
(USA)
Amantea: ho scritto t'amo sulla targa Francesco Aloe (U.S.A.) Testimone dell'onesta operosità della nostra gente
nelle due Americhe
           
Antonio Amerigo Gagliardi
(Venezuela)
La  passione per la musica: un potente antidoto 
per vincere la nostalgia
Josephine Gagliardi
(U.S.A.)
Un'Amanteana nel mondo nominata Giudice della suprema Corte
           
Debora Giulivo
Roma
per lei l'estate ha un significato
solo se torna qui ad Amantea
Vincenzo Montalto (Canada) 

 Il lavoro considerato il mezzo, non il fine dell'esistenza, alla ricerca di uno spazio per “essere e divenire”

           
Ombretta Para
Prato
dottoressa 110 e lode!  Vittorio Politano (Germania) "oscar"...  per il senso civico
           
Rocco Morelli
(Verona)
Un avvocato che tutti ci invidiano      
           
     
 

Storie di Emigrazione

Giovanna Palermo

 

La madre, Serafina Gagliardi  era una vera amanteana, cuciva, ricamava, toglieva i malocchi, ma la sua vita era la chiesa perció andava ogni giorno a Messa.

Il padre Govanni Palermo era nato  a Gizzeria (Catanzaro). Dopo parecchie esperienze di lavoro saltuario, trovò una definitiva sistemazione collaborando  nell'ufficio di  Remigio Munno col quale allacciò una vera e propria amicizia che duró tutta la vita.

giovanna palermo col suo cane lupogiovanna palermo teen agerUn'infanzia spensierata, come appunto veniva vissuta dai suoi coetanei in quell'epoca in cui ci si accontentava di poco e in cui i giochi erano una scoperta che preparava alla vita.

Poi le scuole: l'asilo alla parrocchia dei Cappuccini, la scuola elementare, le medie e, infine, il liceo.

"Che noia avere sedici anni!" scriverà più tardi ricordando i chiusi orizzonti della sua adolescenza quando, anche ad Amantea, giunsero le prime avvisaglie "del sessantotto" con  la contestazione del principio dell'autorità, della cultura ufficiale, dell'organizzazione del lavoro e della politica, con l'affermazione dei movimenti di "liberazione" della donna e del femminismo.

Giovanna, più che conoscerle, intuisce queste istanze e, col suo spirito libero e inquieto, sogna l'evasione guardando le auto che sulla superstrada sfrecciavano verso il nord:"Avrei voluto essere un  pacchetto del carico di una di quelle macchine,una qualsiasi ,con destinazione  ignota, viaggiare clandestinamente per “ non so dove” , andare in cerca di quella fortuna che per lei si identificava nell' "avere delle scarpe nuove, un  vestito nuovo, mangiare ogni giorno carne e non fagiuoli, comprarsi  le sigarette con il filtro …"

Così, alla prima occasione, parte per la Germania, prima tappa di un lungo girovagare per il mondo, soprattutto in Oriente.

Nuove civiltà, diversi modi di vivere, esperienze che levigano il suo carattere e arricchiscono la sua cultura e la sua umanità.

Tornata in Germania  frequenta il “ Goete Institut” di Monaco dove impara la lingua tedesca.
Agli inizi degli anni `80, si trasferisce a Erlangen (Norimberga), dove inizia a frequentare corsi di pedagogia raggiungendo la qualificazione con l´aiuto del Prof. Reiner Beer.  Successivamente insegna all´Academia Serale  di Erlangeno, e tiene corsi all´Universitá come libera docente, traduce molti trattati per le Universitá (anche italiane) e collabora con la  “West Deutsch Rundfunk” , la radio di Colonia, scrivendo progammi musicali,,.

Adesso  abita ad Augusta, è membro dell´Accademia di Irsee e della Dante Alighieri e tiene numerose conferenze su temi che per lo piú riguardano l´Italia. comprarsi  le sigarette con il filtro ….

 E' sposata  e ha due figli : Melanie che ha studiato Giurisprudenza ( e adesso sta facendo un refendariato alla “Geen Peace” di Amburgo) e Johannes (che studia Fisiologia delle piante e che  fa parte di un 'équipe di ricerca per poter trovare la possibilitá di alimentare il terzo mondo in un immediato avvenire).

Nonostante spesso sia impegnata nel  per raccogliere donazioni  e sottoscrizioni che pubblici e privati fanno in favore dell'ospedale pediatrico della sua città, è pronta a collaborare con  i nostri compatrioti in difficoltà che aiuta ad apprendere la lingua e a trovare lavoro.

*   *   *   *

Giovanna, ora, si è perfettamente integrata.giovanna palermo odalisca

Per lei ora la stazione non è più il solo posto dove "riuscivo a riprovare quelle emozioni che mi accendevano la  mente riportandomi indietro di 1600 chilometri.  Ci andavo spesso perché molti erano i giorni di malinconia.   L´odore  della pizza del piccolo  chiosco nel quale lavoravano due pachistani,  l´edicola dei giornali dove passavo ore a sfogliare le riviste  italiane che non mi compravo perché costavano molto di piú che in  Italia, il via vai delle gente che partiva o tornava dal sud, tutto  questo mi faceva stare meglio.  Ma per lo piú mi soffermavo a sentire  le voci di coloro che, essendo senza lavoro, vivevano nella stazione.   Quelle voci che parlavano la mia lingua, il mio dialetto, che  discutevano vivacemente con un linguaggio non proprio casto,  arrivavano alle mie orecchie come un suono, come la musica che il  mare, nei pomeriggi d´estate, sprigionava accarezzando le pietre".

Alla nostalgia, è subentrata la consapevolezza. Ai sogni dell'adolescente, la concretezza dell'adulta.

Ma dai suoi scritti, dalle sue parole, traspare l'antico legame con la sua terra, le antiche amicizie...

E la "crisalide", divenuta "farfalla", fa rivivere questo legame con una prosa genuina che vola sulle ali della poesia.

Pino Del Pizzo

Giovanna all'asilo di S.Maria Las Pinta (cappuccini)

Giovanna alle scuole elementari

Qui sotto, proponiamo ai visitatori, integralmente, l'autobiografia di Mario Gabriele. In essa, come in un acquerello,  narra la sua vita di emigrante della nuova generazione e ricorda fatti e persone della metà del '900.

 

"Suono la mia chitarra quando sono solo e sogno ad occhi aperti mentre canto vedendo " ’A Mantia ’i quannu cc’ere d’iu" da tutti gli angoli. Il Castello, la Spiaggia, la Rotonda, il Campo Sportivo, il Fiume, Corica, e tutti i volti che fecero parte della mia vita in quel rarissimo, innocente, ma perfetto panorama. "

Mario Gabriele

La musica e la famiglia: due amori per vincere la nostalgia

La mia Infanzia e Giovinezza in Italia – Fino al 30 Marzo 1967IL MAESTRO ALESSANDRO MORELLI CON LA CLASSE DI MARIO

Nacqui ad Amantea il 25 Marzo 1944 e vissi fino all’età di 19 anni in Via Indipendenza, 60. La mia casa era vicina "alli Casi Sciullati". Passai tanti anni tra casa mia e la casa di "Donn’Anna ’i Siesti" sopra casa mia. Donn’Anna e Don Eduardo mi trattavano come un figlio ed i figli e le figlie come un fratello piccolo. Mi portavano sempre alla spiaggia con la macchina per fare compagnia ai loro nipotini e giocare con loro.

Andai alle Scuole Elementari con il professore Alessandro Morelli e con Rocco Macaione, Eugenio Perri, Mario Pirillo, Saverio Giacco, Francesco Furgiuele, Rocco Aloe, e tanti altri cari coetanei dei quali ora ricordo i volti, ma non ricordo i nomi.

Dalle Scuole Elementari alle Scuole Medie di S. Bernardino dove incontrai Domenico De Liguori con il quale studiavo a casa sua, il Palazzo De Liguori, dove spendevo più del mio tempo perchè mi trattava bene e come un suo fratello. Mi ricordo anche il caro amico Sergio Sicoli.

Durante quel tempo me la facevo anche con i miei cari amici "d’ ’a Chiazza" a giocare "a lli Fonti", "a llu Sdrigliu" e "a llu Pallunu", "a lli Casi Sciullati, arriet’ ’a Caserma e "davanti ’u Municipiu. Facevamo anche molti viaggi al Castello e "Sutt’ ’a Grutta" per esplorare e "mangiari cornicchi".

Mi ricordo Rocco Morelli, Pinuccio Pagliaro, Alfredo Generoso (che ora è mio cognato), Franco Colacino che ora è mio compare, Gino Molinaro (Ginuzzu), Franco Porco e tanti, tanti altri.

Con alcuni di loro andavo alla "marina d’ ’a Chiazza" ad aspettare i pescatori alle 4 di mattina per arrostire sarde ed alici vicino la LA BOTTEGA DI MASTRU CICCIU FURIELLUriva e mangiare "a rosamarina frisca". Durante l’estate nuotavamo tutta la giornata ispirati dal "Pirichinu" che era un nuotatore straordinario. Io ed Alfredo Generoso e Colacino portavamo anche i turisti (bagnanti) in giro sulla barca e all’Isca dove facevamo i tuffi. Andavamo pure ad "arrubari citruli, nzalata e mura muretti" nei campi vicino la spiaggia. Poi ci coloravamo tutti di rosso con le more e scappando e gridando come gli indiani, facevamo i tuffi.

