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Piccole storie di Amanteani nel mondo |
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Pino Del Pizzo(Amantea) | Fondatore dell'Associazione degli Amanteani nel mondo |
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Giovanna Palermo(Germania) | |||||||
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Mario Gabriele (U.S.A.) |
La musica e la famiglia: due amori per vincere la nostalgia Autobiografia |
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La Famiglia di Pietro Furgiuele USA |
Da quattro generazioni negli U.S.A. con Amantea nel cuore |
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Rocco
Neve (USA) |
Amantea: ho scritto t'amo sulla targa |
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Francesco Aloe (U.S.A.) |
Testimone dell'onesta operosità della nostra gente nelle due Americhe |
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Antonio Amerigo
Gagliardi (Venezuela) |
La passione per la musica:
un potente antidoto per vincere la nostalgia |
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Josephine Gagliardi (U.S.A.) |
Un'Amanteana nel mondo nominata Giudice della suprema Corte | ||||||
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Debora Giulivo Roma |
per lei l'estate ha un
significato solo se torna qui ad Amantea |
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Vincenzo Montalto (Canada) | |||||||
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Ombretta Para Prato |
dottoressa 110 e lode! |
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Vittorio Politano (Germania) | "oscar"... per il senso civico | ||||||
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Rocco
Morelli (Verona) |
Un avvocato che tutti ci invidiano | |||||||||
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Giovanna Palermo
La madre, Serafina Gagliardi era una vera amanteana, cuciva, ricamava, toglieva i malocchi, ma la sua vita era la chiesa perció andava ogni giorno a Messa. Il padre Govanni Palermo era nato a Gizzeria (Catanzaro). Dopo parecchie esperienze di lavoro saltuario, trovò una definitiva sistemazione collaborando nell'ufficio di Remigio Munno col quale allacciò una vera e propria amicizia che duró tutta la vita. |
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Poi le scuole: l'asilo alla parrocchia dei Cappuccini, la scuola elementare, le medie e, infine, il liceo. "Che noia avere sedici anni!" scriverà più tardi ricordando i chiusi orizzonti della sua adolescenza quando, anche ad Amantea, giunsero le prime avvisaglie "del sessantotto" con la contestazione del principio dell'autorità, della cultura ufficiale, dell'organizzazione del lavoro e della politica, con l'affermazione dei movimenti di "liberazione" della donna e del femminismo. Giovanna, più che conoscerle, intuisce queste istanze e, col suo spirito libero e inquieto, sogna l'evasione guardando le auto che sulla superstrada sfrecciavano verso il nord:"Avrei voluto essere un pacchetto del carico di una di quelle macchine,una qualsiasi ,con destinazione ignota, viaggiare clandestinamente per “ non so dove” , andare in cerca di quella fortuna che per lei si identificava nell' "avere delle scarpe nuove, un vestito nuovo, mangiare ogni giorno carne e non fagiuoli, comprarsi le sigarette con il filtro …" Così, alla prima occasione, parte per la Germania, prima tappa di un lungo girovagare per il mondo, soprattutto in Oriente. Nuove civiltà, diversi modi di vivere, esperienze che levigano il suo carattere e arricchiscono la sua cultura e la sua umanità.
Tornata in
Germania
frequenta il “ Goete Institut” di Monaco dove
impara
la lingua tedesca. Adesso abita ad Augusta, è membro dell´Accademia di Irsee e della Dante Alighieri e tiene numerose conferenze su temi che per lo piú riguardano l´Italia. comprarsi le sigarette con il filtro …. E' sposata e ha due figli : Melanie che ha studiato Giurisprudenza ( e adesso sta facendo un refendariato alla “Geen Peace” di Amburgo) e Johannes (che studia Fisiologia delle piante e che fa parte di un 'équipe di ricerca per poter trovare la possibilitá di alimentare il terzo mondo in un immediato avvenire). Nonostante spesso sia impegnata nel per raccogliere donazioni e sottoscrizioni che pubblici e privati fanno in favore dell'ospedale pediatrico della sua città, è pronta a collaborare con i nostri compatrioti in difficoltà che aiuta ad apprendere la lingua e a trovare lavoro. * * * *
Giovanna, ora, si è
perfettamente integrata. Per lei ora la stazione non è più il solo posto dove "riuscivo a riprovare quelle emozioni che mi accendevano la mente riportandomi indietro di 1600 chilometri. Ci andavo spesso perché molti erano i giorni di malinconia. L´odore della pizza del piccolo chiosco nel quale lavoravano due pachistani, l´edicola dei giornali dove passavo ore a sfogliare le riviste italiane che non mi compravo perché costavano molto di piú che in Italia, il via vai delle gente che partiva o tornava dal sud, tutto questo mi faceva stare meglio. Ma per lo piú mi soffermavo a sentire le voci di coloro che, essendo senza lavoro, vivevano nella stazione. Quelle voci che parlavano la mia lingua, il mio dialetto, che discutevano vivacemente con un linguaggio non proprio casto, arrivavano alle mie orecchie come un suono, come la musica che il mare, nei pomeriggi d´estate, sprigionava accarezzando le pietre". Alla nostalgia, è subentrata la consapevolezza. Ai sogni dell'adolescente, la concretezza dell'adulta. Ma dai suoi scritti, dalle sue parole, traspare l'antico legame con la sua terra, le antiche amicizie... E la "crisalide", divenuta "farfalla", fa rivivere questo legame con una prosa genuina che vola sulle ali della poesia. Pino Del Pizzo |
