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 La rubrica, frutto del lungo e paziente lavoro di
Antonio Furgiuele,
è stata aggiornata e notevolmente ampliata da
Roberto Musì,
appassionato ed apprezzato ricercatore storico.
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Chiunque sia a conoscenza di libri su Amantea e/o
scritti da amanteani e non presenti in questa rubrica è pregato di
comunicarlo al recapito e‑mail
cultura@amanteaninelmondo.info Grazie.
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Per una facile e rapida
consultazione, cliccare sul nome dell'autore |
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AUTORE |
TITOLO |
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Vincenzo Segreti |
Amantea nella storia
della medicina calabrese |
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Gabriele Turchi |
Storia di Amantea
(dalle origini alla
fine del secolo XIX) |
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Antonello Savaglio - Elisabetta Mazzei |
San Bernardino d'Amantea |
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Enzo Fera |
Amantea. La terra gli uomini i saperi |
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Antonello Savaglio |
Il Regio Castello di Amantea |
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Leonardo Anelli |
La storia del calcio ad Amantea |
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Roberto Musì
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Statuto della Confraternita del SS. Rosario della Città di Amantea |
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Ferruccio Policicchio |
San Pietro in Amantea e dintorni nell'800
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Vincenzo Segreti |
La Settimana Santa di Amantea |
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Filippo Vairo |
Antichi sapori di Amantea |
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Susanna Miceli
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Amantea sul finire del Settecento |
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Vincenzo Segreti |
I Cappuccini di Amantea. La Confraternita dell'Addolorata |
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Vincenzo Segreti |
Storia e tradizioni marinare di Amantea |
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Antonella Capicotto - Saverio Brillante |
Storia di Amantea a fumetti. L'emirato di Amantea |
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Vincenzo Segreti |
Storia, Religiosità e Folklore nei riti della Settimana Santa di Amantea |
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Cesare Cesari |
L'insurrezione calabrese nel 1806 e L'assedio di Amantea
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Luigi Maria Greco |
Storica narrazione intorno all'assedio di Amantea |
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Nicola Misasi |
L'assedio di Amantea (voll. 2) |
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Gustavo Valente |
Il Castello di Amantea nel 1694 |
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Maria Teresa Florio De Luca |
Amantea. Tradizioni e folklore |
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Francesco Carratelli |
Cronistoria di Amantea |
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Ottavio Serena |
Della Città di Amantea e principalmente di una delle sue nobili famiglie |
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Luigi Di Lauro |
Cenni statistici sull’agricoltura, industria e commercio della Città di Amantea |
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Giuseppe D’Amato |
De Amanthea eiusque erga reges fidelitate laconismus… |
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Luigi Maria Greco |
Storica narrazione intorno all’assedio di Amantea |
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Giuseppe Cavallo |
Per la nobiltà
di Sedile Chiuso della città di Amantea |
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Vari |
In
difesa di Amantea |
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Estr. dalle Memorie
Storiche Militari |
Fasc. 1 – 1911 |
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Luigi Maria Greco |
Storica narrazione intorno all’assedio di Amantea |
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Cesare Orlandi |
Delle
città d’Italia e sue isole adiacenti compendiose notizie… |
|
Michele Manfredi Gigliotti |
TEMEWA-TEMHSH –Memorie
storiche sull’antica città di Tèmesa |
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Domenico Taccone-Gallucci |
Monografia delle diocesi di Nicotera e Tropea |
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Vincenzo Segreti |
Amantea fra fine '700 e inizi '800 |
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Filippo Vairo |
Antichi sapori di Amantea (seconda edizione) |
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Francesco Volpe |
L'assedio di Amantea nella storia del mezzogiorno |
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Vittorio Aloe |
Amantea - Frammenti di vita marinara |
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Vincenzo Segreti
Amantea nella storia
della medicina calabrese
Edizioni Orizzonti Meridionali -
2005 |
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“Un libro è un infinito mondo di
pensieri e di emozioni racchiusi nello spazio delle pagine, è sempre
una porta aperta oltre la quale posare lo sguardo sui deserti, che
si estendono freddi e muti e sulle montagne che tracciano profili di
pietra. Nella storia le verità sono depositate nella terra,
pertanto, aprire le zolle costituisce sempre un fecondo viaggio nel
quale condensano sogni e ideali, meditato pensiero di speranza”.
L’autore con la sua opera “recupera
dalla polvere del tempo e dall’oblio, dall’indifferenza e dal
silenzio istituzionale, lo studio e la ricerca dei processi sociali
e culturali della propria terra, perché tali aspetti sono variabili
fondamentali della identità culturale.”
“Il volume “Amantea nella storia della medicina calabrese, mette
in evidenza le personalità che nel campo della medicina, con la loro
opera, hanno contribuito a costituire il tessuto della società
meridionale del tempo. (….)
mettendo in evidenza “le personalità che nel
campo della medicina, con la
loro opera, hanno contribuito a
costruire il tessuto della
società meridionale del tempo.
Il lavoro, costruito su
una attenta e intensa ricerca di recupero di
notizie e di materiali
bibliografici, da documenti e foto d'epoca,
è focalizzato sugli esponenti della medicina che hanno operato in
Calabria in diversi periodi storici, la cui opera è stata
riconosciuta in ambito nazionale
e, in alcuni casi, a livello
internazionale. (…)
Il testo di Segreti, inoltre, si arricchisce e mostra aspetti
di storia locale, il pensiero e il corpo del percorso vitale
della realtà periferica di
Amantea, vista da un versante particolare,
quella realtà della pratica medica in tempi diversi.