Lavorai da "Mastru Cicciu Furiellu" dove c’erano anche "Ruoccu ’i Tiresa, e "Ruoccu Rametta" e se mi ricordo bene anche Rocco Gelido. Lavorai anche da "Peppinu ’u Sartu (Pino Pellegrino) alla "Chiazza" dove lavorava anche "Francu ’a Chionza", e da "Cicciu ’i Micu" con "Micuzzu". Per un poco lavorai anche da "Tonnuzzu ’i Carmenia Pata" "a llu Carminu".

Durante questo periodo imparavo a suonare la chitarra ogni giorno e scrivevo canzoni. La mia prima canzone fu "Suonnu d’Ammore int’ ’a Nuttata" una canzone in Napoletano che cantavamo con Rocco Bonavita "Rocchiniellu", anche lui un carissimo amico fidato e "Ginuzzu ’u Cucurunu" (Gino Molinaro) che mi aiutò con l’introduzione alla chitarra. Con "Rocchiniellu" ed altri amici giocavamo anche a carte al Bar Sicoli "a lla Chiazza" mentre sentivamo le partite di calcio all’altoparlante.

Ho avuto la fortuna di ammirare "Rocchiniellu" mentre realizzava le sue pitture nella chiesa di S. Giuseppe. Diventammo amici fidati e spendemmo molto tempo assieme cantando, facendo serenate e giocando.

Allora con l’altro Rocco Bonavita "Rocky Ramis", con il quale spendevo tanto tempo a parlare di musica e sentire il suo sassofono a i Delfini anni 60casa sua sotto il negozio di Cicciu Furiellu, decidemmo di formare un complesso che più avanti si materializzò (fine 1960, inizio 1961) con l’intervento di Franco Garritano come chitarrista, Mario Morelli come batterista, Micuzzu come trombettista, Rocco Gelido come bassista e Pino Provenzano, in un secondo tempo, come altro cantante.

A quel tempo me la facevo pure con Sergio Burdo e con Franco Segreti con il quale facemmo molte incisioni al registratore, più cantando che suonando canzoni di allora e canzoni mie e di Franco. Queste incisioni forse ancora lui ce l’ha.

Nel 1962 andai a Reggio Calabria con "Ruoccu ’i Tiresa" (Rocco Launi) e suo fratello Vincenzo (che allora si impersonava come Celentano) a fare un concorso canoro. Non successe niente di speciale.

Cominciai le pratiche per l’iscrizione alla SIAE come cantautore e con l’aiuto di mio zio Michele da Livorno, riuscii ad andare a Roma per il provino della televisione e gli esami alla SIAE che erano richiesti per essere iscritto come cantautore. Ci riuscii nel 1963.
Ero ufficialmente un cantautore.

Quello stesso anno mi diplomai di Ragioniere all’Istituto Tecnico Commerciale di Paola con i miei cari colleghi Arturo Stella, Salvatore (Salvino) Amato e Giovanni Sicoli. Ricordo anche che durante gli anni di Ragioneria studiavamo insieme ogni sera a casa di Arturo Stella. Studiai anche con Rocco Gagliardi ("Ruoccu d’Abbertu d’ ’a Banca") per tanto tempo a casa sua.

Mario Gabriele, Arturo Stella e Salvino AmatoPurtroppo a settembre del 1963 ci trasferimmo a Nocera Inferiore (SA) dove mio padre lavorava come infermiere all’Ospedale Psichiatrico. Dovetti lasciare la mia cara Amantea e tutti i miei cari amici e colleghi. Invece mio padre ed il resto della famiglia ritornarono dopo quasi un anno e mezzo.

A Nocera Inferiore fino a maggio del 1964 mi concentrai sulla musica. Col Complesso "I 5 Lords" suonammo ai matrimoni, feste di piazza e night clubs nella zona della Costiera Amalfitana ed in provincia di Salerno. Io suonavo e cantavo con loro e continuavo a scrivere canzoni.

Dopo aver avuto differenze di opinioni con mio padre, a maggio del 1964 decisi di andarmene a Roma per concentrarmi sulla carriera di Ragioniere e Cantautore.
Tutt’e due o l’una o l’altra.
A Roma chiesi aiuto al giudice Folino di Amantea che aveva la casa alla "Chianura", mi conosceva tramite la Famiglia Sesti ed era Giudice di professione a Roma. Lui mi introdusse presso il dottor Renato Recca che allora era un esecutivo al Ministero di Grazia e Giustizia, ma anche il Maestro Recca che componeva canzoni napoletane e lavorava musicalmente con Mario Ruccione, l’autore di "Faccetta Nera" ed Enzo Bonagura, l’autore di "Scalinatella e Maruzzella". Il dottor Maestro Recca mi diede un lavoro nel suo ufficio, dopo la mia promessa di essere suo allievo per essere sviluppato musicalmente come un cantautore professionale. Lui e sua moglie Angela mi adottarono come loro figlio e mi diedero alloggio nella loro casa.

Da qui firmai un contratto per far parte della compagnia di cantanti ed artisti di Mario Ruccione facendo spettacoli in giro per tutta l’Italia col Maestro Luciano Fineschi. Da qui, la mia partecipazione al Festival di Chianciano Terme che a Settembre del 1964 vinsi come rappresentante della Regione Calabria. Durante questo periodo scrissi e depositai alla SIAE la musica e le parole di ben 15 canzoni.

Prima delle Feste di Natale del 1964, avevo inciso un disco-prova con due canzoni mie da presentare al prossimo festival di Sanremo. Avevo anche preparato una registrazione di un’altra mia canzone da presentare al prossimo Disco per l’Estate del 1965 e girato mezza Italia cantando da teatro a teatro, da Napoli e Frosinone a Livorno, Viareggio e Chianciano Terme con la compagnia Ruccione e con tanti altri artisti come Pippo Baudo, Claudio Villa, Bobby Solo e Peppino di Capri.

Continuavo anche ad essere preparato musicalmente dal Maestro Recca per i prossimi Festival di Sanremo ed il Disco per l’Estate mentre la musica delle mie canzoni veniva scritta su carta.

Mio padre, che pensava di avermi perduto per sempre, mi ordinò di ritornare a casa per le feste di Natale 1964 e non ebbi scelta perchè gli ho voluto sempre bene e non volli contrariarlo. Andai a Nocera Inferiore la metà di dicembre e non mi fu più permesso di ritornare a Roma, anche se il Maestro Recca mi cercava continuamente chiedendo a mio padre, via posta, di lasciarmi andare.

Non resistetti più a Nocera Inferiore ed accettai un contratto di lavoro dall’Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali e Culturali di Cosenza come insegnante di corsi di Computisteria, Stenografia e Dattilografia, per allontanarmi da casa ed essere più libero per continuare la mia passione musicale.

Così, a fine gennaio del 1965, finii a Menfi e Chiusa Sclafani in provincia di Agrigento ad insegnare quelle materie per adulti.

renato reccaNel mio tempo libero formai un altro gruppo musicale a Menfi e Sciacca suonando e cantando ai matrimoni, feste danzanti e serate al Gattopardo di Agrigento (con John Foster ed altri artisti), e ad altri clubs della spiaggia di Menfi.

Un giorno, mentre ero alla spiaggia di Menfi ad ascoltare la radio, sentii al Disco per l’Estate del 1965 una mia canzone che fu presentata da un altro artista di Roma, invece di me, perchè io non ritornai mai alla base. Infatti, le due canzoni che avevo preparato per presentare alla selezione del Festival di Sanremo del 1965 non furono mai presentate da nessuno.

Verso la fine di luglio del 1965, poichè il primo contratto per sei mesi era finito, lasciai Menfi e Chiusa Sclafani per cominciare altri corsi con un nuovo contratto di 3 mesi a Villafranca Tirrena in provincia di Messina. Dopotutto, Messina era molto più vicina ad Amantea.

Ovviamente a Villafranca Tirrena continuai con la musica e suonai e cantai con un nuovo complesso alla Pineta e La Grotta di Polifemo di Milazzo, ai matrimoni e feste danzanti. A settembre del 1965 andai al Festival di Gesso (Me) per salutare il Maestro Enzo Bonagura che faceva parte della giuria. Parlammo a lungo e mi disse che Renato Recca era molto scontento di me per non essere ritornato. Mi disse che avevo un "sacco di talento" e che sarei potuto essere famoso un giorno come cantautore. Io lo ringraziai e gli spiegai la mia situazione con mio padre. Gli dissi anche che era troppo tardi per ritornare perchè avevo una ragazza locale che mi interessava. Mi disse "Buona Fortuna Mariuccio" prima di abbracciarci.MARIO E LA SUA CHITARRA ALLI CASI SCIULLATE

Nel frattempo stava crescendo il mio interesse per Maria Santoro, una mia studente di 20 anni che risiedeva temporaneamente con sua zia a Villafranca Tirrena per venire al mio corso. La sua famiglia abitava al casello ferroviario di Archi, vicino Milazzo perchè il padre era ferroviere. Perciò io avevo tutto l’interesse di fare la spola tra Villafranca e Milazzo con la scusa della musica.

