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La Storia
La
chiesa del Carmine, come testimonia una lapide, posta
all'interno del tempio, fu riedificata, nel 1894, a cura del
procuratore Adamo Morelli, che per i lavori utilizzò le
somme
raccolte dai fedeli, su un romitorio dei Carmelitani
Scalzi
(1685).
Fu fatta restaurare, nel 1907, dal parroco
Francesco
Perna e, nel 1994, dall'arciprete Filippo
Aloisio.
E'
una
costruzione
di
sobria
architettura
locale,
caratterizzata da due originali campanili a cuspide, che furono
eretti in epoche successive.
Sulla facciata si trovano due
nicchie
con statue in pietra dei santi Pietro
e
Paolo,
scolpite da
marmorai
meridionali.
Particolari
interessanti
sono
rappresentati da un'elegante bifora e da un bel bassorilievo
della
Madonna del Carmelo.
L'edificio a croce latina presenta una navata
centrale e due
cappelle laterali, che ospitano decorose statue di santi
ed
interessanti dipinti.
Molto originale è la tela della
Madonna
del
Carmelo
con Bambino,
salvatrice delle anime del Purgatorio,
composta il 6 settembre 1894 in stile
espressionista da Domenico De Pietro, un fantasioso pittore
amanteano.
In ottimo
stile classicheggiante sono gli "oli",
raffiguranti il
Cuore
di
Gesù
e il
Cuore di Maria
(entrambi
del 1935) di Mariano
Bossio da Lago, e il dittico (1980) di Rocco Bonavita da
Amantea,
che rappresenta S
Francesco
d'Assisi
fra
monaci e
colombi
e
S.
Michele
Arcangelo,
vincitore
di
Satana,
un'emblematica allegoria del trionfo del Cristianesimo.
Hanno valore solo devozionale
La Sacra Famiglia
e
il
Beato
Angelo d'Acri.
Nella cantoria si conserva un antico organo a
canne.
Le notizie sulla chiesa del Carmine sono frutto
di una
ricerca sul campo e dell'elaborazione di dati,
presenti nell’ "Archivio Cavallo Marincola. |