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Qui sotto, proponiamo ai visitatori, integralmente, l'autobiografia di Mario Gabriele. In essa, come in un acquerello, narra la sua vita di emigrante della nuova generazione e ricorda fatti e persone della metà del '900. |
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"Suono la mia chitarra quando sono solo e sogno ad occhi aperti mentre canto vedendo " ’A Mantia ’i quannu cc’ere d’iu" da tutti gli angoli. Il Castello, la Spiaggia, la Rotonda, il Campo Sportivo, il Fiume, Corica, e tutti i volti che fecero parte della mia vita in quel rarissimo, innocente, ma perfetto panorama. " Mario Gabriele La musica e la famiglia: due amori per vincere la nostalgia
La mia Infanzia e Giovinezza in Italia – Fino al 30
Marzo 1967 Nacqui ad Amantea il 25 Marzo 1944 e vissi fino all’età di 19 anni in Via Indipendenza, 60. La mia casa era vicina "alli Casi Sciullati". Passai tanti anni tra casa mia e la casa di "Donn’Anna ’i Siesti" sopra casa mia. Donn’Anna e Don Eduardo mi trattavano come un figlio ed i figli e le figlie come un fratello piccolo. Mi portavano sempre alla spiaggia con la macchina per fare compagnia ai loro nipotini e giocare con loro. Andai alle Scuole Elementari con il professore Alessandro Morelli e con Rocco Macaione, Eugenio Perri, Mario Pirillo, Saverio Giacco, Francesco Furgiuele, Rocco Aloe, e tanti altri cari coetanei dei quali ora ricordo i volti, ma non ricordo i nomi. Dalle Scuole Elementari alle Scuole Medie di S. Bernardino dove incontrai Domenico De Liguori con il quale studiavo a casa sua, il Palazzo De Liguori, dove spendevo più del mio tempo perchè mi trattava bene e come un suo fratello. Mi ricordo anche il caro amico Sergio Sicoli. Durante quel tempo me la facevo anche con i miei cari amici "d’ ’a Chiazza" a giocare "a lli Fonti", "a llu Sdrigliu" e "a llu Pallunu", "a lli Casi Sciullati, arriet’ ’a Caserma e "davanti ’u Municipiu. Facevamo anche molti viaggi al Castello e "Sutt’ ’a Grutta" per esplorare e "mangiari cornicchi". Mi ricordo Rocco Morelli, Pinuccio Pagliaro, Alfredo Generoso (che ora è mio cognato), Franco Colacino che ora è mio compare, Gino Molinaro (Ginuzzu), Franco Porco e tanti, tanti altri.
Con alcuni di loro andavo alla
"marina d’ ’a Chiazza" ad aspettare i pescatori alle 4
di mattina per arrostire sarde ed alici vicino la
Lavorai da "Mastru Cicciu Furiellu" dove c’erano anche "Ruoccu ’i Tiresa, e "Ruoccu Rametta" e se mi ricordo bene anche Rocco Gelido. Lavorai anche da "Peppinu ’u Sartu (Pino Pellegrino) alla "Chiazza" dove lavorava anche "Francu ’a Chionza", e da "Cicciu ’i Micu" con "Micuzzu". Per un poco lavorai anche da "Tonnuzzu ’i Carmenia Pata" "a llu Carminu". Durante questo periodo imparavo a suonare la chitarra ogni giorno e scrivevo canzoni. La mia prima canzone fu "Suonnu d’Ammore int’ ’a Nuttata" una canzone in Napoletano che cantavamo con Rocco Bonavita "Rocchiniellu", anche lui un carissimo amico fidato e "Ginuzzu ’u Cucurunu" (Gino Molinaro) che mi aiutò con l’introduzione alla chitarra. Con "Rocchiniellu" ed altri amici giocavamo anche a carte al Bar Sicoli "a lla Chiazza" mentre sentivamo le partite di calcio all’altoparlante. Ho avuto la fortuna di ammirare "Rocchiniellu" mentre realizzava le sue pitture nella chiesa di S. Giuseppe. Diventammo amici fidati e spendemmo molto tempo assieme cantando, facendo serenate e giocando.
Allora con l’altro
Rocco Bonavita
"Rocky Ramis", con il quale spendevo tanto tempo a
parlare di musica e sentire il suo sassofono a
A quel tempo me la facevo pure con Sergio Burdo e con Franco Segreti con il quale facemmo molte incisioni al registratore, più cantando che suonando canzoni di allora e canzoni mie e di Franco. Queste incisioni forse ancora lui ce l’ha. Nel 1962 andai a Reggio Calabria con "Ruoccu ’i Tiresa" (Rocco Launi) e suo fratello Vincenzo (che allora si impersonava come Celentano) a fare un concorso canoro. Non successe niente di speciale.
Cominciai le pratiche per
l’iscrizione alla SIAE come cantautore e con l’aiuto di
mio zio Michele da Livorno, riuscii ad andare a Roma per
il provino della televisione e gli esami alla SIAE che
erano richiesti per essere iscritto come cantautore. Ci
riuscii nel 1963. Quello stesso anno mi diplomai di Ragioniere all’Istituto Tecnico Commerciale di Paola con i miei cari colleghi Arturo Stella, Salvatore (Salvino) Amato e Giovanni Sicoli. Ricordo anche che durante gli anni di Ragioneria studiavamo insieme ogni sera a casa di Arturo Stella. Studiai anche con Rocco Gagliardi ("Ruoccu d’Abbertu d’ ’a Banca") per tanto tempo a casa sua.