Quest'apertura sulla storia
locale è uno strumento interessante,
direi anche originale, per conoscere la cultura, costumi ed
usi della gente e del rapporto che l'uomo del tempo stabiliva
con la cura del corpo e la
malattia.
Una
storia della medicina
vista da un luogo di provincia, in un luogo di periferia, per
conoscere i meccanismi con cui
veniva vissuta la sofferenza e
la malattia e, che, comunque,
era pur sempre un frammento di vita, uno specchio su cui
venivano scanditi i tempi della percezione del dolore del corpo,
della sofferenza e della malattia,
delle fantasie associate alla
cura e alla figura del medico.
Il volume, scritto con il
taglio del cronista, cattura l'attenzione e
si legge tutto d'un fiato, in
autentica sospensione.
Un linguaggio chiaro e
privo di compiacimenti, tutto giocato sulla nudità
delle cose, che le mostra nella loro essenza, senza svelarle o
disvelarle, con rigore
di metodo: la verità è nelle cose che sono.
Non semplice narrazione
dei fatti, per cui ogni senso non è del
tutto spento e dice autenticamente ciò che è stato, carica di
verità che nella sua esegesi ricuce i sensi e i significati di un
periodo storico, per consegnarlo all'incontro con altri mondi.
Pagine scritte con rigore e con l'inchiostro della curiosità,
che allargano la nostra conoscenza e ci introducono nelle stanze
del labirinto della medicina calabrese.
C'è una metamorfosi
nel libro di Segreti, ascrivibile alla ricchezza degli elementi
emersi dalle figure presentate, che non esaurisce il suo oggetto
di analisi, non chiude cioè nelle sue argomentazioni il senso del
discorso, ma si apre sempre al nuovo, al non conosciuto, su quel
luogo che non è stato ancora scoperto.”
(il virgolettato é tratto dalla prefazione del
dott. Gaetano Marchese) |
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Gabriele Turchi
Storia di Amantea (dalle origini alla fine del secolo XIX)
Edizioni Periferia, 2002, pp. 226, Euro 13,00. |
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Ci siamo accinti a questo lavoro spinti dal desiderio di voler illustrare e fare conoscere il passato glorioso di questa antichissima città.
Amantea, onusta di memorie e di storia, non poteva rimanere più a lungo senza una propria storia scritta, poiché, ad eccezione di alcuni lavori monografici antichi ed incompleti, manca per essa un'opera storica organica ed unitaria.
(...) Con il presente lavoro abbiamo cercato di colmare tale lacuna.
(dalla prefazione dell'Autore stesso) |
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Antonello Savaglio -
Elisabetta Mazzei
San Bernardino d'Amantea
a cura dell'Ordine Frati Minori Conventuali di Calabria e dell'Arciconfraternita Maria SS. Immacolata di Amantea s.d.l.,
pp. 61, Euro 6,00. |
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(...) Uno studio diverso, attento e minuzioso, basato sui concetti della scuola francese de Les Annales, che non si limita a descrivere le vicende dei grandi ma li affianca - come S. Francesco d'Assisi - ai cosiddetti “piccoli uomini”, trascinati dal destino e dalle loro stesse inquietudini nelle stanze buie della storia. Fantasmi d'archivio i quali, resuscitati dal silenzio delle carte e dai protocolli notarili, ci restituiscono una pagina nuova, affascinante, ancora più esaltante di S. Bernardino che oggi, ancora centro di spiritualità cristiana e francescana, rivendica un ruolo cardine nella vita religiosa e culturale della Calabria.
(dalla presentazione di P. Francesco Bartolucci) |
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Enzo Fera
Amantea. La terra gli uomini i saperi
Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, 2000, pp.173, Euro 12,91. |
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Un libro, quello di Enzo Fera che affascina il lettore sin dalle prime pagine perché pensato e scritto con il cuore, dove la descrizione degli spazi - luoghi d'incontro e di scambio - diventa poesia del vissuto, e le immagini che se ne ricavano scorrono come i fotogrammi di un film, in cui i beni architettonici, i monumenti, le chiese ed i reperti archeologici descritti, assurgono al ruolo di protagonisti, non essendo più relegati nello stereotipo di testimoni muti di un passato che non ci appartiene, dando voce e corpo ad un periodo, ad un'epoca della nostra storia, stimolandone la conoscenza.
Essi, insieme alla cultura contadina, al fico, alla vite, all'ulivo (secolari compagni del ciclo vegetale), al mondo magico, ai paesaggi, al mare - sublime è l'immagine riportata dal Fera che di esso traccia Claudio Magris - all'umile pescatore che affida alla sorte la spartizione del pescato, al confratello con la testa coronata di spine nei riti della Settimana Santa, rappresentano la storia e la cultura di un paese che è parte di noi stessi, della nostra ostinata volontà a volerne preservare la memoria.
Antonio Furgiuele |
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Antonello Savaglio
Il Regio Castello di Amantea
L'Arte della Tipografia, Cosenza, 2000, pp. 300, Euro 15,00. |
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(...) L'Autore, che ha al suo attivo una rilevante produzione storiografica, frutto in gran parte di una notevole dimestichezza con le fonti archivistiche, fornisce una imponente serie di notizie, spesso anche minuziose, sulle vicende del castello e delle persone che vi gravitavano attorno - dai militari forestieri e cittadini, dai condottieri, alle nobildonne - attinte a una vasta bibliografia e a una ricca mole documentaria. Senza rinunciare al rigore, tipico del ricercatore serio, Savaglio si serve tuttavia di una prosa agile che mira chiaramente ad attirare l'interesse del lettore.
