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Palazzo
Florio |
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Palazzo
Cozza |
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Palazzo
Di Lauro |
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Palazzo
delle Clarisse
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Palazzo
Del Giudice |
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Palazzo
Cavallo
Marincola |
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Palazzo
Mirabelli Centurione |
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Palazzo
Mirabelli
Di Lauro |
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Palazzo
De Liguori
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Palazzo
Greco |
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Palazzo
Pati Clausi |
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Palazzo
Miceli
(già
Furgiuele) |
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Palazzo
Carratelli |
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Palazzo
Furgiuele |
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Palazzo dei Baroni
D'Epiro Dusmet |
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Palazzo Cavallo Marcello |
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Palazzo Munno |
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Palazzo Cavallo Marcello
(P.za Commercio) |
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Palazzo Furgiuele(P.zaCommercio) |
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Palazzo Amato
(via
Margherita) |
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Palazzo Perciavalle |
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Palazzo delle Clarisse |
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PALAZZO
FLORIO
Palazzo baronale (seconda metà del ‘700) da sempre appartenuto
alla famiglia Florio. Fino a non molti anni fa l’edificio
era circondato da giardini cintati con colture e piante
tipicamente mediterranee e diffusissime nel territorio
circostante: “dilicature” come ebbe a chiamarle Frà Leandro
Alberti bolognese, di passaggio per Amantea nel 1525. Il
palazzo presenta una robusta struttura sviluppantesi su tre
piani, di forma e stile tardo barocco.Un ampio portale immette
in un androne da cui parte una scalinata che conduce ai piani
superiori.
Nel corso dei secoli l’edificio ha avuto
sicuramente degli interventi, forse con aggiunte e
superfetazioni. Abitato dai Florio fino a tutti gli anni ’60 del
secolo scorso, il palazzo oggi ha bisogno di restauri mirati,
anche perché, passato, per vendita a privati, ad altri
proprietari, si ignora l’uso che si intende farne, per cui è
necessaria una particolare e urgente attenzione da parte della
Sovrintendenza ai Beni Culturali della provincia di Cosenza.
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PALAZZO
COZZA
Eretto nel 1613 da un Luca Antonio Cozza, del Sedile della città
di Amantea, il palazzo ebbe forse lavori di completamento e di
sistemazione lungo il corso di molti anni, come si può
facilmente dedurre da una scritta stemmata che campeggia sul
frontone della porta principale:
LUCAS ANT. COZZA HAEC AEDIFICANDA METIS EREXIT
AD.MDCXIII
(Questa casa, che deve essere portata a
termine, la eresse Luca Antonio Cozza, nell’Anno del Signore
1613)
Tra le caratteristiche stilistiche, un comignolo
di forma ovale gigantesco, una corte interna attorno ad una
enorme scala, un piccolo giardino cintato con porticina
laterale, un ingresso centrale che presenta un bel portale di
fattura seicentesca. Il palazzo fu sicuramente abitato per
tutto il secolo XVIII° e poi, probabilmente, per matrimoni o
altre ragioni parentali, passò di proprietà alla famiglia Arlia
di Amantea, forse tra ‘800 e ‘900. Intorno agli anni ’30
ospitò classi della Scuola Elementare Statale prima che venisse
costruito l’edificio apposito.
Il palazzo è detto anche “Casa della Carità” per
essere stato sede dell’Azione Cattolica locale, negli anni ’50.
Oggi è in rovina ma non completamente distrutto. E’ ubicato in
quartiere Piazza.
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PALAZZO DI LAURO
Posto di fianco la scalinata della Chiesa Matrice di S.Biagio,
il palazzo è di fattura cinquecentesca ancora in buono stato. Edificato
su di un predio della famiglia Di Lauro del Sedile di Amantea,
forse alla fine del ‘500, la costruzione presenta dimensioni
abbastanza poderose per quei tempi, con un portale
maestoso, con numerosi balconi in ferro battuto e con bella
vista sul mare.
Originariamente appartenente ai Di Lauro(di cui
conserva ancora la denominazione), la proprietà, forse a fine
‘800, passa ai Furgiuele, potente famiglia amanteana del
primo ‘900, che subito se ne disfa, in un primo tempo ospitando
classi della Scuola Elementare Statale, poi parcellizzandone la
proprietà. Purtroppo non sempre puntuali alcuni tentativi di
restauro da parte di alcuni proprietari; tanto che nella
primavera del 2001 un maldestro intervento effettuato da
privati e per fortuna senza danni letali a persone, ha
determinato il crollo parziale di un ala del palazzo, per cui si
attende un pronto ripristino. Il palazzo è ubicato in quartiere
Piazza, via Duomo.
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PALAZZO DELLE CLARISSE
Ex Monastero delle Clarisse, fu istituito come
tale nel 1603, soppresso nel 1613, indi ripristinato nel 1683.