A Nocera Inferiore fino a maggio del 1964 mi concentrai sulla musica. Col Complesso "I 5 Lords" suonammo ai matrimoni, feste di piazza e night clubs nella zona della Costiera Amalfitana ed in provincia di Salerno. Io suonavo e cantavo con loro e continuavo a scrivere canzoni.
Dopo aver avuto differenze di
opinioni con mio padre, a maggio del 1964 decisi di
andarmene a Roma per concentrarmi sulla carriera di
Ragioniere e Cantautore. Da qui firmai un contratto per far parte della compagnia di cantanti ed artisti di Mario Ruccione facendo spettacoli in giro per tutta l’Italia col Maestro Luciano Fineschi. Da qui, la mia partecipazione al Festival di Chianciano Terme che a Settembre del 1964 vinsi come rappresentante della Regione Calabria. Durante questo periodo scrissi e depositai alla SIAE la musica e le parole di ben 15 canzoni.
Continuavo anche ad essere preparato musicalmente dal Maestro Recca per i prossimi Festival di Sanremo ed il Disco per l’Estate mentre la musica delle mie canzoni veniva scritta su carta. Mio padre, che pensava di avermi perduto per sempre, mi ordinò di ritornare a casa per le feste di Natale 1964 e non ebbi scelta perchè gli ho voluto sempre bene e non volli contrariarlo. Andai a Nocera Inferiore la metà di dicembre e non mi fu più permesso di ritornare a Roma, anche se il Maestro Recca mi cercava continuamente chiedendo a mio padre, via posta, di lasciarmi andare. Non resistetti più a Nocera Inferiore ed accettai un contratto di lavoro dall’Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali e Culturali di Cosenza come insegnante di corsi di Computisteria, Stenografia e Dattilografia, per allontanarmi da casa ed essere più libero per continuare la mia passione musicale. Così, a fine gennaio del 1965, finii a Menfi e Chiusa Sclafani in provincia di Agrigento ad insegnare quelle materie per adulti.
Un giorno, mentre ero alla spiaggia di Menfi ad ascoltare la radio, sentii al Disco per l’Estate del 1965 una mia canzone che fu presentata da un altro artista di Roma, invece di me, perchè io non ritornai mai alla base. Infatti, le due canzoni che avevo preparato per presentare alla selezione del Festival di Sanremo del 1965 non furono mai presentate da nessuno. Verso la fine di luglio del 1965, poichè il primo contratto per sei mesi era finito, lasciai Menfi e Chiusa Sclafani per cominciare altri corsi con un nuovo contratto di 3 mesi a Villafranca Tirrena in provincia di Messina. Dopotutto, Messina era molto più vicina ad Amantea.
Ovviamente a Villafranca Tirrena
continuai con la musica e suonai e cantai con un nuovo
complesso alla Pineta e La Grotta di Polifemo di
Milazzo, ai matrimoni e feste danzanti. A settembre del
1965 andai al Festival di Gesso (Me) per salutare il
Maestro Enzo Bonagura che faceva parte della giuria.
Parlammo a lungo e mi disse che Renato Recca era molto
scontento di me per non essere ritornato. Mi disse che
avevo un "sacco di talento" e che sarei potuto essere
famoso un giorno come cantautore. Io lo ringraziai e gli
spiegai la mia situazione con mio padre. Gli dissi anche
che era troppo tardi per ritornare perchè avevo una
ragazza locale che mi interessava. Mi disse "Buona
Fortuna Mariuccio" prima di abbracciarci. Nel frattempo stava crescendo il mio interesse per Maria Santoro, una mia studente di 20 anni che risiedeva temporaneamente con sua zia a Villafranca Tirrena per venire al mio corso. La sua famiglia abitava al casello ferroviario di Archi, vicino Milazzo perchè il padre era ferroviere. Perciò io avevo tutto l’interesse di fare la spola tra Villafranca e Milazzo con la scusa della musica. Non lasciai più la Sicilia fino a quando la mia famiglia partì per l’America nel 1966. Infatti, dopo la loro partenza io e Maria Santoro facemmo "la scappatella" ad Amantea perchè ci volevamo bene ed al padre non piaceva questa relazione sapendo che sarei dovuto emigrare negli Stati Uniti. Andammo ad Amantea a stare con la zia di mia madre, (Maria ’a Seria) per quasi un mese, fino a quando Santa, la zia di Maria, dalla Sicilia ci venne a visitare dicendo che tutto era in ordine con il padre e che ci avrebbe accettato come marito e moglie. Allora ritornammo ad Archi da dove io partii per l’America il 30 Marzo del 1967. Anche se non avevo alcuna intenzione di andare in America e lasciare Maria in Sicilia dovetti ascoltare mio padre, mia madre e mia nonna che mi comprarono il biglietto per la nave, convincendomi di partire perchè le cose erano migliori finanziariamente negli Stati Uniti. La loro promessa fu quella di aiutarmi a far venire Maria in America al più presto possibile. Grazie a Dio tutto questo si materializzò anche se ci furono molti sacrifici ed ostacoli da superare da tutte le parti.