(dalla presentazione di Giuseppe Caridi) |
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Leonardo Anelli
La storia del calcio ad Amantea
Tipografia Vannini, Firenze, 2000, pp. 69+Appendice e Fotografie, Euro 12,39. |
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(...) Confesso che ho letto queste pagine di corsa, come un romanzo che ti appassiona e ti coinvolge. Ammetto che mi sono calato soprattutto nella bellezza dei racconti del passato, di quel calcio primordiale. Era l'epoca eroica e forse ai giovani interesserà per capire le radici e la bellezza di un gioco che oggi si sta snaturando, sino a diventare commercio.
Le pagine in cui si racconta dei vestiti che creavano le porte o delle scarpe mai uguali o delle mamme che lavano gli indumenti sporchi alimentano nostalgia e riflessione. E poi ci sono le storie colorite delle invasioni di campo ed i gol e i “campioni”, quelli vecchi e quelli più recenti, e ci sono tanti nomi, quelli che ad Amantea hanno costruito uno sport che è soprattutto passione. (...)
(dalla prefazione di Domenico Morace) |
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Roberto Musì
(a cura di)
Statuto della Confraternita del SS. Rosario della Città di Amantea
Angeligrafica, Amantea, 1997, pp. 61+Fotografie, e.f.c. |
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(...) Il documento, di non facile lettura, consta di n. 4 fogli ossia 8 facciate ed è scritto in corsivo italiano con chiari riferimenti alla scrittura corsiva beneventana del XIIIº secolo.
Esso presenta la struttura tipica di quei documenti che, una volta acquisiti, dovevano essere conservati nel tempo onde tramandarne la memoria alle future generazioni degli associati. In testa al primo foglio o pagina trovasi l'intestazione altisonante dei titoli del Re Ferdinando come generalmente si faceva in atti promanati direttamente dalla sua persona. Per l'intanto bisogna dire subito che si tratta di un atto notarile del Notaio Saverio Calvano di Amantea e che in effetti, appena acquisito il Reale Assenso e Beneplacito della Corte di Napoli circa l'autorizzazione della Confraternita con Regole e Condizioni, ingloba il tutto in un documento unico. (...)
(dalla introduzione del Curatore stesso) |
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Ferruccio Policicchio
San Pietro in Amantea e dintorni nell'800
Publiepa Edizioni, Cosenza, 1997, pp. 407, Euro 15,49. |
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(...) Ho cercato di mettere in evidenza dati, persone ed avvenimenti che ebbero rilevanza nella vita del paese ed i pochi temi toccati, anche se sconfinati nei paesi limitrofi, ho cercato di esporli a fondo, in modo compiuto, piuttosto che trattarne tanti ma sfiorarli appena.
Il lavoro vuole essere un'adesione d'affetto a S. Pietro, senza voler scomodare il concetto di patriottismo per non correre il rischio di farne abuso o uso strumentale, e non ha la pretesa di essere considerato di alto valore storico. (...)
(dalla introduzione dell'Autore stesso) |
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Vincenzo Segreti
La Settimana Santa di
Amantea. Religiosità, storia ed arte in Calabria
Angeligrafica, Amantea, 1996, pp. 90, Euro 7,75. |
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(...) La divisione in cinque capitoli, la documentata bibliografia, l'appendice innografica conferiscono all'opera un respiro più ampio e un'analisi più approfondita delle problematiche religiose, storiche ed antropologiche trattate. Interessanti ed utili sono le note esplicative, che contengono, fra l'altro, notizie sulle chiese e sulle istituzioni ecclesiastiche locali, brevi e succosi profili sull'arte sacra.
I riti caratteristici (alcuni sono scomparsi), che precedono e seguono i "Misteri" del Venerdì Santo, sono illustrati a fondo ed esaminati nei loro significati più riposti. Di queste manifestazioni popolari sono messi in luce, con felice intuizione, il sincretismo pagano-cristiano, il sentimento del divino, la speranza della palingenesi della società, la pietà cristiana. (...)
(dalla presentazione di Vincenzo Napolillo) |
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Filippo Vairo
Antichi sapori di Amantea
Grafiche Calabria, Amantea, 1996, pp. 185, Euro 11,36. |
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(...) In questo viaggio nell'universo conviviale di Amantea, l'autore non ha inteso riproporre modelli gastronomici e datate partiture nutrizionali, ma si è sforzato di cogliere l'intimo legame tra memoria e presente di una realtà che nonostante tutto resta difficile e precaria: una finestra aperta in un tempo sospeso.
Per la verità il lavoro di Vairo non è il solito libro di cucina, ma è soprattutto frutto di una ricerca laboriosa e meticolosa sulla cucina di Amantea, che può essere definita un vero e proprio mosaico, dove ogni piccola comunità, "costretta in distretti orografici separati da culture lontane", conserva il suo colore, il suo carattere originario e originale, confondendosi di rado con le altre vicine. (...)
(dalla presentazione di Giulio Gallucci) |
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Susanna Miceli
Amantea sul finire del
Settecento. Uomini, natura, società.
