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Un
Amanteano d'adozione
Nato a Cosenza nel 1948, Sergio è
sposato con la signora Maria, di origini brasiliane. Ha due figlie,
Tatiana e Amanda, entrambe studentesse, e residenza anagrafica nel
Comune di Castrolibero.
Appartenente
ad una famiglia di educatori (alla mamma ed alla zia materna, ambedue
maestre elementari, la città di Cosenza ha intitolato, rispettivamente,
lo “Scrigno Giallo” della “Città dei Ragazzi” e le scuole di Via Roma,
l’odierna Via Riccardo Misasi), Sergio ha compiuto tutto il suo
percorso scolastico, dalle primarie sino all’università, nella sua città
natale.
In proposito, Chiatto ed altro suo
collega studente sono stati i primi due laureati della storia
dell’Ateneo di Arcavacata, addottorandosi entrambi, il 17 luglio 1976,
in Scienze Economiche e Sociali e toccando proprio a Sergio, forse per
l’iniziale del suo cognome, precedente in ordine alfabetico quella del
suo omologo, l’onore di essere stato esaminato e proclamato per primo.
L’avvenimento, definito
“storico” per la Calabria, ebbe naturalmente vasta eco sui media,
anche a diffusione nazionale (se ne occupò lo stesso TG1 in prima
serata) ed in ambito regionale, in occasione dei festeggiamenti indetti
per il 30° anniversario dell’istituzione dell’Università.
Dopo una breve parentesi di
insegnamento nella Scuola Media della vicina Lago, ove è nato il suo
genitore (anch’egli benemerito della Scuola cosentina), ed un’altra, in
un Istituto di istruzione secondaria di Cosenza, il Dott. Chiatto ha
lavorato per la Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania (poi
“Carime”), dalla quale era stato assunto nel 1976 a seguito di concorso
pubblico, concludendo il suo iter occupazionale proprio qui, ad Amantea,
con la qualifica di “Quadro Direttivo”.
E' in pensione d’anzianità
contributiva dal 1° gennaio 2008.
Il Dott. Chiatto è Socio di due
autorevoli Associazioni culturali, quali sono l’Accademia Cosentina e la
Deputazione di Storia Patria per la Calabria, in virtù dei suoi studi
storici, tenendo conferenze e pubblicando alcuni saggi, oltre che per la
collaborazione prestata a quotidiani e periodici della nostra regione.
Ha scritto per “Il Giornale di Calabria” di Piero Ardenti, curando una
sua rubrica. Scrive, di tanto in tanto, per “Il Quotidiano della
Calabria”, per “Calabria Ora”, per “Iniziativa” e per la prestigiosa
rivista “Calabria Letteraria”, su vari argomenti. Suoi contributi,
altresì, sono apparsi su pubblicazioni rotariane, appartenendo ad un
Club Rotary - quello di Cosenza attualmente, benché la sua ammissione
sia avvenuta nel Club di Amantea - e, di ciò, egli va particolarmente
fiero.
Ma Chiatto, oggi rotariano
impegnato, è stato anche uno sportivo, un protagonista del calcio
cosentino e calabrese di fine anni ‘60 , ’70 e ‘80 in parte. Il
Quotidiano della Calabria gli ha dedicato tempo fa un intero numero di
“Campioni”, un inserto di ben 24 pagine nell’edizione domenicale, ove
sono state magnificate le sue doti tecniche, organizzative e di “talent
scout”. Alcuni giovanissimi calciatori, formatisi
alla scuola di Sergio, hanno infatti calcato gli stadi di serie A B e C
ed altri, che nel calcio non hanno sfondato come suol dirsi, soprattutto
per impedimenti di carattere familiare, sono oggi apprezzati
professionisti, in diverse branche di attività.
Tralasciamo,
per ovvi motivi, i trascorsi laghitani ed aiellesi in parte, dove
Chiatto, ha pure ben operato (ne danno testimonianza i numerosi
riconoscimenti tributatigli) e veniamo al periodo che egli ha
trascorso nella nostra città. Un lungo lasso di tempo che data dagli
anni ’50, allorquando Sergio, ancora bambino, e la sua famiglia scelsero
la nostra spiaggia e le nostre “rotonde” quali loro luoghi di
villeggiatura, ma che ha avuto il suo momento più significativo, come
vedremo di qui a poco, soprattutto nell’ultimo decennio.