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La mia nuova vita Negli Stati Uniti – Dal 6 Aprile 1967 ad oggi
Con compare Svedese cominciò la mia carriera d’ufficio e quella della musica in America. Lui mi fece parlare con Franco Sesti che era un manager in una società di assicurazioni a New York. Sì, lo stesso Franco Sesti che viveva in via Margherita prima di venire in America e che ritornò in via Margherita con la moglie Gina 15 o più anni fà. Compare Franco Sesti e Comare Gina perchè battezzarono mia figlia Melissa nel 1977.
Lasciai "Ferrara" alla fine del 1967
e cominciai a lavorare nel campo assicurativo con
compare Franco e Ciccio fino al 1972. Da ottobre del
1967 a dicembre del 1969 abitavo con mia moglie e due
figli a New York vicino compare Svedese. A dicembre del
1969 andammo ad abitare a Brooklyn vicino mia madre e
mio padre. Non dimenticherò mai i bei giorni trascorsi
sul lavoro con i miei compari ed i bellissimi
anni con
compare Svedese nella musica. Avevamo formato "I Capresi" e suonavamo ininterrottamente (da 65 a 80 serate all’anno) ai matrimoni e serate danzanti se non suonavamo al nostro club francese " La Grillade", in Manhattan. La Grillade durò un po’ di anni ogni venerdì, sabato e domenica. Avemmo molto successo suonando al Manhattan Center, The Rainbow Room del Canale 4 NBC, La Festa di San Gennaro in New York e tantissimi altri posti famosi. Facemmo anche parte in molte serate con cantanti italiani che venivano a New York senza musicisti. Noi eravamo il loro complesso e li accompagnavamo nelle loro turnee a New York, New Jersey, Connecticut, Massachusetts, ecc. Ricordo vivamente Robertino, Peppino di Capri (che si cimentò a suonare anche la mia Gretch), Gianni La Commare, Nelly Fioramonti, Tony Cucchiara, Bobby Solo, Nicola Di Bari e tanti altri famosi artisti di quel tempo. Nicola di Bari lo portammo alla Statua della Libertà ed in giro di piacere per New York. A febbraio del 1999 io lo vidi di nuovo al Casinò Foxwoods in Connecticut dopo il suo spettacolo. Gli parlai, gli presentai mia moglie e lui si ricordò molto bene di me e del bel tempo trascorso a New York tanti anni prima. A luglio del 1972 lasciai l’ufficio dopo aver comprato una salumeria con mio padre e mio fratello Nicola. Questa durò quasi un anno, ma non era per me. Troppo lavoro, non il mio lavoro e niente musica.
A marzo del 1974 mi fu offerto un altro lavoro con una bella promozione ed una bellissima paga da un’altra compagnia assicurativa anche in New York, con le responsabilità di Direttore Finanziario della Cosmopolitan Mutual Insurance Company. A settembre del 1974 ancora un’altra offerta molto più attraente che richiedeva però di trasferirmi con la mia famiglia al Rhode Island. Parlai con Compare Svedese e gli dissi che avevo raccomandato lui per sostituirmi dove ero. Il compare ottenne subito quel lavoro con la stessa posizione. Io cominciai i preparativi per trasferirmi a Rhode Island. Negli Stati Uniti, quando ti cominciano a conoscere nel tuo campo di esperienza le offerte sono continue e più attraenti l’una dall’altra. Per fare una buona carriera non devi mai rifiutarti per non danneggiare la tua reputazione in quella stessa industria. Io nella mia carriera assicurativa ci ho creduto e l’ho migliorata andando alla New York University ed il College of Insurance e conseguendo una Laurea in Assicurazione nel 1974. La mia passione di completare questi studi aumentò quando mi riconobbero che i miei studi e diploma in Italia valevano 4 anni sui 5 anni che avrei dovuto completare in queste Università. Perciò il sacrificio di frequentare queste scuole dal 1972 al 1974, lo studio e la preparazione per gli esami in addizione alla musica ed il lavoro e la famiglia erano più che giustificati. Ero convinto che dopo tutti quei sacrifici mi meritavo nuove opportunità. Perciò decidemmo di trasferirci da New York anche se comportava lasciare il resto della famiglia, i paesani e gli amici.
