L'Associazione

05-01-12

 

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francesco bruno nella sua casa di Amantea con parentiDopo aver frequentato solo qualche mese delle scuole medie, Franco raggiunse la sua  Famiglia in Canada, portando nella valigia del cuore immagini, suoni, rumori, speranze e… tanta nostalgia: il tepore della sua terra, le colline che circondavano la sua casa aprendosi con uno squarcio profondo verso il mare, i tramonti di fuoco che precedevano ogni sera, il canto dei grilli in estate e delle rondini in primavera, il brusio del vento fra le fronde dei secolari uliveti, i volti segnati dalla fatica e dal sudore di chi nella terra riponeva ogni speranza, i compagni di gioco…

Quando giunse a Montreal era inverno, la neve aveva sepolto ogni cosa e macchine e case sembravano alte dune di un deserto bianco che a malapena si stagliava dal cielo in cui danzavano incredibili fiocchi come farfalle dalle ali candide.

Abituarsi al freddo intenso,  al nuovo ambiente, alla nuova lingua non fu facile, anche per un bambino volitivo e intelligente che, dopo un primo colloquio,  fu iscritto a scuola e retrocesso a frequentare la terza elementare.

Ben presto riuscì a capire qualche parola, ma gli era difficile parlare il francese anche se con una sorprendente dote mimica, riusciva a comunicare l’essenziale.

Avendo visto i suoi cugini che, nel tempo libero, raggranellavano qualche dollaro distribuendo, casa per casa, i giornali percependo una percentuale sull’incasso dell’abbonamento settimanale, decise che avrebbe cominciato anche lui a fare quelfrancesco bruno con la moglie lavoro per il quale non era indispensabile la conoscenza della lingua.

Il “Boss”, dopo averlo ascoltato con simpatia, decise di affidare anche a Frank una “street” .

Alla fine della prima settimana di lavoro, dopo aver raccolto e consegnato le quote degli abbonamenti dei suoi clienti, ricevette il primo compenso della sua vita: $1,80 con i quali, finalmente, poté togliersi il lusso di fare il primo acquisto della sua vita: una bottiglia di coca cola e una confezione di patatine che consumò avidamente, soddisfatto e sentendosi “arrivato”.
Alla prima “Street” se ne aggiunsero altre con conseguente aumento degli introiti…. Purtroppo, dopo qualche mese la sua famiglia si trasferì negli Stati Uniti, dove le possibilità di lavoro erano migliori.

Così perse il “lavoro”,  i nuovi amici e vide vanificati gli sforzi che aveva fatto per imparare il francese e, per la seconda volta fu retrocesso alle classi inferiori e dovette imparare una nuova lingua, l’inglese.

Anche se molto impegnato nello studio, ben presto iniziò a lavorare come pizzaiolo e a 14 anni comprò un’auto che guidò subito in quanto le leggi di quello stato glielo consentivano a patto che al suo fianco sedesse un adulto responsabile.

La svolta della sua vita, però, avvenne per caso.

Chiamato da una connazionale per rifare il pavimento ad un bagno, eseguì il lavoro con molta attenzione ed impegno ( ed era la prima volta che aveva a che fare con mattonelle, cemento, ecc.) tanto che la voce si sparse e, così, fare il piastrellista divenne la sua principale occupazione, fonte di guadagni insperati.

Ritornato con la sua famiglia in Canada, quando ancora non aveva compiuto 20 anni, decise di mettersi in proprio e di creare una piccola impresa… di cui era proprietario, manager e… unico operaio.

Per cominciare occorrevano almeno 500$ per l’acquisto  di un mezzo di trasporto di seconda mano, ma non riuscì a trovare nessun connazionale disposto a fargli credito.

Francesco Bruno ed i compagni di scuola delle elementariDai parenti agli amici, tutti gli chiusero la porta in faccia per cui, preso il coraggio a due mani, si presentò ad un’agenzia di credito gestita da un ricco signore ebreo.