Non lasciai più la Sicilia fino a quando la mia famiglia partì per l’America nel 1966. Infatti, dopo la loro partenza io e Maria Santoro facemmo "la scappatella" ad Amantea perchè ci volevamo bene ed al padre non piaceva questa relazione sapendo che sarei dovuto emigrare negli Stati Uniti.

Andammo ad Amantea a stare con la zia di mia madre, (Maria ’a Seria) per quasi un mese, fino a quando Santa, la zia di Maria, dalla Sicilia ci venne a visitare dicendo che tutto era in ordine con il padre e che ci avrebbe accettato come marito e moglie. Allora ritornammo ad Archi da dove io partii per l’America il 30 Marzo del 1967.

Anche se non avevo alcuna intenzione di andare in America e lasciare Maria in Sicilia dovetti ascoltare mio padre, mia madre e mia nonna che mi comprarono il biglietto per la nave, convincendomi di partire perchè le cose erano migliori finanziariamente negli Stati Uniti. La loro promessa fu quella di aiutarmi a far venire Maria in America al più presto possibile. Grazie a Dio tutto questo si materializzò anche se ci furono molti sacrifici ed ostacoli da superare da tutte le parti.

mario gabriele  con la moglie maria

 

La mia nuova vita Negli Stati Uniti – Dal 6 Aprile 1967 ad oggi

Arrivai nel porto di New York il 6 Aprile 1967. Tutta la famiglia mi aspettava. Fui portato a casa di mio padre e mia madre a Brooklyn e cominciai a lavorare subito come contabile nella stessa ditta dove lavorava mio padre "Adolph’s Trucking Company di New York". Dopo pochi mesi me ne andai da mia nonna Fortunata a New York per lavorare come cameriere alla Pasticceria "Ferrara" in Manhattan. Allora, Ezio Galli, figlio della zia di mia madre Vincenzina che abitava anche a New York, era il "Manager" a Ferrara. Anche se non mi piaceva fare il cameriere, mi servivano più soldi possibili per far venire Maria in America perchè aspettava il nostro primo figlio. Da Ferrara incontrai tanti paesani che vivevano nella "Piccola Italia" in Manhattan, incluso Franco (Ciccio) Svedese…Compare Ciccio perchè nel 1970 battezzò mia figlia Antonella ed era anche mio collega ad Amantea.

Con compare Svedese cominciò la mia carriera d’ufficio e quella della musica in America. Lui mi fece parlare con Franco Sesti che era un manager in una società di assicurazioni a New York. Sì, lo stesso Franco Sesti che viveva in via Margherita prima di venire in America e che ritornò in via Margherita con la moglie Gina 15 o più anni fà. Compare Franco Sesti e Comare Gina perchè battezzarono mia figlia Melissa nel 1977.

Lasciai "Ferrara" alla fine del 1967 e cominciai a lavorare nel campo assicurativo con compare Franco e Ciccio fino al 1972. Da ottobre del 1967 a dicembre del 1969 abitavo con mia moglie e due figli a New York vicino compare Svedese. A dicembre del 1969 andammo ad abitare a Brooklyn vicino mia madre e mio padre. Non dimenticherò mai i bei giorni trascorsi sul lavoro con i miei compari ed i bellissimi anni con compare Svedese nella musica.
Finalmente l’opportunità per me di cantare e suonare. Io con la chitarra e compare Svedese con i testi facevamo le prove di nuove canzoni nelle scale del grattacielo dove lavoravamo a New York, mentre  prendevamo il caffè o mangiavamo.

Avevamo formato "I Capresi" e suonavamo ininterrottamente (da 65 a 80 serate all’anno) ai matrimoni e serate danzanti se non suonavamo al nostro club francese " La Grillade", in Manhattan. La Grillade durò un po’ di anni ogni venerdì, sabato e domenica. Avemmo molto successo suonando al Manhattan Center, The Rainbow Room del Canale 4 NBC, La Festa di San Gennaro in New York e tantissimi altri posti famosi. Facemmo anche parte in molte serate con cantanti italiani che venivano a New York senza musicisti. Noi eravamo il loro complesso e li accompagnavamo nelle loro turnee a New York, New Jersey, Connecticut, Massachusetts, ecc. Ricordo vivamente Robertino, Peppino di Capri (che si cimentò a suonare anche la mia Gretch), Gianni La Commare, Nelly Fioramonti, Tony Cucchiara, Bobby Solo, Nicola Di Bari e tanti altri famosi artisti di quel tempo. Nicola di Bari lo portammo alla Statua della Libertà ed in giro di piacere per New York. A febbraio del 1999 io lo vidi di nuovo al Casinò Foxwoods in Connecticut dopo il suo spettacolo. Gli parlai, gli presentai mia moglie e lui si ricordò molto bene di me e del bel tempo trascorso a New York tanti anni prima.

A luglio del 1972 lasciai l’ufficio dopo aver comprato una salumeria con mio padre e mio fratello Nicola. Questa durò quasi un anno, ma non era per me. Troppo lavoro, non il mio lavoro e niente musica.

i capresi a brooklyn 1970A dicembre del 1972 decisi di ritornare a lavorare nell’assicurazione con un’altra società ed entrai a far parte dell’Insurance Service Office con più responsabilità e salario dell’altra compagnia dove lavoravo con compare Franco Sesti e compare Ciccio Svedese. Dopo 5 o 6 mesi mi fu offerto un altro lavoro da Alexander & Alexander in New York per aprire e dirigere un loro ufficio a Roma. Però sarei dovuto partire per Genova per discutere i dettagli con il loro socio dirigente, Signor Pratolongo che aveva già un ufficio a Genova. Io e mia moglie andammo, ma la cosa non funzionò perchè Pratolongo, un dirigente di "alta classe" non vide me, "Amanteano riuscito", capace di dirigere un nuovo ufficio a Roma senza prima lavorare per lui per qualche tempo a Genova. Rifiutai l’offerta ed io e mia moglie ritornammo in America dopo una settimana.

A marzo del 1974 mi fu offerto un altro lavoro con una bella promozione ed una bellissima paga da un’altra compagnia assicurativa anche in New York, con le responsabilità di Direttore Finanziario della Cosmopolitan Mutual Insurance Company. A settembre del 1974 ancora un’altra offerta molto più attraente che richiedeva però di trasferirmi con la mia famiglia al Rhode Island. Parlai con Compare Svedese e gli dissi che avevo raccomandato lui per sostituirmi dove ero. Il compare ottenne subito quel lavoro con la stessa posizione. Io cominciai i preparativi per trasferirmi a Rhode Island.

Negli Stati Uniti, quando ti cominciano a conoscere nel tuo campo di esperienza le offerte sono continue e più attraenti l’una dall’altra. Per fare una buona carriera non devi mai rifiutarti per non danneggiare la tua reputazione in quella stessa industria. Io nella mia carriera assicurativa ci ho creduto e l’ho migliorata andando alla New York University ed il College of Insurance e conseguendo una Laurea in Assicurazione nel 1974. La mia passione di completare questi studi aumentò quando mi riconobbero che i miei studi e diploma in Italia valevano 4 anni sui 5 anni che avrei dovuto completare in queste Università. Perciò il sacrificio di frequentare queste scuole dal 1972 al 1974, lo studio e la preparazione per gli esami in addizione alla musica ed il lavoro e la famiglia erano più che giustificati. Ero convinto che dopo tutti quei sacrifici mi meritavo nuove opportunità. Perciò decidemmo di trasferirci da New York anche se comportava lasciare il resto della famiglia, i paesani e gli amici.

mario gabriele  a cranston 1978Ad ottobre del 1974 ce ne andammo a Cranston, Rhode Island, per una nuova vita con la Metropolitan Life Insurance Company (MetLife) cominciando con la posizione di Statistician per compilare statistiche assicurative per la compagnia. Non più vita musicale oltre alle casuali esibizioni in pubblico ogni tanto o per occasioni speciali, ma definitivamente più tempo concreto con mia moglie ed i miei 3 figli che come crescevano avevano altre necessità come gli sport.

Mia figlia Melissa nacque nel Rhode Island il 30 giugno del 1977. Io feci carriera con la Metropolitan fino a 55 anni. Nel 1999 mi pensionai. La mia carriera a quel punto era al livello esecutivo ed il mio salario considerevolmente agiato, ma ero contentissimo di avere dedicato gli ultimi 25 anni della mia vita professionale al mio lavoro e alla mia carriera. Mi fa ancora felice pensare che dal mio inizio al mio pensionamento gli utili della compagnia crebbero più di mille volte e che la mia contribuzione durante tutti quegli anni è ancora riconosciuta dai miei colleghi come uno dei fattori della crescita. Noi pensionati ci riuniamo ogni due mesi per celebrare e parlare dei nostri bei ricordi.

Per i miei figli, ho fatto l’allenatore di calcio per molti anni e tanti giovani che facevano parte delle mie squadre con i miei figli ora si ricordano ancora di me e mi rispettano perchè li portai a vincere molti trofei, grazie alla loro bravura ed accanimento.