Mia figlia Melissa nacque nel Rhode Island il 30 giugno del 1977. Io feci carriera con la Metropolitan fino a 55 anni. Nel 1999 mi pensionai. La mia carriera a quel punto era al livello esecutivo ed il mio salario considerevolmente agiato, ma ero contentissimo di avere dedicato gli ultimi 25 anni della mia vita professionale al mio lavoro e alla mia carriera. Mi fa ancora felice pensare che dal mio inizio al mio pensionamento gli utili della compagnia crebbero più di mille volte e che la mia contribuzione durante tutti quegli anni è ancora riconosciuta dai miei colleghi come uno dei fattori della crescita. Noi pensionati ci riuniamo ogni due mesi per celebrare e parlare dei nostri bei ricordi. Per i miei figli, ho fatto l’allenatore di calcio per molti anni e tanti giovani che facevano parte delle mie squadre con i miei figli ora si ricordano ancora di me e mi rispettano perchè li portai a vincere molti trofei, grazie alla loro bravura ed accanimento. Io e mia moglie fino ad oggi abbiamo comprato e venduto 5 case nostre ed io ho scoperto e messo in pratica nuovi hobbies come il bowling, motoscafi per lo sci acquatico col gommone ed il golf che ancora godo giocare quando il tempo del Rhode Island lo permette. Con mia moglie abbiamo fatto molte crociere e siamo felici di giocare con i nostri 4 nipotini, che prossimamente saranno 5. Però la musica è sempre con me e mi mancano il pubblico e gli applausi. Il lavoro è anche sempre con me e mi mancano i colleghi, la loro compagnia ed i bei tempi passati insieme. |
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Ma cosa altro vuoi Mario, hai 64 anni. Tutto questo ti dovrebbe bastare. Il tuo cervello è in forma perchè continui a fare i cruciverba italiani da 50 anni ogni giorno. Non scherzare, a 64 anni non puoi più lavorare. Stai bene ed amici fedeli ne hai tanti, Americani ed Amanteani, qui, a Brooklyn ed in Italia. Passatempi ne hai anche tanti, non ti serve proprio lavorare più. Invece sì, lo posso e lo farò ancora. Sono testa dura perchè sono Calabrese ed il mio cervello è la cosa più importante per me. Ecco perchè ho appena completato un contratto di lavoro di 2 anni come Ispettore Interno per una grande ditta nazionale di farmaceutici, la Brooks/Eckerd and Rite-Aid Pharmacies. Lavoro da casa per mio fratello Valter come Direttore Finanziario per la sua azienda di costruzione, la Gab-Co Design Group, Inc., che costruisce case private e commerciali a Brooklyn, New York e Connecticut. Ho conseguito un’altra certificazione e sono un membro attivo di "The Institute of Internal Auditors" dal 15 settembre 2005. Questo mi permette legalmente di fare l’Ispettore Finaziario per le aziende del Rhode Island che me lo chiedono o sono forzate dal governo dello Stato o della Nazione a farlo. |
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La Famiglia, ai miei genitori ai miei nipoti Papà: "Peppinu"(Soprannome: Peppinu ’u Brigantu) Gabriele Giuseppe , nato il 14 marzo 1920 ad Aiello Calabro. Figlio di Gabriele Geniale (Cieco, ma avido giocatore di carte e musicante di Amantea) e Maria Caputo. Residente ad Amantea fino al 1966 quando partì per l’America. Pescatore di professione ad Amantea (ccu la chiurma d’ ’u zì Nton’ ’i Cannia, jie a mmaru e vinnie lli pisci ccu l’apicella ed ere nu mastru piscaturu ccu lla canna ’i nterra e ccu llu palanchistru e pigliave sempri spinelli e tartaruchi). Giocava regolarmente a tombola dietro la Chiesa Madre e frequentava l’Osteria di "Ruoccu ’i Peppe" (ppe jucari a mbriscula, scupa e trissetti e viviri vinu e gazzosa jucannu a patrunu e sutta) con tutti gli altri pescatori " d’ ’a Chiazza". Minatore nella Saar in Francia per molti anni ed infermiere all’Ospedale Psichiatrico di Nocera Inferiore (SA). Emigrato negli Stati Uniti nel 1966 a Brooklyn, New York, con tutta la famiglia, eccetto il figlio maggiore Mario. Deceduto a Staten Island/Brooklyn, New York il 12 Gennaio 2007, all’età di 87 anni. Fratello di Michele (da Livorno), Ernesto (da Amantea), Nicola (da Amantea) e Giovanni (da Firenze). Tutti deceduti, ma con una lunghissima parentela di figli, nipoti e pronipoti, residenti a Livorno, Firenze ed Amantea. Mamma: "Ntoniella" (Soprannome: Ntoniella ’i Furtunata ’i Cannia) Curcio Antonia nata il 13 Agosto 1921 ad Amantea. Figlia di Curcio Luigi e Pulice Fortunata (nata a New York il 27 Luglio 1903, ritornata ad Amantea con la madre Villani Candida (Canniella) nel 1900-1910 e riemigrata a New York nel 1953 ritornando a vivere nella stessa casa dove nacque a 227 Mott Street nella "Piccola Italia" di New York). Mamma fu residente ad Amantea fino al 1966, quando partì per l’America. Casalinga, "Vinnie lli pisci a Santu Pietru ccu lla cista supr’ ’a capa, a ppedi, lavurav’alla Salagiona e lavave lli panni a llu jumu ’i Catucastru ". Emigrata negli Stati Uniti nel 1966 con la famiglia, Mamma ha ora 87 anni e vive a Brooklyn, New York. Sorella di Curcio Luigi (Luvigiellu) e Pulice Benito (Peppiniellu), emigrati a New York nel 1966, anche loro deceduti, ma con un’altrettanta lunghissima parentela di nipoti e pronipoti residenti a New York e Brooklyn. Nipote di Generoso Maria (Maria ’a Seria, mugliera ’i Nton’ ’u Seriu) Galli Vincenzina, Pulice Francesca (Soprannome: ’a Pazza), Pulice Nicolina (A zì Nicolina, mamm’ ’i Vicienzu ’u Pichjurru, morta nei bombardamenti a 27 anni – Foto Lapide), Aureliano Salvatore (adottato), anche loro deceduti e con famiglie in Italia e Stati Uniti, e Buffone Antonio (Soprannome: Nton’ ’i Cannia) che vive ancora con la sua famiglia a Bridgeport, Connecticut, Stati Uniti.