Abolito definitivamente nel 1807 e avocato al Demanio
dello stato con le Leggi eversive della feudalità, il bene fu
messo all’incanto e acquistato nel 1812 da don Giovanbattista
Claudio De Luca di Lizzano di recente ammesso al Sedile dei
Nobili di Amantea (1795). L’anno dopo lo stesso don G.Battista
comprerà dal Demanio l’annessa chiesetta, praticamente
incorporata al palazzo.
Negli anni cinquanta questa dimora ebbe importanti e
significativi lavori di restauro per opera dell’architetto di
famiglia, Marcello strutturalista di scuola fiorentina, morto
tragicamente a Monza nel 1962. I De Luca abitarono il palazzo
con l’ultimo marchese e gran signore che fu don Peppino
fino agli anni ottanta, quando l’intera proprietà dell’immobile,
con tutte le sue pertinenze fu venduta ad una Società
Immobiliare Finitalia di Roma del prof. Fausto Perri.
Oggi perfettamente restaurato, il palazzo è sede
di un ristorante di alta cucina ed ospita la prestigiosa
Accademia degli Arrischiati.
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PALAZZO DEL GIUDICE
Imponente costruzione settecentesca, sorgeva in posizione
eminente in faccia al mare con logge e balconi. Rare fotografie
la ritraggono così prima del bombardamento alleato del 21
febbraio 1943, quando l’intero stabile venne raso al suolo con
molti morti tra abitanti della casa e gente del luogo.
Non si conoscono le origini del palazzo, né da
chi fu costruito, né da chi fu abitato. Nominata casa Del
Giudice perché vi abitarono familiari del sig. Tommaso Del
Giudice, avvocato e Presidente di Cassazione, divenne in seguito
al luttuoso evento del ‘43, nell’immaginario popolare, “Case
sciullate” . Non furono mai fatti tentativi di ricostruzione
dell’intero stabile, la proprietà è passata ad altre persone,
mentre le erbacce e l’incuria generale continuano ed assecondano
l’opera demolitrice del tempo. Qualche tempo fa le mani
pietose di alcuni cittadini han voluto apporre una piccola
lapide che ricorda i poveri morti di quel lontano bombardamento.
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PALAZZO
CAVALLO-MARINCOLA
Maestoso palazzo situato nel cuore del centro
storico. Eretto forse alla fine del XVII° secolo presenta un
grande portale a bugnato che dà su un cortiletto e immette al
portone d’entrata. Una pensilina collega il palazzo ad una
capelletta gentilizia, intitolata a Santa Maria delle Grazie. Il
palazzo in passato ha subìto qualche rimaneggiamento.
Attualmente è in buono stato.
E’ stata la dimora di don Rocco Cavallo-Marincola,
nobilissima figura di uomo d’altri tempi, cultore espertissimo
di memorie patrie.
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PALAZZO MIRABELLI-CENTURIONE

L’edificio è di impronta tardo rinascimentale,
costruito nel XVI° secolo. Sulla facciata principale elementi di
interesse sono “il portale litico ad arco romano su paraste con
il capitello ed il balcone doppio con ringhiera in ferro
battuto”. All’interno v’è un ampio androne con volta a botte
e la corte con la scala esterna al primo piano.
L’edificio, di pianta quadrangolare, ha un lato addossato alla
montagna e si sviluppa su quattro piani.
E’ certamente uno dei palazzi più significativi
dell’intero centro storico. Adagiato su di un poggio che
guarda il mare, questa casa è stata l’avita dimora di tutta
l’illustre progenie dei Mirabelli (ramo Centurione). Qui morì il
governatore di Avellino, don Pasquale nel 1867. Nelle stesse
stanze visse ed operò l’ottimo don Vincenzo, avvocato e podestà
di Amantea, il fratello don Peppino grande popolarissimo medico
della città.
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PALAZZO MIRABELLI – DI
LAURO

Il palazzo sorge su di uno dei baluardi della
cinta urbica (lato est visto da mare), sotto la cui scarpata,
durante il lungo assedio francese del 1806-07, vi fu posta la
mina che aprì una breccia nelle mura della città. La
costruzione è sicuramente settecentesca e presenta linee
semplici e regolari. Apparteneva alla famiglia Mirabelli del
ramo Di Lauro e fu la dimora di illustri comandanti di eserciti,
nonché del famoso scrittore politico Roberto Mirabelli, deputato
repubblicano al Parlamento italiano nelle tornate del 1890 –95 e
quivi morì nel 1930. Negli anni ’50 vi tennero un asilo
alcune suore dell’Ordine di suor Antida de Thouret. Oggi lo
stabile, in parte rimaneggiato, è di proprietà dei signori Amato
di Amantea.