Io e mia moglie fino ad oggi abbiamo comprato e venduto 5 case nostre ed io ho scoperto e messo in pratica nuovi hobbies come il bowling, motoscafi per lo sci acquatico col gommone ed il golf che ancora godo giocare quando il tempo del Rhode Island lo permette. Con mia moglie abbiamo fatto molte crociere e siamo felici di giocare con i nostri 4 nipotini, che prossimamente saranno 5. Però la musica è sempre con me e mi mancano il pubblico e gli applausi. Il lavoro è anche sempre con me e mi mancano i colleghi, la loro compagnia ed i bei tempi passati insieme.

mario gabriele si esibisce a brooklyn

Ma cosa altro vuoi Mario, hai 64 anni. Tutto questo ti dovrebbe bastare. Il tuo cervello è in forma perchè continui a fare i cruciverba italiani da 50 anni ogni giorno. Non scherzare, a 64 anni non puoi più lavorare. Stai bene ed amici fedeli ne hai tanti, Americani ed Amanteani, qui, a Brooklyn ed in Italia. Passatempi ne hai anche tanti, non ti serve proprio lavorare più. Invece sì, lo posso e lo farò ancora. Sono testa dura perchè sono Calabrese ed il mio cervello è la cosa più importante per me.

Ecco perchè ho appena completato un contratto di lavoro di 2 anni come Ispettore Interno per una grande ditta nazionale di farmaceutici, la Brooks/Eckerd and Rite-Aid Pharmacies.

Lavoro da casa per mio fratello Valter come Direttore Finanziario per la sua azienda di costruzione, la Gab-Co Design Group, Inc., che costruisce case private e commerciali a Brooklyn, New York e Connecticut.

Ho conseguito un’altra certificazione e sono un membro attivo di "The Institute of Internal Auditors" dal 15 settembre 2005. Questo mi permette legalmente di fare l’Ispettore Finaziario per le aziende del Rhode Island che me lo chiedono o sono forzate dal governo dello Stato o della Nazione a farlo.

mario e la moglie maria, oggi

mario gabriele con il papà, la mamma e i primi tre figli

La Famiglia, ai miei genitori ai miei nipoti

Papà: "Peppinu"(Soprannome: Peppinu ’u Brigantu)

Gabriele Giuseppe , nato il 14 marzo 1920 ad Aiello Calabro. Figlio di Gabriele Geniale (Cieco, ma avido giocatore di carte e musicante di Amantea) e Maria Caputo. Residente ad Amantea fino al 1966 quando partì per l’America. Pescatore di professione ad Amantea (ccu la chiurma d’ ’u zì Nton’ ’i Cannia, jie a mmaru e vinnie lli pisci ccu l’apicella ed ere nu mastru piscaturu ccu lla canna ’i nterra e ccu llu palanchistru e pigliave sempri spinelli e tartaruchi). Giocava regolarmente a tombola dietro la Chiesa Madre e frequentava l’Osteria di "Ruoccu ’i Peppe" (ppe jucari a mbriscula, scupa e trissetti e viviri vinu e gazzosa jucannu a patrunu e sutta) con tutti gli altri pescatori " d’ ’a Chiazza". Minatore nella Saar in Francia per molti anni ed infermiere all’Ospedale Psichiatrico di Nocera Inferiore (SA). Emigrato negli Stati Uniti nel 1966 a Brooklyn, New York, con tutta la famiglia, eccetto il figlio maggiore Mario. Deceduto a Staten Island/Brooklyn, New York il 12 Gennaio 2007, all’età di 87 anni.

Fratello di Michele (da Livorno), Ernesto (da Amantea), Nicola (da Amantea) e Giovanni (da Firenze). Tutti deceduti, ma con una lunghissima parentela di figli, nipoti e pronipoti, residenti a Livorno, Firenze ed Amantea.

Mamma: "Ntoniella" (Soprannome: Ntoniella ’i Furtunata ’i Cannia)

Curcio Antonia nata il 13 Agosto 1921 ad Amantea. Figlia di Curcio Luigi e Pulice Fortunata (nata a New York il 27 Luglio 1903, ritornata ad Amantea con la madre Villani Candida (Canniella) nel 1900-1910 e riemigrata a New York nel 1953 ritornando a vivere nella stessa casa dove nacque a 227 Mott Street nella "Piccola Italia" di New York). Mamma fu residente ad Amantea fino al 1966, quando partì per l’America. Casalinga, "Vinnie lli pisci a Santu Pietru ccu lla cista supr’ ’a capa, a ppedi, lavurav’alla Salagiona e lavave lli panni a llu jumu ’i Catucastru ". Emigrata negli Stati Uniti nel 1966 con la famiglia, Mamma ha ora 87 anni e vive a Brooklyn, New York.

Sorella di Curcio Luigi (Luvigiellu) e Pulice Benito (Peppiniellu), emigrati a New York nel 1966, anche loro deceduti, ma con un’altrettanta lunghissima parentela di nipoti e pronipoti residenti a New York e Brooklyn.

Nipote di Generoso Maria (Maria ’a Seria, mugliera ’i Nton’ ’u Seriu) Galli Vincenzina, Pulice Francesca (Soprannome: ’a Pazza), Pulice Nicolina (A zì Nicolina, mamm’ ’i Vicienzu ’u Pichjurru, morta nei bombardamenti a 27 anni – Foto Lapide), Aureliano Salvatore (adottato), anche loro deceduti e con famiglie in Italia e Stati Uniti, e Buffone Antonio (Soprannome: Nton’ ’i Cannia) che vive ancora con la sua famiglia a Bridgeport, Connecticut, Stati Uniti.

Papà e Mamma Gabriele si sposarono il 16 dicembre 1939 nella Chiesa Madre di Amantea. Papà aveva 18 anni e mamma 17.
Ebbero 11 figli :
Maria Francesca che morì in seguito ai bombardamenti del 20 Febbraio 1943 all’età di 2 anni .
Eugenio che morì di morbillo a soli 9 mesi.
Mario, (Marijiellu), il più grande, nato ad Amantea il 25 marzo 1944. Sposato da 41 anni con Maria Santoro di Villafranca Tirrena (ME) con 4 figli, Giuseppe di 40 anni, Mario Junior di 38 anni,, Antonella di 37 anni e Melissa di 30 anni ed anche 4 nipotini, Gabriella di 11 anni, Adriana di 9 anni, Mario III di 8 anni e Saverio di 5 anni. (residente negli U.S.A.).
Anna, nata ad Amantea il 17 giugno 1945. 3 figli e 4 nipotini.
Ernesto, nato ad Amantea il 3 febbraio 1947. 2 figli e 2 nipotini.
Ada, nata ad Amantea il 27 luglio 1949. 4 figli e 4 nipotini.
Nicola, nato ad Amantea il 15 ottobre 1951. 4 figli e 1 nipotina.
Gioconda, nata ad Amantea il 2 agosto 1953. 2 figli.
Fortunata, nata ad Amantea il 28 luglio 1955. 2 figli.
Valter, nato ad Amantea il 9 luglio 1957. 3 figli.
Alfiero, nato a Nocera Inferiore il 23 maggio 1964. 1 figlia.
Con 25 nipoti, 15 pronipoti, e generi e nuore, la famiglia di Giuseppe e Antonia Gabriele consiste di 58 persone.
"BRAVISSIMI PAPÀ E MAMMA".

mario gabriele la casa di rhode island
la moglie di mario gabriele prepara la tradizionale pasta e mullica di natale
mario gabriele e la sua famiglia
mario gabriele e i nipotini
mario gabriele con la famiglia al completo
mario gabriele in un fast food

mario gabriele con la sua mitica chitarra

"Suono la mia chitarra quando sono solo e sogno ad occhi aperti mentre canto vedendo " ’A Mantia ’i quannu cc’ere d’iu" da tutti gli angoli. Il Castello, la Spiaggia, la Rotonda, il Campo Sportivo, il Fiume, Corica, e tutti i volti che fecero parte della mia vita in quel rarissimo, innocente, ma perfetto panorama.

Nostalgia? Sì immancabilmente! Nostalgia della mia gioventù? Forse! Ma è una visione autobiografica che non voglio mai cambiare. È una visione che ho paura di vedere cambiata. "

 

E, purtroppo, caro Mario, la nostra Amantea è cambiata!
Ormai è scomparsa: il suo verde meraviglioso, la sua pace, la sua educazione,il rispetto reciproco, la solidarietà, l'amicizia sono stati sepolti sotto un ammasso di cemento, di egoismo e di indifferenza.
Pagine come quelle che tu ci hai inviato, ci aiutano a ricordare e dovrebbero esortarci a ripartire per ritrovare la strada perduta ed i valori che quelli della nostra generazione ancora conservano.
Grazie per averceli fatti rivivere.
Pino Del Pizzo

 

La Famiglia di Pietro Furgiuele (U.S.A.)

 

 

per vedere il filmato ,
clickare sulla clip

 

Albero geneologico

Il ramo della famiglia di Pietro Furgiuele risale al 1786 con il capostipite Adamo che sposò Anna Frangione ed ebbero undici figli.
Uno era Fedele, nato nel 1821 e sposato con Teresa Bruno con la quale ebbe cinque figli, uno di essi, Costantino, nato nel 1879, sposato con Carmela Rocca. Dalla loro unione nacquero otto figli: Serafina, Adamo, Pietro, Maria, Ida, Francesco, Teresa e Annina.
Pietro, nato nel 1908, sposato con Maria Policicchio, figlia del Capoguardia dei Vigili Urbani di Amantea, Antonio Policicchio, ed ebbero cinque figli: Costantino, Adamo, Franco (Ciccio), Antonio (Tonnuzzu), Carmelo (Meluzzo).