Fra la fine degli anni ’70 e
l’inizio degli anni ’80 Sergio Chiatto, allora bancario a Cosenza,
allena quando può, e con un certo successo, l’U.S. Nepetia – Amantea,
militante nei campionati regionali di lega dilettanti.
Nel 1981, nella ricorrenza di una
Santa Cecilia posposta di una settimana, quindi al 29 novembre, il Dott.
Chiatto viene chiamato a presentare il programma della banda cittadina,
intitolata al Maestro Mario Aloe, allora diretta dal Maestro Francesco
Curcio, arricchita nell’occasione dalla presenza di taluni elementi
della gloriosa Banda dell’Arma dei Carabinieri, nella quale suona l’amanteano
Francesco Vita Carino. La cerimonia si tiene in un affollato auditorium
della Scuola Media “Mameli”.
Verso la fine degli anni ’80,
complice l’apertura del nuovo tratto Lago – Amantea della ex S.S. 278,
Chiatto infittisce le sue frequentazioni amanteane. Sulla via del
ritorno a Lago, dove abita in estate e nei week end invernali,
sosta spesso presso la sala dove la banda “Mario Aloe” si esercita
periodicamente e lì è accolto sempre signorilmente, tanto dal Maestro
Curcio, che dai capibanda Ciccio Del Vecchio e Raffaele Aloe. Comincia
così ad approcciarsi più da vicino ai classici appuntamenti amanteani e
in particolar modo all’imponente processione del venerdì santo, che già
frequenta in verità, e che da oltre un trentennio a questa parte lo
vede sempre presente.
Sovente
partecipa alla novena di Natale, nella matrice, avvicinandosi ai
cantori, dei quali gli piace cogliere la gioia della partecipazione.
Frattanto
si è creato uno stabile pied a terre ad Amantea e, da provetto
cacciatore, quale si era rivelato a Lago e ad Aiello, diventa un
improvvisato … pescatore, sempre accompagnato dalla paziente moglie, la
quale (ovvio !) ama il mare.
Ma
accanto alla pesca da diporto (e al suo lavoro di bancario, che gli impegna gran parte della giornata), Chiatto
s’immerge negli studi storici. Cominciano le assidue frequentazioni
di archivi e biblioteche a Tropea, a Cosenza, a Napoli, a Roma e nella Città del
Vaticano. Gli archivi di Lago :
parrocchiali, comunali e privati, sono poi guardati come suol dirsi con
la lente d’ingrandimento, alla ricerca di quelle notizie necessarie a
predisporre una organica (e credibile) monografia sull’amato borgo “natìo”,
benché il “natìo” si addica piuttosto al genitore, dal quale egli ha
ereditato la passione.
Sergio Chiatto riesce così a
pubblicare il suo primo lavoro, la storia di Lago e Laghitello appunto,
edita nel 1992, che si fregerà della prefazione del Prof. Franco
Volpe.
Per tale sua fatica, e per quella immediatamente successiva, che sarà
prefata dallo storico Gustavo Valente, relativa sempre a Lago, ma con
riferimenti all’intero comprensorio, Chiatto, nell’agosto del 1993,
avrà un importante riconoscimento dalla commissione del famoso Premio
Letterario “Città di Amantea”, cessato ormai da qualche anno, nonostante
fosse divenuto un appuntamento imprescindibile ed un vero e proprio
“fiore all’occhiello” per la nostra Comunità .
Chiatto
dunque lavora, ricerca e studia. Vi mette la passione dello sportivo
costretto in quarantena dal rigido orario d’ufficio; e straripa (non può
fare altrimenti perché, come sanno i cultori di storia, sono le notizie
nelle quali ci s’imbatte che tracciano la strada da percorrere),
“straripa” dicevamo sui comuni vicini a Lago. Amantea compresa
naturalmente. Sennonché,
il locale Rotary Club (nel quale è appena entrato a far parte), gli
affida una relazione nell’ambito di una delle sue “Giornate di Studi
Storici”, notissima ben oltre i confini amanteani, per l’alta qualità
dei relatori e per l’interesse degli argomenti trattati.
Tale
opportunità gli sarà riofferta dal “suo Club, qualche tempo dopo, nel
2005 per l’esattezza.