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PALAZZO DE LIGUORI

Costruzione, forse fine settecento, l’edificio si
sviluppa su tre piani. Ancora in buono stato, il palazzo
presenta, nei piani alti, una panoramica loggia con balaustra.
A ridosso della strada principale su cui dà il palazzo, c’è un
giardino, un tempo lussureggiante, adiacente ai coronamenti
della cinta urbica. Di recente ne ha acquisito la proprietà
il dottor Gianludovico Di Martino, attualmente ambasciatore
d’Italia a Bagdad.
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PALAZZO GRECO
Di fattura novecen- tesca, il palazzo apparteneva
alla poten te famiglia Furgiuele di Amantea; oggi di proprietà
della famiglia Greco, da almeno un cinquantennio. Posto
nella principale via Dogana l’edificio presenta un maestoso
portale con colonne su cui poggia un balcone centrale.
Alle sue spalle un giardino tipicamente mediterraneo, ora
par- zialmente scomparso.
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PALAZZO PATI-CLAUSI

Edificio novecentesco con cappelletta gentilizia
a lato, presenta una facciata vagamente liberty in cui si nota
il portale recentemente restaurato con in chiave uno stemma.
Particolare importanza riveste la loggia al secondo piano
che si estende per quasi l’intera lunghezza della facciata su
cui di fianco ai balconi vi sono delle colonne con
capitelli semi-incassate.
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PALAZZO MICELI
già FURGIUELE (nei pressi della stazione ferroviaria)
Enorme falansterio completamente restaurato
alcuni anni addietro dai nuovi proprietari, famiglia Miceli e da
questi poi parcellizzato in proprietà.
Il palazzo
certamente ottocentesco, strutturalmente si presenta come
era in origine quando fu costruito dai Furgiuele, più come una
sorta di fòndaco che come abitazione vera e propria.
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PALAZZO CARRATELLI

Di epoca tardo-settecentesca fu, per anni la
dimora della famiglia Carratelli del Sedile di S.Basilio.
Completamente restaurato dopo essere stato
acquistato, di recente, dalla famiglia Pellegrini di Amantea, il
palazzo, soprattutto internamente, conserva ancora l’impianto
originario.
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PALAZZO FURGIUELE
(Hotel Mediterraneo)
Questo palazzo sorge sulla centralissima via
Dogana (numero civico 64) ed era, almeno fino agli anni della II°
Guerra Mondiale ed oltre , la residenza privata del signor Mario
Furgiuele.
Si tratta di una costruzione ottocen- tesca di
linee semplici ed architettonicamene funzionali, anch’essa con
giardino ricco di palme altissime e svettanti, con Cappella
gentilizia, intitolata a S. Alfonso de’ Liguori e aperta al
culto. Oggi di proprietà della famiglia Alfano, il palazzo,
sottoposto a restauri quasi perfettamente fedeli all’impianto
originario, è diventato Hotel Mediterraneo, mèta obbligata di
molti turisti italiani e stranieri, luogo di manifestazioni
mondane e culturali, specie nel periodo estivo.
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PALAZZO DEI BARONI D’EPIRO
DUSMET

Meglio noto come case De Dominicis (perché furono
acquisite da questa famiglia non amanteana, forse agli inizi del
‘900), sembra che originariamente (sia detto solo in via
ipotetica), considerate nel loro insieme costituissero il
cosiddetto Palazzo vescovile, di cui parlano antichi cronisti.
I D’Epiro Dusmet alla fine del ‘700, si estinsero
nella famiglia Arlìa che abitarono questa dimora fino a quando
probabilmente la vendettero ai De Dominicis della vicina
Cleto.
Bisogna dire inoltre che questo nucleo di case o
palazzo, sorgeva accanto all’antica Chiesa di S.Maria Pinta e
Campana, poi smantellata e soppressa nel 1793.
Attualmente l’intero corpo del palazzo è stato parcellizzato
in varie proprietà e restaurato.
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PALAZZO CAVALLO-MARCELLO
(Hotel Riviera)
Di età tardo ‘800 e di linee architettonicamente
abbastanza modeste, il palazzo è rimasto tale e quale fino ai
nostri tempi. Un ricco e vasto giardino mediterraneo, anche
se in assoluto degrado ed abbandono da tempo immemorabile, fino
a tutti gli anni cinquanta vi faceva da corona. Da lì a qualche
anno, il proprietario marchese don Ninno, in pieno boom
economico, eresse su questo spazio un edificio da adibire ad
albergo, austero e di stile semplice e lineare ma utile, nelle
sincere intenzioni del signor marchese, alla nascente politica
turistica amanteana. L’albergo denominato Hotel Riviera,
visse purtroppo pochi anni, forse qualche decennio.
Nonostante fosse nato con molte allettanti aspettative, l’hotel
chiuse l’attività perchè sicuramente gli mancò una illuminata
politica di sviluppo. Attualmente ospita importanti alcuni
uffici e il comando dei vigili urbani.