Due Emme, Cosenza, 1996, pp. 123, Euro 10,33. |
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(...) Il volume merita attenzione da parte di un pubblico di lettori differenziato che va dal semplice cittadino di Amantea, interessato alla riscoperta delle vicende del proprio paese, ai docenti ed agli studenti per l'uso didattico che delle pagine del libro può farsi, agli stessi studiosi della storia calabrese ed italiana, e soprattutto a chi fra gli storici è più pronto a cogliere l'intreccio fra la storia locale e storia generale, e presta attenzione a quel particolare momento di transizione che l'ultimo decennio del Settecento rappresenta nella storia regionale e italiana del tempo, prossima, ormai, al confronto con il disegno egemonico di Napoleone Bonaparte, con ciò che questo significa e con quanto ad esso seguirà. (...)
(dalla prefazione di Tobia Cornacchioli) |
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Vincenzo Segreti
I Cappuccini di Amantea. La Confraternita dell'Addolorata
Storia e religiosità in Calabria
Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli, 1994, pp. 53, Euro 5,16. |
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Partendo da una mirata premessa storica che occupa l'intero primo capitolo, nel quale, con felice sintesi, viene tracciato uno spaccato del periodo in cui i Cappuccini svolsero la loro “intensa opera apostolica e di promozione umana”, il Segreti prosegue nella sua trattazione fornendo ai lettori tutta una serie di informazioni a carattere storico, supportate da un ricco corredo di note e di richiami bibliografici sulla chiesa -convento di questo ramo dell'Ordine Francescano e sulle persone che, nel solco della tradizione minorita vi operarono, lasciando, del loro apostolato, un ricordo indelebile nei cuori e nella memoria del popolo amanteano.
Le successive note architettoniche ed artistiche completano l'excursus storico su questo interessante complesso monastico, mentre la lettura prosegue nel trattare della Confraternita di Maria SS. Addolorata, costituitasi nella chiesa dei Cappuccini, “ormai ridotta a parrocchia secolare”, il 2 febbraio 1822.
Antonio Furgiuele |
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Vincenzo
Segreti
Storia e tradizioni marinare di Amantea
JASON Editrice, Reggio Calabria, 1992, pp. 99, Euro 10,33. |
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(...) Vincenzo Segreti con mano esperta e sicura e con l'acribìa, che lo distingue, scrupoloso nella lettura delle fonti, nulla tralasciando nella silenziosa ed erudita ricerca, ci conduce in un “excursus” affascinante della marineria locale, che abbraccia gli eventi, la vita, il carattere, il mestiere, i sentimenti più intimi di questa onesta e schietta gente di mare. Emerge uno spaccato straordinario del mondo dei pescatori, che nella loro esistenza di sofferenza, di miseria, di abnegazione, di coraggio, ma anche di vittoria, nel concerto di un'arcaica e feconda convivenza comunitaria, si rivelano campioni di operosità e preziosi modelli di civiche virtù. (...)
(dalla prefazione di Domenico Alecce) |
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Antonella Capicotto - Saverio Brillante
Storia di Amantea a fumetti. L'emirato di Amantea
La Tipomeccanica, Catanzaro, 1985, pp. 31, Euro 4,13. |
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È il primo tentativo, ben riuscito, di utilizzare contemporaneamente più linguaggi, l'iconico ed il verbale, per rivisitare un periodo storico importantissimo, come quello che nel IX secolo vide Amantea, l'araba Almantiah (la rocca), all'indomani della sua sottomissione alle verdi bandiere di Maometto, diventare un Ribât, luogo di approdo e di deposito, ed in appresso, sede di emirato, per essere, infine, liberata, dopo vari tentativi, da Niceforo Foca, protostratego bizantino, nell'884 (886?).
Fedele specchio degli avvenimenti realmente accaduti è da ammirare la paziente cura con cui gli autori hanno ricostruito il periodo storico in tutti i suoi aspetti (scene, costumi, luoghi, personaggi) e la sua moderna riproposizione, ad appannaggio dei lettori più giovani, in chiave fumettistica.
Il linguaggio immediato del fumetto e la chiarezza del testo costituiscono qualcosa di nuovo e di diverso che va ad aggiungersi meritatamente a quanto già esistente in biblioteca sull'argomento.
La sua “diversità” è tutta racchiusa nell'approccio, nel metodo utilizzato per presentare la storia, che a differenza dei testi tradizionali, in un'epoca in cui comunicare è importante, pur nella sua non esaustiva stesura, si presenta più accessibile a chi, leggendo di storia patria, non vuole annoiarsi.
Antonio Furgiuele |
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Vincenzo Segreti
Storia, Religiosità e Folklore nei riti della Settimana Santa di Amantea
Tipografia Bonanno, Amantea, 1985 pp. 34, Euro 3,62. |
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In questo volumetto, arricchito di foto d'epoca e di note bibliografiche, Vincenzo Segreti, presenta agli studiosi ed ai lettori, con efficace sintesi e chiarezza di linguaggio, i pii rituali della passione, morte e resurrezione di Cristo, che da secoli si svolgono ad Amantea.
L'autore analizza in chiave storica e socioantropologica i significativi aspetti della locale religiosità popolare, individuando come insostituibile punto di riferimento per la nostra società, un tempo oppressa dalle dominazioni straniere, oggi avvilita dal consumismo e dalla violenza, i valori universali del cristianesimo che trovano la loro puntuale estrinsecazione nelle sacre rappresentazioni pasquali.
Sono consegnati alla memoria collettiva il rito contadino della Domenica delle Palme; la spettacolare e pomposa cerimonia spagnolesca delle Quarantore papali; l'allestimento nelle chiese del Santo Sepolcro; l'antica e solenne processione delle Varette, organizzata dalla Confraternita del SS. Rosario.