Seduto nella lussuosa sala d’attesa, mentre molti pensieri gli si affollavano nella mente, fu avvicinato da un impiegato che, dopo averlo gentilmente salutato gli disse: “Mister Bruno, com in, please”

Era la prima volta che lo chiamavano “mister”, e ciò lo stupì e lo confuse ulteriormente mentre entrava nell’elegante ufficio del finanziere che lo accolse con molta gentilezza e bonomia e, dopo aver ascoltato la sua modesta richiesta di finanziamento, si disse disposto a finanziarlo non con 500, ma con 1000 dollari a il patto che onorasse il prestito appena gli fosse stato possibile.

Francesco non poteva credere che fosse stato tutto così facile e che un estraneo avesse riposto in lui tanta fiducia dandogli questa importante possibilità che, assolutamente, non si sarebbe fatta sfuggire.

Quell’incontro, la sua intelligenza e lungimiranza, la sua operosità e i numerosi sacrifici in breve lo fecero diventare uno dei più grandi installatori di marmi, ceramiche e graniti del Quebec prima e del Canada poi.

Attualmente è il presidente della Céramique inc, un’azienda leader del settore che realizza strutture anche negli USA e in altri paesi del nord America.

Aver fatto fortuna non ha cambiato Francesco Bruno che ha conservato intatti i valori più genuini della nostra terra: la fede, l’amore per la famiglia e per il suo paese natio accompagnate da una grande generosità e da spirito filantropico Franco Bruno con soci e dirigenti dell'Associazioneche lo ha ispirato nella realizzazione di una grande opera: la ristrutturazione e l’ammodernamento del reparto di urologia oncologica presso il General Hospital di Montreal, inaugurato da pochi mesi e intestato a suo fratello Giuseppe, spentosi in Canada a causa proprio di un tumore ai reni.

Francesco ritorna spesso in Italia, soprattutto per lavoro, ma anche per rivisitare i luoghi di origine che ha insegnato ad amare anche a sua moglie e ai suoi figli, ai quali ha tramandato usi, tradizioni, cultura e dialetto.

In occasione della celebrazione della sesta giornata degli Amanteani nel Mondo, svoltasi il 6 agosto 2010,  nella quale il nostro conterraneo ha avuto la sorpresa di poter rivedere e riabbracciare i suoi vecchi compagni della scuola elementare della frazione Giardini, sono state pubblicamente riconosciute le sue doti di imprenditore e le sue virtù di cittadino.

Io che ho avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo, sono orgoglioso del fatto che la nostra terra abbia dato i natali ad una persona stupenda come lui e sono fiero di essere considerato suo amico.

Pino Del Pizzo

Settembre 2010

 

Egidio Veltri che ci ha fatto conoscere Francesco BrunoSono appena rientrato da Montreal ed ho portato qualche foto della bella iniziativa e opera del mio amico Frank Bruno.
L'8 giugno presso l'ospedale più importante di Montreal, General Hospital McGill University Healt Centre "centre d'oncologie en urologie", si è svolta l'inaugurazione del reparto oncologico tutto rifatto a nuovo con apparecchiature strumentazioni e arredamenti all'avanguardia; per la realizzazione di questo progetto sono stati necessari 1,9 milioni di dollari.
Il reparto è stato intitolato alla memoria del fratello Giuseppe Bruno scomparso 6 anni fa a seguito di una patologia oncologica.

 La cerimonia, molto sobria e toccante sotto il profilo umano, si è svolta all'interno del reparto stesso alla presenza delle maggiori autorità sanitarie , dei familiari più stretti e degli amici che hanno contribuito a questa iniziativa di Frank Bruno, venuti da diverse parti dell'America e dell'Italia.
Ciò dovrebbe rendere onore anche alla nostra città visto che Frank Bruno ha origini amanteane. Partito 38 anni fa da Amantea, ancora bambino, con la famiglia in cerca di una vita migliore non dimenticando mai le sue origini e i valori importanti come la generosità e l'altruismo.

 Egidio Veltri

 

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Ultimo aggiornamento:  28-06-11