Nonno Costantino e nonna Carmela

famfurg

 

Pietro Furgiuele     e     Maria Policicchio

 
Costantino

Adamo

Ciccio

Antonio

Carmelo

L'Emigrazione  della famiglia: tutti insieme, con l'amore della patria e il senso della famiglia nel cuore

costantino furgiuele nella sua bottegaIl primo  a lasciare Amantea fu’ Costantino che emigrò negli Stati Uniti nel 1919, portando con lui il primo figlio maschio Adamo dell’età di 14 anni.

Partirono da Napoli con la nave “America”.

Nonno Costantino aprì una calzoleria in Ambridge, Pensilvania mentre Adamo cominciò a lavorare in un negozio di generi alimentari per poi trovare un lavoro fisso nella American Bridge Company ( da qui il nome del paese Ambridge).

Costantino si ammalò e tornò ad Amantea dove mori’ nel 1933.

Adamo si sposo’ con Anna Spagnolo, italo-americana, ed ebbero due figli, Joe, attualmente in San Jose, California e Maryanne, attualmente in Lettsdale, Pennsilvania.

Adamo non torno mai ad Amantea e mori’ in Ambridge nel 1969.

Nel 1948, un atro figlio di Costantino, Francesco, noto come Ciccio “gammi ‘I ligni”, che giocò nella squadra di calcio di Amantea ai tempi di Totonno 'i Minichella, , sposò Chiara Campisano di Falerna e nel 1949 emigrò negli Stati Uniti per stabilirsi prima nel Bronx e poi a Hicksville, Long Island, NY (ebbe tre figli, Carmela, Pietro e Serafina, acora resindenti nelle vicinanze di Hicksville).

Ciccio lavorò per oltre quaranta anni come designer in una nota e famosa sartoria di NY City e morì nel Novembre del 2000 in Hicksville.

Nel 1957 l’ultima figlia di Costantino, Annina sposò Franco Bosso, figlio di Mastro Bruno Bosso ed emigrarono anche loro negli Stati Uniti per stabilirsi a Fairport, NY, dove già abitava Vincenzo Bosso, fratello di Mastro Bruno.

Annina e Franco Bosso hanno due figli, Bruno e Antonio(Tony) e ancora abitano a Fairport.

Nel 1968 tutta la famiglia Furgiuele è negli U.S.A.

Nel 1967, Pietro, appena pensionato come Vigile Urbano al Comune di Amantea, decise che era arrivato il momento giusto per riunire la sua famiglia sparsa per il mondo.

Infatti il primogenito, Costantino era partito per il Venezuela nel 1953, seguito due anni dopo dal secondogenito Adamo il quale nel 1965 andò negli Stati Uniti.

Franco, il terzo figlio, nel 1967 partì per Toronto, Canada, seguito -dopo pochi mesi - da Antonio, appena diplomato a Fuscaldo come Perito Tecnico. 

nel.gennaio del 1968  insieme alla madre e al padre raggiunsero gli Stati Uniti dove, finalmente si ricompose tutta la famiglia di Pietro Furgiuele.

"Meluzzo", a distanza di quaranta anni rivive ancora con commozione  il momento della partenza dalla stazione di Amantea, dove a salutarlo c'erano i suoi migliori amici: Ciccio Furgiuele, Roberto Musì, Michele Camarca, Franco Vadacchino ed altri che non riuscivano a spiegarsi perché emigrasse.Dal molo del porto di Napoli, a bordo della “Raffaello” anche l'ultimo della quarta generazione della Famiglia Furgiuele s'incamminò sulla stessa strada del nonno Costantino, ma con maggiori certezze e diverse prospettive

Comunque tutto ando’ come Pietro aveva previsto e desiderato e per la fine del 1968 tutta la famiglia era stata riunita e stabilita a Fairport, NY.

La nuove famiglie dei figli di Pietro furgiuele

Costantino nel 1961 sposo’ Migdalia Boscan, venezuelana, ed ebbero due figlie, Maria e Fanny.

Adamo nel 1975 sposo’ Kathy Seymour, Americana, e hanno tre figli: Costantino e Franco (attualmente in Clearwater, Florida), Anna attualmente in Chicago.

Franco nel 1970 sposo’ Rosanne Rago, italo-americana, ed hanno due figli, Paolo, attualmente in Catania e Daniela attualmente in Washington, DC.

Antonio sposo’ nel 1972 Bruna Fioravanti, marchigiana di Ascoli Piceno,  ed hanno tre figli: Pietro, residente in Penfield, NY, Antonio Jr, residente in New York City e Adamo, residente in San Francisco, CA.

Carmelo sposò Adele Paradiso, pugliese di Foggia, nel 1972 e hanno due figli, Patrizia residente in New York City e Giancarlo residente in Washington, DC.

Una nuova diaspora

Pietro, insieme alla moglie, rientrò in Amantea nel 1972, ove morì nel 1973.

La moglie Maria, restata sola, preferì ricongiungersi con i figli negli Stati Uniti dove morì nel 2002 e la sua salma, riportata nella città natia, riposa nel cimitero di Amantea.

Costantino e Franco, dopo aver sofferto per  gravi malattie, morirono in America rispettivamente nel 1993 e 1996.

In Amantea, della famiglia di Costantino, rimasero Ida, sposata con Giovanni Porco, Teresa, sposata con Nicola Rio, Maria sposata con Carlo Policicchio, emigro’ in Venezuela per poi tornare ad Amantea con la famiglia negli anni ottanta, Serafina sposata con maria policicchio  furgiuele con i numerosi nipotiMichele Rovella  trasferitasi a Firmo, paese del marito.

Come è evidente la famiglia di Pietro Furgiuele e’ di nuovo sparsa per il mondo, anche se per la maggior parte negli StatiUniti, ma sarà un po' più’ difficile rimetterla assieme.

Le nuove generazioni, che nel frattempo si sono arricchite con la nascita di 9 nuovi membri, però, continuano a conservare i valori fondanti dell'educazione ricevuta e si sentono, ancora, anche italiani e "mantiuoti".

A mantenere sempre vivo il legame sono i frequenti viaggi in Patria, soprattutto di Carmelo che è uno dei soci fondatori dell'Associazione degli Amanteani nel mondo.

Ha scritto "t'amo" sulla... targa

Rocco Neve

Un amore infinito per il suo paese e i suoi concittadini

di Pino Del Pizzo

amantea su una targa di new york

 

Da che mondo è mondo, ogni essere umano ha desiderato esternare i propri sentimenti e parteciparli nelle forme più svariate e romantiche: la poesia, il canto e la musica sono da tutti riconosciute come le arti che più riescono a manifestare l'amore inteso come sentimento profondo di stima e di dedizione verso qualcuno o qualcosa.
Ebbene,no!
Il nostro Rocco, l'amore per la sua città l'ha voluto gridare ai quattro venti con una targa automobilistica portata in giro per gli "states".... orgoglioso di essere Italiano, fiero di essere calabrese di "  'a Mantiella 'a terza".


Eppure l'Italia e il suo paese natio  gli avevano dato solo una vita di stenti, rinunce e sacrifici che lo avevano costretto ad emigrare in Venezuela giovanissimo (1952), dove era entrato a far parte della numerosa colonia di Amanteani con i quali si struggeva di nostalgia nelle lunghe notti tropicali...


rocco neve con la mamma filomenaChiudendo gli occhi gli sembrava di udire ancora i suoni della Calavecchia così ben descritti dalla poesia di
Antonio Furgiuele: le grida che accompagnano i giochi dei bimbi, il picchiare del martello sull'incudine, il raglio dei ciuchi, il canto di allegri beoni, l'abbaiare dei cani...
Poi, improvvisamente, i rumori tacciono e dal silenzio emerge il nitido canto di Filumena Neve, la sua mamma lontana e il groppo alla gola sembra volerlo soffocare.

Ma bisogna resistere. Lavorare e risparmiare. Risparmiare per sperare. Sperare per poter continuare a vivere.

Dopo qualche anno (1958) si sposa con Maria Chiappetta e dal matrimonio nascono due figli (Federico e Rita): si trasferisce negli Stati Uniti, a New York, ma la moglie muore giovanissima e Rocco si trova ancora una volta solo e con due bambini piccoli da seguire e accudire.

Sono anni durissimi in cui emerge il carattere dell'uomo, la forza dei sentimenti e della fede, la tenacia - patrimonio della povera gente del sud.

Molto più tardi, cedendo alle insistenze di aprenti ed amici, accetta di risposarsi (1968) con Italia, la sua attuale moglie, anch'essa calabrese, originaria di Casole Bruzio.

rocco neve con la moglie italiaDopo una vita di lavoro, attualmente vive in Florida, a Tampa: quando le circostanze glielo permettono ritorna qui da noi... e ogni volta trova il paese cambiato e la gente diversa. La Calavecchia, che ha sepolto sotto l'improbabile e improponibile ristrutturazione, la sua umanità e il suo calore, non ospita più i rumori di un tempo e, fra le pietre antiche, a Rocco sembra ancora di riudire le canzoni di Filumena...

Ma è solo il vento.


 

ROCCO NEVE è uno dei dieci soci fondatori dell'Associazione degli Amanteani nel mondo

UN INDIMENTICABILE ATTERRAGGIO

L'aereo col quale faceva ritorno negli Stati Uniti, in fase di atterraggio all'aeroporto Kennedy di New York, non riuscì ad aprire il carrello e, dopo un impatto violento con la pista, la fusoliera si spaccò in due tronconi. Nel panico generale, fra le urla di terrore e di dolore dei passeggeri Rocco, con in braccio i suoi due figli molto piccoli, raggiunse lo scivolo tra i primi e riuscì a mettersi in salvo illeso.