Renzo Celati |
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Cesare Cesari
L'insurrezione calabrese nel 1806 e L'assedio di Amantea
Pellegrini Editore, Cosenza, 1985 (ristampa), pp.222, s.p. |
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(…) Ed eccoci alla battaglia di Amantea all'assedio che forma oggetto di una buona (pressoché) metà di questo libro e del suo titolo. Si tratta di pagine tutte da gustare, da rivivere, da meditare sotto la ispirazione della loro intensa drammaticità. Pagine testimonianti l'esistenza di ciò che da vario tempo si usa mettere in dubbio: l'esistenza di un eroismo italiano, di un italiano eroico, di un popolo italiano capace di lottare con le unghie e con i denti, con il sangue agli occhi e la bava alla bocca, determinatissimo, concentratissimo, prontissimo all'estremo sacrificio, all'offerta del sangue. (…)
(dalla presentazione di Enrico Landolfi) |
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Luigi Maria Greco
Storica narrazione intorno all'assedio di Amantea
Edizioni Brenner, Cosenza, 1984 (ristampa), pp.49, Euro 2,58. |
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“Sol una cosa al mondo creder non si potea: Contro la Francia invitta la piccola Amantea”. In questa emblematica frase proferita dal generale francese Verdier, mentre, deluso, levando l'assedio, faceva ritorno con le sue truppe stremate a Cosenza, è racchiusa tutta l'ammirazione che l'eroismo degli amanteoti destò in questo secondo tentativo di espugnarla, negli uomini e negli ufficiali del più forte esercito d'Europa.
Luigi Maria Greco, insigne storico cosentino di ispirazione cattolica, a distanza di qualche decennio da quei tragici eventi, scrisse di quegli accadimenti, narrando i fatti e gli uomini che in quei tristi giorni di lotta furono protagonisti di una importante pagina di storia, degna, nonostante le tante contraddizioni, di essere tramandata alle generazioni future.
Antonio Furgiuele |
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Nicola Misasi
L'assedio di Amantea (voll. 2)
Edizioni Brenner, Cosenza, 1984 (ristampa), pp. 488, Euro 18,08. |
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L'assedio di Amantea, a differenza degli altri romanzi scritti dal cosentino Nicola Misasi, ai cui personaggi manca lo spessore psicologico per potersi accostare ai protagonisti delle opere veriste, si caratterizza per un migliore impianto narrativo e per lo sforzo che l'autore compie, pur con le sue limitate esperienze culturali fuori dall'ambito della provincia bruzia, di rappresentare realisticamente gli ambienti calabresi senza scadere in immagini che si compiacciono dell'orrido e del truculento, più legate al romanzo d'appendice che al canone verista.
Di esso Lina Jannuzzi scrive: "... è un romanzo degno di nota più di molti altri dello scrittore calabrese perché, anche se il patrimonio linguistico non è dovizioso, la ricchezza delle immagini rende pregevole lo stile. Misasi inoltre, pur aderendo alla realtà, attenua senza artifizi letterari la crudezza della materia. Nelle narrazioni e nei commenti si avverte infine l'andamento classicheggiante, dignitoso e suggestivo, scevro di verbosità, della prosa dei puristi del Settecento".
Antonio Furgiuele |
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Gustavo Valente
Il Castello di Amantea nel 1694, estratto da "Castella", n. 20 - Studi castellani in onore di Piero Gazzola - vol. II
Istituto Italiano dei Castelli, Roma, 1980, pp. 579 - 583, s.p. |
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Si tratta di un articolo apparso sulla rivista Castella nel 1980 e la sua stesura è interamente basata sul contenuto di un documento notarile del 12 aprile 1694, rogato dal notaio Carlo Jaccino.
Dalla sua consultazione si evince, come, mediante accensione della candela, si dette luogo “agli incanti” e venne aggiudicato il restauro del castello di Amantea, forse uno degli ultimi, scrive il Valente, prima che l'epilogo del famoso assedio del 1807 ne decretasse la sua definitiva rovina.
Antonio Furgiuele |
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Maria Teresa
Florio De Luca
Amantea. Tradizioni e folklore
Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, 1972, pp. 233, Euro 1,55. |
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(…) la colta professoressa Maria Teresa Florio in De Luca, che, col presente volume, in cui, con tanta competenza e bravura, ha raccolto, salvandoli da sicuro naufragio e togliendoli ad immeritato oblio, costumanze, credenze, usi, riti sacri e profani, canti, proverbi e via dicendo della sua graziosa Amantea, - la vetusta magnogreca Clampetia così ricca di storia e di gloria - ha, certo, compiuto opera utile e preziosa e, perciò, degna di lode. (…)
(dalla prefazione di Emilio Frangella) |
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Francesco Carratelli
Cronistoria di Amantea
Casa Editrice Campa, Napoli, s.d., pp. 53. |
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(…) Francesco Carratelli dunque, anima sensibile per tutto ciò che ebbe vita in questa città, frugando tra le vecchie carte, i vecchi scritti, le vetuste memorie di privati cittadini e di libri antichi storici, ricercando notizie ch'erano come gemme che non sarebbero mai sbocciate, erano come sorgenti, che non sarebbero mai affiorate, ha prodotto un'opera di pregio e valore storico inestimabile.
La sua pazienza, la sua passione, il suo tormento perché non fossero ignorate la storia e le vicende gloriose di Amantea, l'hanno determinato alla presente pubblicazione sana e completa, da cui traspare un vivo desiderio, una precisa volontà, cioè la verità delle cose e degli avvenimenti narrati.