Nel
luglio dello stesso anno il Dott. Chiatto diventa Presidente del Rotary
Club Amantea, subentrando al Prof. Quirino Lorelli. E’ una data
importante per la vita del nostro premiato, dalla quale Chiatto stesso,
anche per gli anni a venire, trarrà motivo per un rinnovato entusiasmo
che si tradurrà in
un suo più forte impegno, su più fronti.
Difatti, oltre che col locale
sodalizio rotariano naturalmente, per il quale relazionerà in occasione
della presentazione di “Lisetta” di Salvatore Sciandra del 18 dicembre
2006, Chiatto, forte delle conoscenze storiche nel frattempo
ulteriormente acquisite, collaborerà con diverse Associazioni della
nostra Città. A partire da “Prospettive” presieduta dal suo consocio nel
Rotary, Dottor Aldo Andreani, dal quale sarà chiamato a relazionare,
nell’agosto del 2006, su “I Luoghi della Memoria”, manifestazione (con
mostra fotografica) ideata in preparazione della ricorrenza del
bicentenario dell’Assedio della città da parte delle truppe
napoleoniche, la quale sfocerà nella pubblicazione, patrocinata
dall’Amministrazione Provinciale di Cosenza, di un opuscolo presentato
(e donato) qualche tempo dopo agli studenti della città nell’auditorium
della locale Scuola Media.
Ancora per “Prospettive”, introdurrà e modererà i lavori del
convegno organizzato su “La marineria amanteana tra storia e tradizione”
dell’8 maggio 2009 (in merito, Chiatto, scriverà un articolo pubblicato
da “Calabria Letteraria” , e terrà una relazione nell’ambito
dell’incontro sul tema “Il Centro Storico di Amantea tra passato e
presente” del 10 luglio 2009.
Per la Pro Loco, che lo elegge a
consulente storico per la rievocazione dell’assedio francese del 1806-1807
e che lo premia col suo “Loco d’Argento”, Chiatto,
unitamente ai dirigenti della stessa associazione, parteciperà
attivamente a varie iniziative: la “Pro Loco a scuola”, la mostra
di pittura e scultura “Tensioni e rievocazioni di un assedio” (che
inaugurerà), le visite guidate nel centro storico, ed altre ancora.
Sempre per la Pro Loco, idéa, per la prima volta in assoluto,
la rievocazione storica dell’apertura dell’antica Fiera di Amantea,
registrando la partecipazione di Amministratori del
comprensorio (e non solo), delle
due
bande cittadine e dei rappresentanti delle quattro confraternite
locali.
E non finisce qui perché Chiatto
ha collaborato pure con l’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione
di Amantea, pronunciando due distinti interventi tra il 2007 ed il 2008,
negli “Incontri del Sedile” organizzati da quella Associazione, l’uno,
sull’Assedio napoleonico (sfociato in una pubblicazione dal titolo
“Amantea eroica” , curata dallo storico Antonello Savaglio, l’altro, su
“Sviluppo urbano e residenze nobiliari ad Amantea tra medioevo e età
moderna”. In entrambi i casi, Chiatto si è intrattenuto sull’economia e
la società amanteana della seconda metà del Settecento, con molti
richiami alla quotidianità vissuta dai nostri concittadini dell’epoca.
Contemporaneamente ha curato la pubblicazione di altro volume,
relativo anch’esso all’ invasione napoleonica del nostro comprensorio.
Inoltre, restando in argomento, è in corso di stampa una sua corposa
relazione dal titolo “Amantea nel catasto onciario del 1754”,
pronunciata a Reggio Calabria nell’ottobre del 2008, nell’ambito di un
convegno di studi su “I Centri storici calabresi”, ove hanno relazionato
studiosi fra i più illustri della regione.
Inoltre, Sergio Chiatto è stato invitato dalla Sezione cittadina della FIDAPA,
in occasione della loro Assemblea distrettuale, a intrattenere le
illustri ospiti sulle vicende amanteane, dalle lontane origini sino ai
nostri giorni, mettendo in evidenza assieme alle numerose eccellenze che
caratterizzano tuttora la nostra città, anche le poche criticità, da
superare, egli ha auspicato, con atteggiamenti e politiche
lungimiranti.
Al dott. Sergio Chiatto, in
occasione della sesta giornata degli Amanteani nel Mondo, l'associazione
ha tributato o il giusto riconoscimento alla sua incessante attività di
studi e di promozione sociale, culturale e turistica di Amantea.
(da un'intervista col dott. Sergio
Chiatto - luglio 2010) |