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PALAZZO MUNNO
Agli inizi del secolo scorso, almeno fino a tutto
il ventennio del ‘900, esisteva proprio sulla centralissima via
Vittorio Emanuele III°, un albergo di proprietà del signor
Salvatore Munno, composto di alcune camere con balconi sul corso
principale del paese. Il portone d’entrata era nel vicoletto
(Vico I°, n.civico 1). Dismesso negli anni ’30, fu adibito
ad abitazione del signor Munno e a disposizione della sua
numerosa figliolanza.
Oggi il palazzo, che conserva ancora le
caratteristiche del tempo che fu, è di proprietà di alcuni eredi
Munno.
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PALAZZO CAVALLO -
MARCELLO
(Piazza Commercio)
Edificio strutturalmente di buona fattura, forse
di epoca risorgimentale, presenta una facciata con balconi e
lesene, finestre e nicchie ai lati, riecheggiante uno stile
vagamente cinquecentesco. Un enorme portone al centro immette in
un androne con scala non coperta. Fino al 1945-46 aveva
marciapiedi rialzati con gradini che, in seguito ad alcuni
interventi, furono eliminati e creati magazzini commerciali. Di
proprietà del marchese don Stano Cavallo-Marcello che lo aveva
ereditato dagli avi, il palazzo, dopo la sua morte avvenuta alla
fine degli anni ’30, fu la dimora solitaria della vedova, la
marchesa donn’Amalia Zicarelli, la quale si riservò i piani alti
mentre i restanti preferì darli in fitto compresi i magazzini.
Ubicato su Piazza Commercio, il palazzo, dopo la
morte della marchesa era finito nell’asse ecclesiastico
dell’Archidiocesi di Cosenza e poi messo all’incanto da quella
Curia negli anni ’80. Di recente è stato completamente
restaurato, anche se all’interno non proprio in maniera conforme
all’originale, dal nuovo proprietario.
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PALAZZO FURGIUELE (Piazza
Commercio)
Antica casa della famiglia Furgiuele di epoca
primo 800. Sembra che dopo il 1860 la famiglia, nel tentativo
forse di disfarsene pensò, in un primo momento di darla in
fitto come si evince da un inserto pubblicitario apparso su di
un noto giornale cosentino (“Il Bruzio” – 1864). E’
probabile che ciò accadde qualche tempo dopo, ma l’acquisto da
parte di un privato che vi doveva far sorgere una attività
commerciale non ebbe il successo sperato ed il cespite ritornò
ai vecchi proprietari che lo trasferirono ad un notabile della
emergente borghesia amanteana (anni trenta o quaranta). Lo
stabile, oggi di proprietà degli eredi Morelli, fu totalmente
ristrutturato negli anni sessanta, purtroppo con soluzioni
piuttosto maldestre.
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PALAZZO AMATO
Originariamente si presentava come un enorme
falansterio, data la sua gran mole, da coprire un intero
isolato.
Circondato da quattro assi viarie (via
Margherita-via Orti-via Mazzini-via Elisabetta Noto) costituiva
un complesso notevole per i tempi in cui sorse (forse in epoca
di restaurazione borbonica). Il palazzo apparteneva alla
famiglia Amato e fino agli inizi degli anni ’20, proprietario ne
era il barone don Astolfo d’Amato. L’edificio si sviluppa su
quattro piani compreso quello terreno e molti erano gli
appartamenti, con numerose stanze. Al suo interno c’erano
orti, giardini e cortili di cui ancora oggi, se ne scorgono le
tracce. Il portone d’ingresso, situato sulla centralissima via
Margherita, era sormontato da un gigantesco stemma nobiliare
della famiglia. Ai lati del portone centrale una serie di
magazzini commerciali. Il barone don Astolfo, pare per
gravissimi debiti di gioco, in un primo momento lo offrì in
blocco al migliore offerente. In seguito non avendo cavato
nulla da tali offerte pensò, questa volta, di parcellizzare la
proprietà che, in un decennio, dette i frutti sperati.
All’acquisto concorsero oltre ad amanteani di recente fortuna
anche forestieri, addirittura della città di Messina come gli
industriali Sottilaro che, nei magazzini di via Margherita,
istallarono una privativa di granaglie.
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PALAZZO DELLE CLARISSE
Costruito nel
1620, è stato per due secoli il Convento delle Clarisse del
comprensorio di Amantea.
Il Convento fu acquistato nel 1812 dal Marchese De Luca di
Lizzano che lo trasformò in palazzo nobiliare.
Dopo il magnifico restauro del 1988, a cura dell'attuale
proprietario Prof. Fausto Perri,
il palazzo ospita ora un hotel ed un ristorante di qualità.
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