Un'opera chiara che non ammette discussioni e dubbi. (…)
(dalla prefazione di Luigi Florio) |
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Ottavio Serena
Della Città di Amantea e principalmente di una delle sue nobili famiglie
Stamperia della Regia Università, Napoli, 1867, pp. 44. |
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Si tratta di un “libriccino”, come l’autore stesso lo definisce, il cui intendimento è di raccogliere le memorie e le virtù della famiglia Baldacchini che, originaria della nobile città di Cortona, si stabilì in seguito ad Amantea, probabilmente perché la appartenenza di questa città al demanio regio la rendeva “non soggetta a feudale dominio”.
Imparentatasi con le altre famiglie nobili del luogo, scorrendo le pagine si intuisce come la storia di questo casato abbia attinenza con la storia di Amantea, ed ancora, come, in epoche diverse, alcuni suoi rappresentanti furono essi stessi gli artefici, in positivo, dei destini di Amantea, rendendola cara ai re aragonesi che la colmarono di privilegi, memori della sua fedeltà anche in tempi di sventura, quando, sparito da tutto il regno, il vessillo della casa d’Aragona, orgogliosamente sventolava sugli spalti del castello di Amantea.
Antonio Furgiuele |
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Luigi Di Lauro
Cenni statistici sull’agricoltura, industria e commercio della Città di Amantea
Tipografia del Tramater, Napoli, 1856, pp. 35. |
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“Ella è mia patria, ed io l’amo quanto più amar si possa carissima cosa”.
Così annota Luigi Di Lauro a chiusura del suo piccolo saggio, ma non per questo egli pecca d’amor di patria nel fare la descrizione delle attività agricole, industriali e commerciali che si svolgono ad Amantea a metà del XIX secolo.
Ne viene fuori, ed il lettore se ne avvedrà subito, l’immagine di una cittadina operosa, pulita, costumata, che vede i proprietari terrieri intenti a valorizzare i loro fondi, applicando alle coltivazioni le nuove tecniche di produzione agricola ed i cittadini più laboriosi, avviare l’industria serica, impiantare filande e telai.
Ed è lo stesso Di Lauro che, pur plaudendo a queste iniziative, non si esime, però, dal muovere critiche ad un superato metodo di potatura dei gelsi che, danneggiando le piante, ne diminuisce la produzione delle fronde, con lo scaturente danno per la bachicoltura. Intravede nella mancanza di terreni coltivati ad erbaggi il languire della pastorizia e fustiga i marinai perché avvezzi all’ozio. Esalta, infine, il commercio e l’artigianato, non solo perché costituiscono una fonte inesauribile di ricchezza per la città, ma, soprattutto, perché, attraverso il costituirsi di nuove relazioni con i paesi vicini, Egli ravvisa la maniera per mantenere vivo ed accrescere il processo “d’incivilimento” di un popolo.
Antonio Furgiuele |
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Giuseppe D’Amato
De Amanthea eiusque erga reges fidelitate laconismus…
Tipografia Camerale di Vincenzo D’Amico, Messina, 1701 |
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Il testo è di lettura non facile, inframezzato di astruse citazioni, ma, nonostante ciò, contiene molti documenti originali dell’epoca Viceregnale in lingua spagnola, di certo provenienti dalle cancellerie imperiali. Il “De Amanthea… laconismus” è sicuramente la più antica storia di Amantea in quanto l’autore fa scorrere le vicende della città dalle mitiche origini della ninfa Nepetia ai tempi in cui il testo stesso fu scritto e concepito.
Giusta come è detto nel titolo (laconismus = discorso stringato), la trattazione è svolta in modo assai riduttivo, sintetico e appunto conciso da lasciare in sospeso argomenti che, certo, avrebbero meritato un più ampio e approfondito esame. Solo nell’ultima parte del libro, l’autore dà fondo alla sua sconfinata erudizione perché ci troviamo di fronte ad un vero e proprio trattato di araldica. E qui il D’Amato non si risparmia. Una lunga e articolata digressione sulla genealogia e sui blasoni della sua famiglia e di tutte le altre, che a riprese fecero parte del Sedile di S. Basilio, chiude una narrazione, tutto sommato interessante e, per molti versi, stimolante.
È senz’altro un’opera di mera erudizione, ma giova conoscerla come testimonianza del gusto e della cultura di un’epoca.
Roberto Musì |
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Luigi Maria Greco
Storica narrazione intorno all’assedio di Amantea
Casa del Libro ed., CS, 1972 – (pp. 49) |
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Ristampa anastatica di un estratto
del vol. II° degli Atti dell’Accademia Cosentina (CS –
1844) di Luigi Maria Greco, segretario perpetuo di quell’antica
accademia, dove si raccontano le appassionanti vicende del
memorabile assedio della città di Amantea (1806-07).
A quarantanni di
distanza lo scrittore cosentino fu il primo a documentare
fittamente dei fatti più salienti della cosiddetta insurrezione
calabrese verso le truppe francesi di Napoleone, rifluiti poi in un
opera più organica come i suoi celebri “Annali di Citeriore
Calabria dal 1806 al 1811” (CS, 1872)
(Roberto Musì)
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Giuseppe Cavallo
Per la nobiltà
di Sedile Chiuso della città di Amantea
NA, 1795- (54 pagine) |
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Raro pamphlet settecentesco e di dubbia attribuzione in
quanto l’autore, Giuseppe Cavallo di Amantea, non compare scritto
nel frontespizio della presente edizione. Il nome dell’autore dunque,
tale o presunto che sia, spunta come autografo con data, alla fine
di questo trattatello sulle origini e i fini del Sedile Chiuso di
S.Basilio della città di Amantea.
