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Il "gotto" dei Gesuiti è un
complesso di buona architettura secentesca.
La chiesa a cupola ottagonale
mostra la sua struttura barocca e nelle tre navate a severe
arcate si notano un pulpito pensile ligneo finemente intagliato
e decorato, opera di artieri locali del 1600, un eccellente
organo della stessa epoca e venerate statue di santi. Il
convento, adibito in seguito ( anni ’30-’50) a carcere
mandamentale, anche se è ridotto in rovina, presenta nei due
piani esistenti una serie di vani d'impronta rinascimentale con
le volte a botte.
Attualmente una scultura in legno,
dignitoso manufatto di artigiani altoatesini di Ortisei,
sostituisce lo splendido Crocifisso di bottega meridionale
settecentesca che, nella notte fra il 21 e il 22 ottobre 1978,
ladri sacrileghi, schiodandolo dalla croce, hanno trafugato dal
tempio. Il furto probabilmente su commissione, ha privato la
comunità di un'inestimabile opera d'arte profondamente venerata
e al centro di commoventi storie e leggende popolari.
La costruzione di tale complesso fu iniziata per espressa volontà testamentaria
da un amanteano, Fulvio Verdiano medico della Compagnia di Gesù
in Napoli nel 1618. Qualche anno dopo (1620) iniziarono i lavori
che sembra, terminarono intorno al 1710.
(riduzione)
(Roberto Musì)
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