Era il 23 settembre 1970  ma dopo la ragionevole paura, continua a viaggiare in aereo. In fondo si dice che il fulmine non colpisca due volte lo stesso albero!

 

Storie di emigrazione

 

Francesco Aloe (U.S.A.)

Socio Fondatore dell'Associazione degli Amanteani nel mondo

Da quando era bambino il mare e la pesca erano stati il suo mondo e la sua fonte di sostentamento.
La sua casa, come tutte quelle dei pescatori, era a pian terreno nella via “dei marinari” (l’attuale via Margherita), dove non era insolito vedere sedute, innanzi agli usci, crocchi di donne intente a sorvegliare nugoli di bambini. 
partenza di ciccio aloeLa vita scorreva lenta, così  come le stagioni che si avvicendavano lente, contraddistinte, ognuna, dal tipo di pesce  pescato.
Ogni sera, come un rito, decine di lampare abbandonavano il lido per incoronare l’orizzonte di luci e poi tornare, all’alba, per deporre il bottino guizzante nelle “lannielle” delle proprie donne o nelle ceste che, a dorso di mulo, avrebbero preso la via dell’entroterra.
Francesco amava il mare, ma a 20 anni capiva che non avrebbe potuto pensare al futuro e ad una famiglia sperando soltanto nella pesca. E, così, nel 1951 intraprese la sua avventura di emigrante.
Alla stazione c’erano proprio tutti a salutarlo, parenti, amici, conoscenti.
Quando il treno si tuffò nella notte, svoltato l’angolo del Camolo, svaniti all’orizzonte gli scogli dell’Isca, chiuse gli occhi per conservare in essi le ultime immagini da custodire nella lontananza.
Poi la nave.
Il Venezuela lo accolse come aveva accolto centinaia di Amanteani: lavoro, Frank con pino del pizzo  ad Amantea nell'estate 2007 in occasione della terza giornata degli amanteani nel mondosacrifici, solitudine e nostalgia.La piccola comunità dei concittadini di Caracas  lo abbracciò per “abbeverarsi” alla fonte di fresche notizie e per avere risposte a quanto nelle lettere dei loro cari ciascuno non aveva avuto anche perché non aveva saputo chiedere.
Il primo vero lavoro che Francesco affrontò fu quello di imbianchino e di decoratore al quale fu avviato da Rocco Capanna.
Solo due anni, poi la nuova avventura verso gli U.S.A., a Newark  dove, mettendo a frutto l’esperienza maturata a Caracas, e con l’aiuto ed i consigli di Raffaele e Rocco Musì, prima lavorò come pittore, poi entrò in una fabbrica di prefabbricati dove ancora adesso è impiegato da ben 45 anni.
Sposato con Anna Bonavita ( sorella del nostro socio Francesco) ora vive ad Edison.
I siti dell’Associazione Amanteani nel Mondo lo hanno aiutato a ripercorrere a ritroso il suo cammino nel tempo e lo tengono informato sul presente della nostra città.
Ci ha ringraziato  per gli sforzi che facciamo e, nel nostro fugace incontro,  ci ha raccontato questa sua breve storia che noi pubblichiamo sapendo di fargli cosa gradita.

Pino Del Pizzo
 

 

Storie di Emigrazione

Antonio Amerigo Gagliardi (Venezuela)

Antonio Gagliardi, seduto davanti a me nella sala dell'albergo "Le Canne" sacrifica volentieri le sue ultime ore di vacanza per narrarmi la sua storia di emigrante. Accanto a lui, la moglie ed i figli seguono il racconto che si snoda sull'onda dei ricordi...
"Come tanti miei coetanei, dopo aver fatto molti mestieri, non avendo prospettive per il futuro, nel 1967 ho lasciato Amantea per  raggiungere un mio fratello negli Stati Uniti d'America.
Partendo, insieme ai ricordi più cari, alle illusioni e ai sogni che ogni giovane culla nel suo cuore, portavo la mia passione per la musica, una passione che mi dava la forza e il coraggio per vincere la nostalgia e nella quale, appena avevo un momento libero, mi rifugiavo.
Il mio primo lavoro fu in una grande macelleria di Cambridge: non avevo mai avuto a che fare con la carne e gli strumenti che si usavano per lavorarla, ma dopo solo sei mesi ( e innumerevoli ferite alle mani) divenni un esperto e il mio impegno fu premiato con l'incarico di dirigere il personale.
In quel periodo, nonostante le difficoltà dovute all'ambientamento, al nuovo lavoro e la non conoscenza della lingua, costituii un primo complesso "Il trio dinamico" col quale, oltre a divertirci, riuscivamo a guadagnare qualche dollaro esibendoci dove era possibile.
Sollecitato da mio fratello Mario che viveva a Caracas, decisi di raggiungerlo per lavorare nella sua ditta di costruzioni della quale, dopo qualche anno divenni socio.
La famiglia di Tony GagliardiGuadagnavo bene, l'attività rendeva ed era continuamente in espansione... ma la mia passione per la musica era sempre più forte e non sempre riuscivo a conciliarla con il lavoro. Così, un bel giorno, presi la decisione più importante della mia vita: sciolsi la società con mio fratello e fondai il complesso "Nevada show", una specie di multinazionale con artisti di lingua italiana, inglese, portoghese e spagnola capaci di intrattenere il pubblico nelle sale dell'intero continente americano con programmi vari ed appropriati.
Il successo ed i favori della critica, ben presto portarono i "Nevada show" ad esibirsi in televisione dove, attualmente, siamo gli ospiti principali  della trasmissione "Sabado Sensacional" messa settimanalmente in onda dalla principale rete Venezuelana (Venevision)...
Se sono riuscito a realizzarmi, molto lo devo anche alla comprensione di mia moglie Bruna e dei miei tre figli Giuseppe, Carolina e Antonella che mi seguono e condividono, se pur in modo diverso, la   mia passione. Giuseppe (neo ingegnere elettronico) spesso mi accompagna alla tastiera e con lui ho inciso il cd "Swing Italiano in Venezuela" , Carolina studia e sta per laurearsi in "Giornalismo", ha una voce meravigliosa, ma preferisco che si dedichi ad un'attività più consona ai suoi studi. Antonella ancora frequenta le scuole: ha uno spiccato senso del ritmo e una  passione per la danza, ma preferisco che queste sue qualità le usi soltanto per divertirsi..."
Davanti a me vedo un uomo "realizzato", sereno, circondato dall'affetto della sua famiglia che sacrifica l'ultimo bagno di sole e di mare per ascoltarlo annuendo o fornendo particolari alla sua storia che è anche la loro storia. Una storia nella quale trovano spazio figure di riferimento delle quali traccia un ricordo pieno di gratitudine: il maestro Francesco Curcio che gli insegnò il clarinetto e, soprattutto, Sergio Burdo che lo incoraggiò e lo guidò nell'approccio alla percussione (batteria).
Attraverso le vetrate della Hall, il sole già alto disegna ombre sempre più corte, ma Tony non vuole interrompere l'intervista sapendo che attraverso me, e questo sito, può calarsi di nuovo nella "sua" Amantea, incontrare gli amici, risentire suoni, profumi e sapori che mai lo hanno abbandonato in ogni parte del mondo.
Davanti a me c'è un uomo che fino a pochi minuti era uno sconosciuto, ma che ora mi sembra di conoscere da sempre e che mi è difficile separarmene.
Nevada show orchestra

Mentre ci stringiamo in un caloroso abbraccio, Tony mi sussurra:
"Nella mia vita ho imparato a dare ad ogni persona, nel suo insieme, il giusto valore. Tutti abbiamo qualcosa da dare. Tutti abbiamo qualcosa d'apprendere. Oggi abbiamo dato e ricevuto entrambi, entrambi siamo più ricchi. Grazie Pino per quello che fai..."
Poi mi accompagnano alla macchina. Metto subito in moto e vado via senza voltarmi: non voglio che vedano quanto sono commosso!


Pino Del Pizzo

 

Un'Amanteana nel mondo nominata Giudice della suprema Corte

Josephine Gagliardi (U.S.A.)gagliardi josephine

Josephine Gagliardi, figlia dello scomparso Alfredo Gagliardi (fratello di Armando  e  Antonio Gagliardi), il 17 novembre 2006 è stata nominata dal Governatore della Florida, Jeb Bush,  giudice di contea.

Alfredo Gagliardi, padre della neo-giudice, era emigrato in Venezuela negli anni '50, poi si era trasferito con la famiglia negli Stati Uniti.

Josephine, laureata nella scuola di legge di Antioch  in Washington DC, ha svolto la pratica come studente non laureato presso l'università di Pittsburgh. 

Nel 1990 ha cominciato la sua carriera legale con i Servizi Giuridici rurali in Florida a Fort Myers e a Immokalee, interessandosi dei problemi della famiglia, dell'immigrazione e delle controversie Federali.

 Poichè Fort Myers attrae molti nuovi residenti da ogni parte del mondo, si è specializzata nell'assistenza legale di quanti vogliono regolarizzare la loro posizione di immigrati negli U.S. E' giunta all'importante carica dopo aver ricoperto prestigiosi incarichi presso Associazioni e Comitati di categoria.

