Cari amici.

dopo molti anni dedicati alla messa in rete di questo sito, alla fondazione dell'Associazione e al suo sviluppo, credo che sia giunto il momento di stendere un primo bilancio.

Alla mia età, ho quasi sessantasette anni, ancora resto un "povero idealista", un difetto che mi porto indietro da sempre e che, nonostante le amarezze e le delusioni, non riesco a perdere!

In questi tempi (in cui l'inerzia e l'ignavia sono considerate doti, essendo di moda l'egoismo, il tira a campare, l'ipocrisia e l'egoismo) l'essere idealisti è un difetto che emargina, che  rende diversi (e, in alcuni casi "pericolosi")...

Ai pochi che donano (il proprio tempo libero, la propria attività, il loro denaro) si oppongono i tanti avari che soltanto chiedono e mai si accontentano di quanto ricevono, il più delle volte immeritatamente.

Così la critica sterile prevale sull'operosa propositività, essendo la maggioranza propensa a vestire i panni dello spettatore piuttosto che indossare quelli del  protagonista, inteso come persona che propone e lotta per realizzare le cose in cui crede.

Per formazione familiare, culturale e politica, per filosofia di vita (spesso pagata con dure rinunce), comunque, ascolto e registro, ma non mi sento né ferito né vinto, all'interno di una inviolabile corazza di fede.

Non mi sento né ferito né vinto, ma certamente deluso per non riuscire ad incidere più di tanto, avendo ottenuto piccoli risultati a fronte di un grande impegno...

E allora?

Lasciare?

Omologarmi agli altri?

Far si che prevalga il desiderio di dire anch'io "Chi se ne frega!" e dedicare le mie energie e le mie capacità ai miei cari e a me stesso?

No. