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L'ormai
fatiscente scultura che comunemente viene indicata con nome
di"Carceri" nacque come "Collegio"gestito dai padri Gesuiti:
"La
missione dei Padri Gesuiti ebbe alterna fortuna. Nel
1628,
contava quindici religiosi con una rendita annua di 1260
scudi, nel
1640, sette padri con un patrimonio inferiore. Il
Collegio chiuso, per la prima volta, nel 1640, forse per le
modeste
entrate e per l'ostilità degli altri ordini, fu riaperto, nel
1652, per l'intervento del sindaco Giuseppe Cavallo, che
inviò una delegazione dell'Università di Amantea a Roma presso
il
Padre Generale della Compagnia. Fu attivo sino al 1767,
quando il
duro giurisdizionalismo borbonico non tollerò lo
strapotere
politico dell'ordine. Nell'ultimo periodo, i Gesuiti
ispirarono la creazione
dell'Accademia
degli
Arrischiati,
un
cenacolo culturale ed artistico d'impronta conservatrice.
Il
"gotto" dei Gesuiti è un complesso di buona architettura
secentesca.(...)
Il convento, adibito in seguito a carcere
mandamentale,
anche se è ridotto in rovina, presenta nei due
piani esistenti una serie di vani d'impronta rinascimentale con
le volte a
botte."
(Vincenzo Segreti -La settimana Santa di Amantea- ed.Angeligrafica
- Amantea 1996)
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