In verità si tratta di una memoria
di difesa di alcune prerogative del Sedile, quali per esempio
quella del fatto che Amantea fosse un Sedile chiuso e non aperto. E
questa distinzione era importante per entrare a far parte del
suddetto Sedile e delle conseguenti variazioni di pagamento circa
la tassa d’entrata.
Poiché in quell’anno, 1795, erano entrati due
famiglie nobili, quali i De Luca Di Lizzano e i D’Epiro Dusmet,
l’autore, con questa difesa, non fa che ribadire alcune regole che è
importante non trascurare in futuro.
La cosa interessante è che nell’allargare il
discorso, l’autore traccia le linee storiche del Sedile della città
con molte curiose notazioni e interi decreti regi, relativi alla
complessa normativa in materia.
(Roberto Musì)
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In
difesa di Amantea
Tip. Operaia Romana, Roma, 1908,
pp.15
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Vibrata protesta scritta di alcuni cittadini di Amantea nei
confronti della potente famiglia Furgiuele, dove si sottolinea, in
maniera circostanziata il livello di totale asservimento della città
al loro dominio. Si tratta in sostanza di una fortissima denuncia
delle condizioni igieniche della città, dello stato di totale
degrado del territorio e soprattutto delle mefitiche esalazioni di
solfuro di carbonio, causate dall’estrazione dell’olio. Siamo nel
1908 e già allora c’era chi guardava all’ambiente con occhio
moderno, perché sotto sotto, questa denuncia è anche politica.
(R.Musì) |
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Estr. dalle Memorie Storiche Militari
Fasc.
1 – 1911
ROMA, Off. Pol. Ed.
1911 – (pp. 222) |
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“Dopo un rapido e sommario esame di quanto avvenne nel regno
delle Due Sicilie dal settembre 1805 fino alla battaglia di Maida,
si seguirono più particolarmente le vicende dell’esercito
dell’esercito francese, delle truppe inglesi e dei volontari
calabresi dal 4 luglio 1806 al gennaio 1807, epoca in cui Amantea,
baluardo dell’insurrezione fu cinta d’assedio”
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(Ten. Col. Giuseppe Ferrari, dalla Premessa)
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Comando del Corpo di Stato Maggiore – Ufficio
Storico,L’insurrezione calabrese nel 1806-L’assedio di Amantea,
Estr. dalle Memorie Storiche Militari, Fasc. 1 – 1911, ROMA, Off.
Pol. Ed. 1911 – (pp. 222) –
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Cesare Orlandi
Delle città d’Italia
e
sue isole adiacenti compendiose notizie…
PG,
1770-1778 (pp.4 [ 424-427] ) -
in 4° [Amantea, ad
vocem ]
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Esaustiva voce circa la descrizione particolareggiata della
piccola città di Amantea secondo lo stile tutto illuministico di
predisporre e catalogare fatti, eventi, caratteristiche fisiche,
politiche, economiche e sociali di alcuni paesi dell’Italia
intera fine ‘700.
(Roberto
Musì)
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Michele Manfredi Gigliotti
TEMEWA-TEMHSH –Memorie
storiche sull’antica città di Tèmesa
Ed.Brenner, CS, 1994 – (pp.40 + XXXVI ill.)
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“Le notizie storiche che si possono ancora ricavare dai passi
riportati di Cicerone sono che Tèmesa era certamente città costiera,
affacciata sul Tirreno e non molto lontana da Ipponio….. Partendo da
Laos, ultima città lucana, il geografo (Strabone) parla dapprima di
Temesa, aggiungendo, discorsivamente, che contigua a Tèmesa è Terìna…..”
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(Dall’ introduzione dell’autore)
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Mons.Domenico Taccone-Gallucci vescovo di Tropea
Monografia delle diocesi di Nicotera e Tropea
Stab.tip.di Francesco
Morello,RC, 1904 – (pp.173)
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“La diocesi di Tropea è divisa in due parti, l’una rimpetto
all’altra, alle due estremità del vaso golfo di S.Eufemia, segregate
pel territorio che s’interpone delle diocesi di Mileto e di Nicastro.
E’ da più di otto secoli che perdura siffata circoscrizione, quasi
unica fra le diocesi d’Italia, per l’aggregamento dl Vescovato di
Amantea nella Calabria Citeriore a questo di Tropea nella Calabria
Ulteriore .”
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(Mons. Domenico Taccone-Gallucci vescovo di Tropea - 1904)
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Vincenzo Segreti
Amantea fra fine ’700 e inizi ’800
Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza, 2006, pp. 78, euro 12,00 |
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Ancora
un bel libro di memorie patrie, quello che Vincenzo Segreti ha dato
alle stampe nel settembre dell’anno 2006, riproponendoci con
puntiglioso rigore storico gli accadimenti che videro la “piccola
Amantea” opporsi strenuamente alle vittoriose truppe francesi in
quell’ormai noto assedio del 1806 – 1807.
L’Autore,
sfuggendo alle consuete esasperazioni municipalistiche, sempre in
agguato quando si tratta di descrivere fatti, uomini e cose del
proprio loco natio è riuscito ad inquadrare la trattazione degli
eventi in una prospettiva storiografica che vede la microstoria
divenire parte integrante della macrostoria, arricchendo
quest’ultima con le sue peculiarità.