Papà e Mamma Gabriele si sposarono
il 16 dicembre 1939 nella Chiesa Madre di Amantea. Papà
aveva 18 anni e mamma 17. |
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"Suono la mia chitarra quando sono solo e sogno ad occhi aperti mentre canto vedendo " ’A Mantia ’i quannu cc’ere d’iu" da tutti gli angoli. Il Castello, la Spiaggia, la Rotonda, il Campo Sportivo, il Fiume, Corica, e tutti i volti che fecero parte della mia vita in quel rarissimo, innocente, ma perfetto panorama. Nostalgia? Sì immancabilmente! Nostalgia della mia gioventù? Forse! Ma è una visione autobiografica che non voglio mai cambiare. È una visione che ho paura di vedere cambiata. "
E,
purtroppo, caro Mario, la nostra Amantea è cambiata! |
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La Famiglia di Pietro Furgiuele (U.S.A.)
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per vedere il filmato ,
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Albero geneologico
Il ramo della famiglia di Pietro Furgiuele risale al 1786 con il
capostipite Adamo che sposò Anna Frangione ed ebbero undici
figli. |
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Nonno Costantino e
nonna Carmela
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![]() Pietro Furgiuele e Maria Policicchio |
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Costantino
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Adamo
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Ciccio
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Antonio
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Carmelo
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L'Emigrazione della famiglia: tutti insieme, con l'amore della patria e il senso della famiglia nel cuore
Partirono da Napoli con la nave “America”. Nonno Costantino aprì una calzoleria in Ambridge, Pensilvania mentre Adamo cominciò a lavorare in un negozio di generi alimentari per poi trovare un lavoro fisso nella American Bridge Company ( da qui il nome del paese Ambridge). Costantino si ammalò e tornò ad Amantea dove mori’ nel 1933. Adamo si sposo’ con Anna Spagnolo, italo-americana, ed ebbero due figli, Joe, attualmente in San Jose, California e Maryanne, attualmente in Lettsdale, Pennsilvania. Adamo non torno mai ad Amantea e mori’ in Ambridge nel 1969. Nel 1948, un atro figlio di Costantino, Francesco, noto come Ciccio “gammi ‘I ligni”, che giocò nella squadra di calcio di Amantea ai tempi di Totonno 'i Minichella, , sposò Chiara Campisano di Falerna e nel 1949 emigrò negli Stati Uniti per stabilirsi prima nel Bronx e poi a Hicksville, Long Island, NY (ebbe tre figli, Carmela, Pietro e Serafina, acora resindenti nelle vicinanze di Hicksville). Ciccio lavorò per oltre quaranta anni come designer in una nota e famosa sartoria di NY City e morì nel Novembre del 2000 in Hicksville. Nel 1957 l’ultima figlia di Costantino, Annina sposò Franco Bosso, figlio di Mastro Bruno Bosso ed emigrarono anche loro negli Stati Uniti per stabilirsi a Fairport, NY, dove già abitava Vincenzo Bosso, fratello di Mastro Bruno. Annina e Franco Bosso hanno due figli, Bruno e Antonio(Tony) e ancora abitano a Fairport. Nel 1968 tutta la famiglia Furgiuele è negli U.S.A. Nel 1967, Pietro, appena pensionato come Vigile Urbano al Comune di Amantea, decise che era arrivato il momento giusto per riunire la sua famiglia sparsa per il mondo. Infatti il primogenito, Costantino era partito per il Venezuela nel 1953, seguito due anni dopo dal secondogenito Adamo il quale nel 1965 andò negli Stati Uniti. Franco, il terzo figlio, nel 1967 partì per Toronto, Canada, seguito -dopo pochi mesi - da Antonio, appena diplomato a Fuscaldo come Perito Tecnico.
"Meluzzo", a distanza di quaranta anni rivive ancora con commozione il momento della partenza dalla stazione di Amantea, dove a salutarlo c'erano i suoi migliori amici: Ciccio Furgiuele, Roberto Musì, Michele Camarca, Franco Vadacchino ed altri che non riuscivano a spiegarsi perché emigrasse.Dal molo del porto di Napoli, a bordo della “Raffaello” anche l'ultimo della quarta generazione della Famiglia Furgiuele s'incamminò sulla stessa strada del nonno Costantino, ma con maggiori certezze e diverse prospettive Comunque tutto ando’ come Pietro aveva previsto e desiderato e per la fine del 1968 tutta la famiglia era stata riunita e stabilita a Fairport, NY. La nuove famiglie dei figli di Pietro furgiuele Costantino nel 1961 sposo’ Migdalia Boscan, venezuelana, ed ebbero due figlie, Maria e Fanny. Adamo nel 1975 sposo’ Kathy Seymour, Americana, e hanno tre figli: Costantino e Franco (attualmente in Clearwater, Florida), Anna attualmente in Chicago. Franco nel 1970 sposo’ Rosanne Rago, italo-americana, ed hanno due figli, Paolo, attualmente in Catania e Daniela attualmente in Washington, DC. Antonio sposo’ nel 1972 Bruna Fioravanti, marchigiana di Ascoli Piceno, ed hanno tre figli: Pietro, residente in Penfield, NY, Antonio Jr, residente in New York City e Adamo, residente in San Francisco, CA. Carmelo sposò Adele Paradiso, pugliese di Foggia, nel 1972 e hanno due figli, Patrizia residente in New York City e Giancarlo residente in Washington, DC. Una nuova diaspora Pietro, insieme alla moglie, rientrò in Amantea nel 1972, ove morì nel 1973. La moglie Maria, restata sola, preferì ricongiungersi con i figli negli Stati Uniti dove morì nel 2002 e la sua salma, riportata nella città natia, riposa nel cimitero di Amantea. Costantino e Franco, dopo aver sofferto per gravi malattie, morirono in America rispettivamente nel 1993 e 1996.
