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Il
bacino
naturale di Amantea
rappresenta
un'area a forte
vocazione
turistica e
vi si trovano, oltre che la città tirrenica, i Comuni
di Fiumefreddo Bruzio, Longobardi, Belmonte Calabro, Lago, S.Pietro
in Amantea, Aiello Calabro, Cleto con la frazione di Savuto. Si
situa in quella stretta fascia insediativa tra mare e monti posta
all'estremo limite della catena costiera tirrenica.
E' questa una zona dai forti contrasti di paesaggio,
tutta animata da dorsali e valloni incisi da ripide e brevi fiumare,
con le pendici dei versanti collinari che si presentano ora
ammantati dal verde cupo della fitta macchia mediterranea, ora aride
e nude; con i colori vivi e luminosi delle giovani rocce modellate
dagli agenti atmosferici e con quelli ormai opachi e spenti di
quelle ferite dal tempo; con la luce abbacinante delle grigie sabbie
marine e del pietrame del greto delle fiumare e l'oscurità degli
orridi silenziosi.
E in ogni luogo, il respiro e la visione del mare che
diventa luogo d'incanto e d'abbandono alla scogliera emersa di
Coreca con le belle rocce di serpentine verdi solcate da bianchi e
rosei filamenti. E poi i paesi, distesi sul dorso di alte barriere
rocciose o adagiati sull'aspro pendio collinare, come lunghi festoni
di pietra, con i centri antichi rinserrati nelle storiche cinte
murarie, che la sapienza costruttiva popolare edificò su siti
difensivi, conferendo ad ogni elemento dell'architettura una
caratteristica e uno stile.
Gli ordini religiosi predilessero queste contrade sin
dall'alto medioevo e, insieme a parole di carità ed amore, portarono
capolavori d'arte e d'architettura che, sfidando il tempo e le
calamità naturali, sono giunti a noi miracolosamente integri.
Le dimore dei centri antichi che somigliano a tanti
libri di pietra vennero edificate nel tempo da abili maestranze con
precise norme compositive e funzionali che hanno dato anima e
sorriso al paesaggio urbano.
Il fiume della storia ha sedimentato su questo
territorio un imponente patrimonio di architettura fortificata
inserito in un sistema difensivo coerente ed integrato.
Ben diciotto torri di difesa costiera e case a torre
si ergono vigili e severe nello stretto corridoio litoraneo in
posizione dominante sul mare. Furono edificate tra medioevo ed età
moderna per la custodia questo tratto di litorale tirrenico e la sua
protezione dai nemici del Regno e dai pirati musulmani in età
Angioina; dai corsari barbareschi e dai Turchi in epoca aragonese e
vicereale, allorché l'espansione dell’impero ottomano e la guerra da
corsa condotta dagli agili navigli provenienti dalle coste
dell'Africa settentrionale costituivano una terribile minaccia per
la popolazione Calabrese.
Il sistema difensivo costiero é integrato da cinque
trionfali castelli di originale impianto costruttivo che, feudatari,
Università, governi centrali edificarono per ragioni strategiche,
riadattandoli nel corso del tempo, in relazione al mutare delle
tecniche e degli strumenti di guerra. Completano il quadro della organizzazione difensiva
del territorio masserie fortificate, edifici religiosi protetti da
sistemi difensivi, tratti integri di cinte murarie bastionate,
dimore private tutelate da ingegnosi elementi protettivi. Videro la luce, sotto la cura di mani esperte e
smaniose, portali litici finemente scolpiti con ondeggianti
cordonature; ombrosi portici sorretti da agili pilastri; facciate
con raccolte specchiature ed occhieggianti, traforati, rosoni;
interni ricchi di intensa atmosfera spirituale, eleganti altari
marmorei in verdi marmi calabresi dai delicati intarsi; lumeggianti
tele di artisti di scuola fiamminga, toscana, romana, napoletana;
crocifissi lignei di raggelante te umanità, paliotti e cornici
lignee dal ricco e mosso intaglio;una nobile e vibrante statuaria
con alcuni esempi insigni; smaglianti ceramiche dense di significati
simbolici nell'intricato rincorrersi delle trame dei colori; solenni
monumenti funerari decorati, audaci pulpiti lignei pensili sulle cui
figure in bassorilievo è racchiusa l'ideologia di un epoca e tanti
altri arredi sacri su cui si è riversata la passione per la forma di
un popolo geniale.
Sabbie marine, pianure alluvionali, pendici e dorsi
collinari, greti di fiumare, rocce di diversa origine geologica,
formano l'ambiente fisico su cui prospera una fitta e meravigliosa
vegetazione costiera costituita dagli alberi e dagli arbusti della
macchia mediterranea.
L'esposizione, la diversa
altitudine, l'insediarsi su differenti substrati fanno si che un
manto sempreverde ricopra tutto l'anno ogni angolo del territorio
conferendogli un aspetto di eterna giovinezza. Lentisco e
corbezzolo, olivastro e carrubo, erica ed euforbia, mirto e cisti,
lecci e roverelle come antiche
creature del mito
assiepate in luoghi
d'incanto conoscono i passi degli
dei scomparsi, vedono ancora il
corteo di Dioniso e le Ninfe alle
fonti.
II paesaggio agrario è molto
variegato con le campagne popolate
da
una fitta maglia di abitazioni rurali
di diversa dimensione e tipologia
poste sulla terra lavorativa.
A queste dimore rurali si connettono
altri edifici per l'esercizio
delle attività agricole e la lavorazione
e trasformazione dei prodotti dei
campi e numerosi nuclei di lavoro
artigianale siti nei piccoli aggregati
rurali dove si espletano attività
complementari a quelle agricole
quali la lavorazione di prodotti fabbrili
per la preparazione di utensili e attrezzi, l'intreccio di fibre
vegetali
con la materia prima tratta dall'habitat
per ricavarne contenitori, l'intaglio ligneo per approntare
strumenti di lavoro e oggetti
d'uso quotidiano.
Si tratta di uno sterminato
patrimonio
di cultura materiale, di norme compositive e funzionali, di
tecniche di lavoro, di usi alimentari
che per lunghi secoli, riversandosi
da una generazione all'altra, ha garantito
l'identità di un popolo tenace
e avvezzo alla fatica.
Avvicinarsi a questo mondo, al suo paesaggio agrario, utilizzare itinerari
per edifici rurali rappresentativi
dei diversi tipi di conduzione,
visitare luoghi e macchine di lavoro
ormai in disuso, documentarsi
sulla cultura alimentare del mondo
contadino e sulle pratiche millenarie
di trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli è compiere
un viaggio suggestivo per
mondi inesplorati dove pulsa con
battiti eterni il cuore sempre giovane di una terra
antica. |