Pino Del Pizzo

 

 

Ritratti di Amanteani nel mondo

 

Debora Giulivo (Roma)

debora con la mamma wanda pagliaro e l'amica ilaria alle clarisse di amanteaPer Debora l'estate ha un significato solo se torna qui ad Amantea, la terra dei suoi genitori Francesco e Wanda Pagliaro.
Laureata, è nata, vive e lavora a Roma, ma ama le sue origini calabresi... e, soprattutto, quanto di buono riesce ad assaggiare di genuino e saporito.
A rischio di sentirsi un poco "materiale" non nasconde di adorare la "soppressata" e di concedersi il lusso di assaporare la dolce cipolla di Tropea  (... specie quando il suo ragazzo non la segue in vacanza). 
Estroversa, simpatica e disponibile, insieme alle sue cugine e all'inseparabile Ombretta (altra amanteananelmondo di Prato) diventa l'animatrice di un gruppo di giovani che ogni anno si ritrovano sulle nostre spiagge.
Ha aderito con entusiasmo alla nostra associazione nella quale, insieme ad altri coetanei, porterà una ventata di freschezza genuina.
Quando gli impegni di lavoro le permettono di essere ad Amantea per il 6 agosto, aiuta a realizzare le varie edizioni della "Giornata degli Amanteani nel mondo".
La ringraziamo per la sua disponibilità, sperando che il suo esempio sia seguito da altri.

Pino Del Pizzo
 

 

Storie di Emigrazione

Vincenzo Montalto (Canada) 

Vive ad Edmonton Alberta in Canada da oltre 40 anni, ma continua ad amare la sua Amanteavincenzo montalto 1964: sul piroscafo che lo porterà in canada che lasciò giovanissimo per sposarsi ed emigrare in cerca di un futuro migliore di quello che si prospettava per lui, nella sua terra. Dopo anni di sacrifici, prima che i figli crescessero molto, per non “piantare” definitivamente le sue radici in America, venduto la casa e  l’esercizio commerciale decise di rientrare in Italia.  Aprì un salone in via Mazzini e riprese la sua consueta attività di barbiere, con la speranza di essersi buttato alle spalle un passato vissuto fra gente straniera, lontano da parenti, amici, affetti, ricordi… L’attività andava discretamente, anche se non benissimo, ma le prospettive per il futuro dei figli non erano certamente quelle che poteva offrire il Canada  nel quale emigrò per la seconda volta.

Ora conosceva la lingua e l’ambiente, ciò lo facilitava, anche se era costretto a ricominciare tutto da capo con tenacia,  ma anche con fiducia e speranza, cosciente che il lavoro doveva essere considerato il mezzo, non il fine della sua esistenza e che doveva trovare uno spazio per “essere e divenire”, occasioni per dare e per ricevere, cercando di integrarsi in un mondo che ormai, irrimediabilmente, doveva considerare il “suo”.

vincenzo montaltp col console italiano ad edmontonCosì comincia la sua attività (durata oltre venti anni) alla Multiculturalradio Cker 1480 che trasmette per le comunità italiane di Edmonton e Calgary, trova il tempo per la compagnia “Teatro Libero” nella quale  ricopre un poco tutti i ruoli (attore, assistente-regista, organizzatore) in opere di grandi autori come Dario Fo e Eduardo De Filippo. Fonda e diventa presidente della squadra di calcio “Soccer  Ital Canadian” che conquista il titolo di campione provinciale, è “Cristoforo Colombo” nel Columbus Day, portabandiera della comunità Italiana nella processione del Santo Patrono, Rugantino nella sfilata delle maschere italiane, cuoco  nella fiera gastronomica… eccetera, eccetera… eccetera…. Tanto che  sul giornale locale la sua immagine appare con la didascalia “Vincenzo Montalto, l’eterno volontario” e per il suo continuo prodigarsi riceve attestati di stima e di ringraziamento anche dal console Italiano , G. Bincoletto. vincenzo montalto con la moglie e i figli in divisa di "Amanteaninelmondo"

Ora la sua attività va molto bene.

I suoi figli si sono sistemati e sposati (due in Canada, una ad Amantea) e  “Cenzino” così può tornare spesso inpatria, come turista, per trascorrere un periodo di vacanza soprattutto a mare per  rifarsi al sole dal freddo di Edmonton e per pescare insieme agli amici.

Fra un anno maturerà la pensione e il suo sogno è quello di trascorrere parte dell’anno ad Amantea, magari ritrovandosi con gli amici per una “passatella”. Forse s’illude che, dopo tanti anni, nessuno lo lasci più “all’urmo”….!!!

Pino Del Pizzo

 

Un matrimonio che ha voluto celebrare nella "sua" Amantea.

 Ombretta Para
Amanteana nel mondo di Prato

La mamma, Elvira Del Pizzo, è di Amantea, il padre era romagnolo.
Nata a Lido di Camaiore, dopo qualche anno vissuto a Viareggio, si è trasferita definitivamente a Prato.
Laureatasi  (a poco più di 24 anni) con un meritatissimo 110 e lode presso la facoltà di medicina di Firenze, è specializzanda in medicina interna.
ombretta para e francesco de antoniis il giorno delle nozze
Impegna molte delle sue ore presso il pronto soccorso di Careggi dove può mettere a frutto il suo intuito e la sua cultura nelle diagnosi, ma soprattutto le sue doti di umanità con le quali riesce a stabilire un approccio positivo con gli ammalati che, oltre alle cure del caso o alla predisposizione del ricovero, hanno bisogno di sentire il calore umano di chi li accoglie in un momento drammatico della loro esistenza.
Appena può (non solo quando deve), Ombretta Para -in camice bianco e stetoscopio appeso al collo- si offre ai pazienti con dolcezza e competenza, arrossendo, ancora, ogni qualvolta qualcuno le si rivolge chiamandola "dottoressa".
Avrebbe voluto fare la pediatra, ma ha scelto una delle specializzazioni che offrono poche possibilità di guadagno e che si ottengono con molti sacrifici e tanta applicazione nello studio, perché le piace e la esalta nell'essere in prima linea  ... come viatico ad un suo pensierino (non troppo nascosto) di potere -un giorno- fare esperienza, come già ha fatto suo marito, con i "medici senza frontiere".
I turni in corsia e le ore di studio hanno limitato le sue possibilità di dedicarsi al sociale, allo sport, ai suoi hobby e, perfino, di trascorrere il solito mesetto estivo qui da noi, dove comunque arriva in ogni periodo dell'anno perché le sue vacanze hanno un solo nome "Amantea", un luogo che ama.
E, proprio ad Amantea, nella chiesa di San Bernardino, si è unita in matrimonio col dott. Francesco de Antoniis (Teramo) il 26 settembre 2009, un nuovo socio della grande famiglia degli "Amanteani nel Mondo".
 
 

un "oscar" al senso civico

Vittorio Politano (Germania)

vittorio politano  apprendista muratorePer chi ama fare i comodi suoi, Vittorio è seccante come una mosca asinina..
Per chi ricopre cariche istituzionali o compiti e mansioni ufficiali, il nostro Socio è come la famosa "goccia" della tortura cinese...
Se vuole portare a soluzione un qualsiasi problema "herr" Politano è come un mastino alle presevittorio politano - col cappellino- lavora allo scavo delle fondamenta dell'hotel riviera con un osso.
Teutonico (per natura e formazione), preciso, testardo e.. anche scomodo.
Lui però non se ne accorge, continuamente preso dalle sue "campagne" sociali legate all'ecologia, alla qualificazione del mondo del lavoro, al rispetto delle norme e delle leggi che regolano il vivere civile.
Senza alcun riserbo racconta la sua storia di sacrifici e di lavoro, sin da quando, ancora quasi bambino, andava"dietro ai muratori" per solo poche lire, con le mani ed i piedi nudi piagati dalla calce e dalle pietre.
Ancora molto giovane, dopo aver svolto parecchi mestieri, come tanti altri suoi coetanei, emigrò  in Germania dove, poco alla volta, nonostante la sua scarsa cultura, riuscì ad inserirsi e ad essere un punto di riferimento per i suoi connazionali.
vittorio politano interviene in un convegno in germaniaDiventano importanti e qualificati i suoi interventi in occasione di congressi sul mondo del lavoro che lui conosce molto bene avendo sperimentato sulla sua pelle soprattutto la mancanza di formazione professionale e di avviamento all'artigianato.
Stimato da sottoposti, da colleghi e dirigenti raggiunge la meritata pensione che gli consente di dedicarsi ancor più alla sua principale passione: interessarsi nel sociale schierandosi in prima persona.
Ora ha la possibilità di tornare più spesso nella sua Amantea, ma in ogni suo ritorno aumenta la sua amarezza nel vedere il degrado che assale la nostra città nel disinteresse dei cittadini e degli amministratori.
Per Vittorio è  inconcepibile vedere con quanta sufficienza viene affrontato il problema dei rifiuti solidi urbani e lo spettacolo dei cassonetti ignorati da un'utenza incivile che deposita la "monnizza" dove capita senza che nessuna sanzione venga presa e senza che nessuno redarguisca gli incivili.
Lui non conosce l'omertà e protesta e accusa, ma anche raccoglie enormi quantità di rifiuti che, diligentemente, colloca negli appositi contenitori.
vittorio politano ecologista
Non è raro vederlo impegnato in questi suoi "safari", specie sulla spiaggia: tutti vittorio politano tiene un corso di formazione professionale in germaniadovrebbero ammirarlo e prenderlo come esempio, invece molti (stupidamente) lo deridono. Ma lui non cerca il consenso personale e continua imperterrito a fare il suo dovere di "buon cittadino" finchè... riprende la via del Brennero e ritorna in Germania dove tutto funziona secondo parametri più congeniali al suo consolidato modo di vivere.
Il suo sogno più grande è quello che, in uno dei suoi ritorni in patria, possa trovare la città pulita, il traffico ordinato, il mare limpido e i cittadini risvegliati dal letargo che sta portando Amantea verso la decadenza.