In Amantea, della famiglia di
Costantino, rimasero Ida, sposata con Giovanni Porco, Teresa,
sposata con Nicola Rio, Maria sposata con Carlo Policicchio,
emigro’ in Venezuela per poi tornare ad Amantea con la famiglia
negli anni ottanta, Serafina sposata con
Come è evidente la famiglia di Pietro Furgiuele e’ di nuovo sparsa per il mondo, anche se per la maggior parte negli StatiUniti, ma sarà un po' più’ difficile rimetterla assieme. Le nuove generazioni, che nel frattempo si sono arricchite con la nascita di 9 nuovi membri, però, continuano a conservare i valori fondanti dell'educazione ricevuta e si sentono, ancora, anche italiani e "mantiuoti". A mantenere sempre vivo il legame sono i frequenti viaggi in Patria, soprattutto di Carmelo che è uno dei soci fondatori dell'Associazione degli Amanteani nel mondo. |
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Ha scritto "t'amo" sulla... targa Rocco Neve Un amore infinito per il suo paese e i suoi concittadini di Pino Del Pizzo |
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Da che mondo è mondo, ogni
essere umano ha desiderato esternare i propri sentimenti e
parteciparli nelle forme più svariate e romantiche: la
poesia, il canto e la musica sono da tutti riconosciute come
le arti che più riescono a manifestare l'amore inteso come
sentimento profondo di stima e di dedizione verso qualcuno o
qualcosa.
Dopo qualche anno (1958) si sposa con Maria Chiappetta e dal matrimonio nascono due figli (Federico e Rita): si trasferisce negli Stati Uniti, a New York, ma la moglie muore giovanissima e Rocco si trova ancora una volta solo e con due bambini piccoli da seguire e accudire. Sono anni durissimi in cui emerge il carattere dell'uomo, la forza dei sentimenti e della fede, la tenacia - patrimonio della povera gente del sud. Molto più tardi, cedendo alle insistenze di aprenti ed amici, accetta di risposarsi (1968) con Italia, la sua attuale moglie, anch'essa calabrese, originaria di Casole Bruzio.
Ma è solo il vento.
ROCCO NEVE è uno dei dieci soci fondatori dell'Associazione degli Amanteani nel mondo
UN INDIMENTICABILE
ATTERRAGGIO L'aereo col quale faceva ritorno negli Stati Uniti, in fase di atterraggio all'aeroporto Kennedy di New York, non riuscì ad aprire il carrello e, dopo un impatto violento con la pista, la fusoliera si spaccò in due tronconi. Nel panico generale, fra le urla di terrore e di dolore dei passeggeri Rocco, con in braccio i suoi due figli molto piccoli, raggiunse lo scivolo tra i primi e riuscì a mettersi in salvo illeso. Era il 23 settembre 1970 ma dopo la ragionevole paura, continua a viaggiare in aereo. In fondo si dice che il fulmine non colpisca due volte lo stesso albero!
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Storie di emigrazione
Francesco Aloe (U.S.A.) Socio Fondatore dell'Associazione degli Amanteani nel mondo
Da quando era bambino il mare e la
pesca erano stati il suo mondo e la sua fonte di sostentamento.
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Storie di Emigrazione Antonio Amerigo Gagliardi (Venezuela)
Mentre ci stringiamo in un caloroso
abbraccio, Tony mi sussurra:
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Un'Amanteana nel mondo nominata Giudice della suprema Corte
Josephine Gagliardi
(U.S.A.)
Josephine Gagliardi, figlia dello scomparso Alfredo Gagliardi (fratello di Armando e Antonio Gagliardi), il 17 novembre 2006 è stata nominata dal Governatore della Florida, Jeb Bush, giudice di contea. Alfredo Gagliardi, padre della neo-giudice, era emigrato in Venezuela negli anni '50, poi si era trasferito con la famiglia negli Stati Uniti. Josephine, laureata nella scuola di legge di Antioch in Washington DC, ha svolto la pratica come studente non laureato presso l'università di Pittsburgh.
Nel 1990 ha cominciato la sua
carriera legale con i Servizi Giuridici rurali in Florida a Fort
Myers e a Immokalee, interessandosi dei problemi della famiglia,
dell'immigrazione e delle controversie Federali. Poichè Fort Myers attrae molti nuovi residenti da ogni parte del mondo, si è specializzata nell'assistenza legale di quanti vogliono regolarizzare la loro posizione di immigrati negli U.S. E' giunta all'importante carica dopo aver ricoperto prestigiosi incarichi presso Associazioni e Comitati di categoria. Pino Del Pizzo
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Ritratti di Amanteani nel mondo
Debora Giulivo (Roma)
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Storie di Emigrazione Vincenzo Montalto (Canada)
Ora conosceva la lingua e l’ambiente, ciò lo facilitava, anche se era costretto a ricominciare tutto da capo con tenacia, ma anche con fiducia e speranza, cosciente che il lavoro doveva essere considerato il mezzo, non il fine della sua esistenza e che doveva trovare uno spazio per “essere e divenire”, occasioni per dare e per ricevere, cercando di integrarsi in un mondo che ormai, irrimediabilmente, doveva considerare il “suo”.
