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05-01-12
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Quando giunse a Montreal era inverno, la neve aveva sepolto ogni cosa e macchine e case sembravano alte dune di un deserto bianco che a malapena si stagliava dal cielo in cui danzavano incredibili fiocchi come farfalle dalle ali candide. Abituarsi al freddo intenso, al nuovo ambiente, alla nuova lingua non fu facile, anche per un bambino volitivo e intelligente che, dopo un primo colloquio, fu iscritto a scuola e retrocesso a frequentare la terza elementare. Ben presto riuscì a capire qualche parola, ma gli era difficile parlare il francese anche se con una sorprendente dote mimica, riusciva a comunicare l’essenziale.
Avendo visto i suoi
cugini che, nel tempo libero, raggranellavano qualche dollaro
distribuendo, casa per casa, i giornali percependo una percentuale
sull’incasso dell’abbonamento settimanale, decise che avrebbe cominciato
anche lui a fare quel Il “Boss”, dopo averlo ascoltato con simpatia, decise di affidare anche a Frank una “street” .
Alla fine della prima
settimana di lavoro, dopo aver raccolto e consegnato le quote degli
abbonamenti dei suoi clienti, ricevette il primo compenso della sua
vita: $1,80 con i quali, finalmente, poté togliersi il lusso di fare il
primo acquisto della sua vita: una bottiglia di coca cola e una
confezione di patatine che consumò avidamente, soddisfatto e sentendosi
“arrivato”. Così perse il “lavoro”, i nuovi amici e vide vanificati gli sforzi che aveva fatto per imparare il francese e, per la seconda volta fu retrocesso alle classi inferiori e dovette imparare una nuova lingua, l’inglese. Anche se molto impegnato nello studio, ben presto iniziò a lavorare come pizzaiolo e a 14 anni comprò un’auto che guidò subito in quanto le leggi di quello stato glielo consentivano a patto che al suo fianco sedesse un adulto responsabile. La svolta della sua vita, però, avvenne per caso. Chiamato da una connazionale per rifare il pavimento ad un bagno, eseguì il lavoro con molta attenzione ed impegno ( ed era la prima volta che aveva a che fare con mattonelle, cemento, ecc.) tanto che la voce si sparse e, così, fare il piastrellista divenne la sua principale occupazione, fonte di guadagni insperati. Ritornato con la sua famiglia in Canada, quando ancora non aveva compiuto 20 anni, decise di mettersi in proprio e di creare una piccola impresa… di cui era proprietario, manager e… unico operaio. Per cominciare occorrevano almeno 500$ per l’acquisto di un mezzo di trasporto di seconda mano, ma non riuscì a trovare nessun connazionale disposto a fargli credito.
Seduto nella lussuosa sala d’attesa, mentre molti pensieri gli si affollavano nella mente, fu avvicinato da un impiegato che, dopo averlo gentilmente salutato gli disse: “Mister Bruno, com in, please” Era la prima volta che lo chiamavano “mister”, e ciò lo stupì e lo confuse ulteriormente mentre entrava nell’elegante ufficio del finanziere che lo accolse con molta gentilezza e bonomia e, dopo aver ascoltato la sua modesta richiesta di finanziamento, si disse disposto a finanziarlo non con 500, ma con 1000 dollari a il patto che onorasse il prestito appena gli fosse stato possibile. Francesco non poteva credere che fosse stato tutto così facile e che un estraneo avesse riposto in lui tanta fiducia dandogli questa importante possibilità che, assolutamente, non si sarebbe fatta sfuggire. Quell’incontro, la sua intelligenza e lungimiranza, la sua operosità e i numerosi sacrifici in breve lo fecero diventare uno dei più grandi installatori di marmi, ceramiche e graniti del Quebec prima e del Canada poi. Attualmente è il presidente della Céramique inc, un’azienda leader del settore che realizza strutture anche negli USA e in altri paesi del nord America.
Aver fatto fortuna non
ha cambiato Francesco Bruno che ha conservato intatti i valori più
genuini della nostra terra: la fede, l’amore per la famiglia e per il
suo paese natio accompagnate da una grande generosità e da spirito
filantropico
Francesco ritorna spesso in Italia, soprattutto per lavoro, ma anche per rivisitare i luoghi di origine che ha insegnato ad amare anche a sua moglie e ai suoi figli, ai quali ha tramandato usi, tradizioni, cultura e dialetto. In occasione della celebrazione della sesta giornata degli Amanteani nel Mondo, svoltasi il 6 agosto 2010, nella quale il nostro conterraneo ha avuto la sorpresa di poter rivedere e riabbracciare i suoi vecchi compagni della scuola elementare della frazione Giardini, sono state pubblicamente riconosciute le sue doti di imprenditore e le sue virtù di cittadino. Io che ho avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo, sono orgoglioso del fatto che la nostra terra abbia dato i natali ad una persona stupenda come lui e sono fiero di essere considerato suo amico. Pino Del Pizzo Settembre 2010 |
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La cerimonia, molto
sobria e toccante sotto il profilo umano, si è svolta all'interno del
reparto stesso alla presenza delle maggiori autorità sanitarie , dei
familiari più stretti e degli amici che hanno contribuito a questa
iniziativa di Frank Bruno, venuti da diverse parti dell'America e
dell'Italia. Egidio Veltri |
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Ultimo aggiornamento: 28-06-11