Caro Vittorio, questo tuo sogno è anche il sogno di quanti amano VERAMENTE il nostro paese: speriamo che un giorno possa avverarsi...

Pino Del Pizzo

l'avvocato  Rocco Morelli

un professionista che in molti ci invidiano

Rocco Morelli da anni vive e lavora a Verona dove è titolare  e fondatore  dello studio legane "Morelli", una realtà giovane e dinamica che si occupa di diritto civile avvalendosi della collaborazione di alcune valide professioniste seguendo vertenze in materia di diritto della famiglia, diritto del lavoro, diritto fallimentare, responsabilità civile, recupero crediti, tutela legale in materia di responsabilità medica, controversie in materia locatizia.
Iscritto all'A.I.A.F. di Roma (Associazione Italiana Avvocati per le Famiglie e per i minori)  cura con passione la soluzione dei problemi delle relazioni familiari, tenendosi costantemente aggiornato tramite le Associazioni "Melchiorre Gioia" di Pisa e "Il valore dell'uomo" di Napoli nel campo del settore della liquidazione dei danni in maretia di responsabilità  medica e della responsabilità civile da circolazione e, in genere, di responsabilità aquilana.

Per noi, comunque, è restato "Roccuzzo", persona simpatica e disponibile, molto vicina all'Associazione degli Amanteani nel mondo, molto attaccato al suo paese natio in cui ritorna ogni qualvolta il lavoro glielo permette, per tuffarsi fra la sua gente e riassaporare i colori, i sapori e il clima della sua terra.

Ci piace ricordarlo in questa foto quando, ancora ragazzo, già dava prova del suo talento calcistico con la "Folgore"  prima di passare alla prima squadra cittadina.

formazione della "Folgore": in piedi da sinistra Pino Del Pizzo,Pino Scudiero (carapellese),Vincenzo Mannarino,Mario Giustiniano,Franco Vadacchino, Eugenio Perri, Corrado Perna. accosciati:Rocco Morelli,Totò Sciandra, Antonio Furgiuele, Pino Pagliaro, Franco Porco.

Una Formazione della "Folgore":
In piedi da sinistra: Pino Del Pizzo, Pino Scudiero, Vincenzo Mannarino, Mario Giustiniano, Franco Vadacchino, Eugenio Perri;
Accosciati: Rocco Morelli, Salvatore Sciandra, Antonio Furgiuele, Pino Pagliaro, Franco Porco.
Della squadra facevano anche parte, Lillo D'Aqui, Michienzi, Rocco Bossio (Ruoccu 'i luca)

rocco morelli nel suo studio legale
L'Avvocato Morelli con le sue principali collaboratrici nel suo studio di Verona dove campeggiano quadri che raffigurano Amantea

Pino Del Pizzo
Fondatore dell'Associazione degli Amanteani nel Mondo

il palazzo Greco in via dogana
Da poco l'Italia era entrata in guerra quando io nacqui  in una ampia camera al primo piano del palazzo Greco, qui ad Amantea, dove vivevano i miei nonni materni:Nicola Caruso (meccanico) e Amalia Pelusi (maestra elementare). Nicola caruso  - nonno materno Amalia Pelusi - nonna materna
Vincenzo del pizzo - mio padre Wanda Caruso - Mia Madre Mio padre (Vincenzo) originario di Maiori (costiera Amalfitana) aveva conosciuto mia madre (Wanda Caruso) in una delle sue frequenti visite alla sorella Elvira, moglie di Giuseppe Tropepe (comandante della Brigata della Guardia di Finanza della città. di Amantea). 1942 - primi passi in via Noto
1948 - con mamma e papà nella casa di napoli Pochi giorni dopo la mia nascita, la mia famiglia si trasferì a Napoli dove mio padre, motorista navale, era imbarcato su una motolancia della Guardia di Finanza.
In quella città vivemmo gli orrori della guerra:  bombardamenti,  fame,  malattie,  la morte del mio fratellino.
1942 - la mia casa di napoli dopo il bombardamento
1949 - estate ad amantea

Dopo l'armistizio, appena furono ripristinati i collegamenti ferroviari potemmo, finalmente, rivedere Amantea dove poi saremmo tornati ogni estate, da giugno ad ottobre, per le vacanze.

Quando mio padre andò in pensione ci trasferimmo in Calabria,  prima a Lago, dove avevamo una grande casa, successivamente ad Amantea, in via Elisabetta Noto.

 

1950 - a napoli con la mia sorellina elvira
1953 - terza media - con il prof Milito e i miei compagni di classe Frequentai la terza media a S. Bernardino, l'istituto magistrale a Pontecorvo (FR) e a Cosenza, l'università a Palermo.
Avendo cominciato giovanissimo a lavorare, ero costretto a stare lontano, per lunghi periodi, dalla famiglia e da Amantea dove, alla fine mi sistemai definitivamente solo nel 1968.
1965 - maestro a scala coeli
1960 - amantea - via noto, scalinata arena sicoli 1962 - amantea - con la mia vespa in via baldacchini 1965 - Amantea - piazza commercio

TITOLO DI STUDIO

Abilitazione Magistrale;
Studi universitari: Non completati;
Formazione professionale: autodidatta
 

"vivi come se dovessi morire oggi, progetta come se non dovessi morire mai"

INIZIATIVE

Fondatore del club Altair
Fondatore della prima pro-loco di Amantea
Fondatore della Polisportiva De Luca
Fondatore della CSA
Fondatore dell'Associazione Amanteani nel mondo
Organizzatore di numerose manifestazioni culturali e ricreative

 

LAVORI SVOLTI ED INCARICHI RICOPERTI

Tipografo alle rotative del "Messaggero"- Roma
Aiuto redattore cronaca del "Messaggero"- Roma
Insegnante elementare di ruolo dal 1963
Docente formatore per le attività motorie
Intervistatore della DOXA
Corrispondente del "Mattino" di Napoli e del "Secolo d'Italia (organo ufficiale del MSI)
Caposettore assicurativo  
Promotore commerciale per importanti ditte di acque minerali.

 

VITA POLITICA

Ho inteso la politica come "servizio", mai come fine, operando scelte difficili con libertà di spirito e meditata convinzione che mi hanno portato a militare, giovanissimo, nel MSI, senza mai perdere d'occhio la dialettica con gli avversari dei quali ho avuto il coraggio di condividere alcune posizioni ritenute d'interesse oggettivo.

Anche nella politica sono stato un "diverso": per i miei ero uno che sarebbe stato meglio nella sinistra, mentre per la sinistra ero, e restavo comunque, un "fascista"!
In realtà ero solamente un "uomo libero".

 

GLI HOBBY

Tre sono stati i miei hobby preferiti: lo sport, la lettura, il "fai da te"

Come sportivo praticante sono stato un discreto fondista, un buon allenatore in atletica leggera (Specialista nazionale nel settore salto in alto e negli ostacoli), allenatore di una squadra di pallamano (Handball) a livello di serie C Nazionale.

Ho ricoperto incarichi sportivi a livello provinciale del C.O.N.I. e delle ACLI , a livello Nazionale nella F.I.D.A.L. (Commissione Nazionale per gli impianti sportivi) e nel C.O.N.I. come esperto delle attività motorie delle prime fasce d'età.

 

LA FAMIGLIA

E' stata il fine delle mie azioni.

Avrei voluto seguire l'esempio e i consigli dei miei genitori ed imitarne lo stile di vita.

 
Non sempre  ci sono riuscito: ho fatto i miei errori, ma ho cercato di riscattarmi, con umiltà e con amore.

 

LA MIA VITA

Ho vissuto con intensità e partecipazione, preferendo la filosofia del fare, dell'impegno e della partecipazione.
Il mio motto è stato sempre "vivi come se dovessi morire oggi, progetta come se non dovessi morire mai"
Spesso mi son sentito un "alieno", per cui ho dovuto sopportare la solitudine cui sono costretti i "diversi".

Guardandomi indietro mi accorgo di aver saputo costruire ed arricchire la mia esistenza essendo leale nelle amicizie, onesto nel quotidiano, tenace negli impegni.

Ho cessato di essere un cattolico praticante perchè non sono riuscito a condividere alcune scelte della Chiesa, ma non mi sono allontanato mai da Dio al quale ho aperto ed apro la mia anima affidandomi alla sua grande misericordia.

 

Mia madre con i miei nipotini elena e andrea chiara del pizzo mia figlia
                       

Home L'IDEA STATUTO I SOCI AMANTEANI INIZIATIVE GIORNATE ALBUM LETTERE RICORDIAMOLI