Ora la sua attività va molto bene. I suoi figli si sono sistemati e sposati (due in Canada, una ad Amantea) e “Cenzino” così può tornare spesso inpatria, come turista, per trascorrere un periodo di vacanza soprattutto a mare per rifarsi al sole dal freddo di Edmonton e per pescare insieme agli amici. Fra un anno maturerà la pensione e il suo sogno è quello di trascorrere parte dell’anno ad Amantea, magari ritrovandosi con gli amici per una “passatella”. Forse s’illude che, dopo tanti anni, nessuno lo lasci più “all’urmo”….!!! Pino Del Pizzo
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Un matrimonio che ha voluto celebrare nella "sua" Amantea.
Ombretta Para
La mamma, Elvira Del Pizzo, è di
Amantea, il padre era romagnolo. |
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un "oscar" al senso civico Vittorio Politano (Germania)
Caro Vittorio, questo tuo sogno è anche il sogno di quanti amano VERAMENTE il nostro paese: speriamo che un giorno possa avverarsi... Pino Del Pizzo |
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l'avvocato
Rocco
Morelli un professionista che in molti ci invidiano
Per noi, comunque, è restato "Roccuzzo", persona simpatica e disponibile, molto vicina all'Associazione degli Amanteani nel mondo, molto attaccato al suo paese natio in cui ritorna ogni qualvolta il lavoro glielo permette, per tuffarsi fra la sua gente e riassaporare i colori, i sapori e il clima della sua terra. Ci piace ricordarlo in questa foto quando, ancora ragazzo, già dava prova del suo talento calcistico con la "Folgore" prima di passare alla prima squadra cittadina.
Una Formazione della
"Folgore": ![]() L'Avvocato Morelli con le sue principali collaboratrici nel suo studio di Verona dove campeggiano quadri che raffigurano Amantea |
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Pino Del Pizzo |
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Da poco l'Italia era entrata in guerra quando io nacqui in una ampia camera al primo piano del palazzo Greco, qui ad Amantea, dove vivevano i miei nonni materni:Nicola Caruso (meccanico) e Amalia Pelusi (maestra elementare). |
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Mio padre (Vincenzo) originario di Maiori (costiera Amalfitana) aveva conosciuto mia madre (Wanda Caruso) in una delle sue frequenti visite alla sorella Elvira, moglie di Giuseppe Tropepe (comandante della Brigata della Guardia di Finanza della città. di Amantea). |
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Pochi giorni dopo la mia
nascita, la mia famiglia si trasferì a Napoli dove mio
padre, motorista navale, era imbarcato su una motolancia
della Guardia di Finanza. In quella città vivemmo gli orrori della guerra: bombardamenti, fame, malattie, la morte del mio fratellino. |
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Dopo l'armistizio, appena furono ripristinati i collegamenti ferroviari potemmo, finalmente, rivedere Amantea dove poi saremmo tornati ogni estate, da giugno ad ottobre, per le vacanze. Quando mio padre andò in pensione ci trasferimmo in Calabria, prima a Lago, dove avevamo una grande casa, successivamente ad Amantea, in via Elisabetta Noto.
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Frequentai la terza media a S.
Bernardino, l'istituto magistrale a Pontecorvo (FR) e a
Cosenza, l'università a Palermo. Avendo cominciato giovanissimo a lavorare, ero costretto a stare lontano, per lunghi periodi, dalla famiglia e da Amantea dove, alla fine mi sistemai definitivamente solo nel 1968. |
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TITOLO DI STUDIO
Abilitazione Magistrale; |
![]() "vivi come se dovessi morire oggi, progetta come se non dovessi morire mai" |
INIZIATIVE
Fondatore del club Altair
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LAVORI SVOLTI ED INCARICHI RICOPERTI
Tipografo alle rotative del
"Messaggero"- Roma
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VITA POLITICA Ho inteso la politica come "servizio", mai come fine, operando scelte difficili con libertà di spirito e meditata convinzione che mi hanno portato a militare, giovanissimo, nel MSI, senza mai perdere d'occhio la dialettica con gli avversari dei quali ho avuto il coraggio di condividere alcune posizioni ritenute d'interesse oggettivo.
Anche nella politica sono
stato un "diverso": per i miei ero uno che sarebbe stato
meglio nella sinistra, mentre per la sinistra ero, e restavo
comunque, un "fascista"!
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GLI HOBBY Tre sono stati i miei hobby preferiti: lo sport, la lettura, il "fai da te" Come sportivo praticante sono stato un discreto fondista, un buon allenatore in atletica leggera (Specialista nazionale nel settore salto in alto e negli ostacoli), allenatore di una squadra di pallamano (Handball) a livello di serie C Nazionale. Ho ricoperto incarichi sportivi a livello provinciale del C.O.N.I. e delle ACLI , a livello Nazionale nella F.I.D.A.L. (Commissione Nazionale per gli impianti sportivi) e nel C.O.N.I. come esperto delle attività motorie delle prime fasce d'età.
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LA FAMIGLIA E' stata il fine delle mie azioni. Avrei voluto seguire l'esempio e i consigli dei miei genitori ed imitarne lo stile di vita.
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LA MIA VITA
Ho vissuto con intensità e
partecipazione, preferendo la filosofia del fare,
dell'impegno e della partecipazione. Guardandomi indietro mi accorgo di aver saputo costruire ed arricchire la mia esistenza essendo leale nelle amicizie, onesto nel quotidiano, tenace negli impegni. Ho cessato di essere un cattolico praticante perchè non sono riuscito a condividere alcune scelte della Chiesa, ma non mi sono allontanato mai da Dio al quale ho aperto ed apro la mia anima affidandomi alla sua grande misericordia.
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