Il volume,
scritto in occasione del 200° anniversario dell’assedio di Amantea,
inizia la sua trattazione fornendo al lettore il quadro storico di
riferimento, ovvero, la nascita e la caduta della Repubblica
Partenopea soffocata nel sangue dalla reazione legittimista
incarnata dal cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria ed alla
successiva occupazione della Calabria da parte dei francesi a
seguito della controffensiva napoleonica contro l’esercito
borbonico. Segue la descrizione del movimento rivoluzionario e della
reazione sanfedista ad Amantea.
L’assedio
francese che occupa l’intero terzo capitolo viene trattato con
grande equilibrio e scrupolosità, facendo sì che l’evento non ricada
nella consueta cronaca municipalistica. Al contrario, gli
avvenimenti vengono visti e interpretati offrendo al lettore una
nuova chiave di lettura per un’analisi critica più aderente al
contesto storico.
Una felice
scelta iconografica che include anche autori amanteani ed
un’accurata bibliografia, quest’ultima, degna di particolare nota
per un approfondimento degli argomenti trattati, sono un ulteriore
contributo che l’autore ha voluto fornire a completamento del libro.
Antonio Furgiuele |
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Filippo
Vairo
Antichi
sapori di Amantea
(seconda edizione)
Grafiche
Calabria, Amantea (CS), 2005,
pp. 205, euro 15,00 |
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Filippo Vairo, non
nuovo a fatiche del genere, questa, infatti, è la seconda edizione
che ci dispensa, termina la sua introduzione al volume rinviando
alla fantasia del lettore l’assaporare – ancor prima dei pasti – la
musicalità che si sprigiona dai suoni emessi nel pronunciare i
termini dialettali con cui l’universo femminile che governa l’ambito
della cucina, connota la preparazione delle ricette (pimmidoriellu,
agliciellu, ecc…).
Nel leggere il
libro abbiamo recepito il suo messaggio e siamo andati idealmente
nei vicoli, senza l’autocompiacimento che caratterizza quasi sempre
il ritorno degli adulti nei luoghi dell’infanzia. Ci siamo lasciati
prendere per mano dall’autore ed in questo viaggio virtuale abbiamo
sfogliato ad una, ad una, le pagine del libro, fors’anche perché
spinti dalla ricerca di una identità alimentare, un voler tornare ai
piaceri conviviali del passato.
I colori, i sapori,
gli odori, inconfondibili segni dei nostri comportamenti alimentari,
nati soprattutto dal bisogno e dalla precarietà, ci hanno da subito
avvinto, rivelando orgogliosamente, senza enfasi, il senso di
appartenenza ad una tradizione che nella sacralità del cibo
evidenzia tutti i suoi valori sociali.
Già nella prima
edizione ci aveva colpito questa riappropriazione della buona tavola
di una volta, conseguita meticolosamente dall’autore nella “maturità
anagrafica”, più col cuore che con la testa. Oggi ne abbiamo
maggiore contezza, visto il garbo e la genuina semplicità con cui
ogni cosa è stata ricercata, ritrovata e scritta.
Antonio Furgiuele
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Francesco
Volpe (a cura di)
L’assedio di Amantea nella storia del Mezzogiorno
(Gli atti della
1ª giornata di studi storici)
Grafica
Pollino, s.l. , 2006, pp. 103, e.f.c. |
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Pubblicato
in occasione del bicentenario dell’assedio di Amantea dal Rotary
Club della medesima cittadina tirrenica, il volume contiene le
quattro relazioni tenute da altrettanti studiosi di chiara fama
nazionale in seno alla prima giornata di studi storici, organizzata
nell’aprile del 1994 dal Rotary Club di Amantea.
Gli atti del
convegno rievocano l’assedio di Amantea, una gloriosa pagina di
storia che per la sua importanza, in quel particolare contesto
storico, supera i confini locali per inserirsi in un ambito
storiografico più vasto.
Antonio Furgiuele
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Vittorio Aloe
Amantea -
Frammenti di vita marinara
Grafiche Calabria 2007 Amantea CS,
€. 15 |
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Il moto ondoso del
mare è come il respiro del padre e con esso si confonde; gli
avvenimenti da esso narratigli, la scia dei ricordi e delle
esperienze vissute poi in prima persona come pescatore da diporto,
lo spingono a porsi dinanzi ad un computer e ad iniziare a scrivere
i frammenti, che sono una lunga rievocazione di fatti, aneddoti, che
mettono in luce e lasciano a future generazioni un patrimonio di
esperienza ed uno spaccato di vita vissuta dai pescatori, legato
alla loro attività, allo svago ed al riposo forzato per le cattive
condizioni meteorologiche, alle tecniche di pesca prettamente
locali, alla vita familiare ed al lavoro che le mogli esercitavano
per aiutare economicamente la famiglia.
La spinta emotiva di
un comune amico imprime l’input iniziale, poi, come un onda che
rincorre l’altra sul nascere, le parole si susseguono ed il vissuto
prende forma letteraria, lasciando spazio a momenti di autentica
poesia .
Il mare è per
Vittorio Aloe la sua Itaca, il suo rifugio, dove egli si apparta con
la “ciurma” di cui fa parte, trascorrendo ore di autentica vita
marinara, mentre le pause fra le due fasi della pescata diventano
per lui un momento di intima meditazione che “ spaziava verso
l’incognito, verso le tante cose che vedi ed alle quali non riesci a
dare una razionale spiegazione con le conoscenze di cui disponi,
proprio in quei momenti ti rendi conto della grandezza
dell’Universo, la cui creazione è senza alcun dubbio opera di un
esse Superiore”(v. pagina 180 del libro)
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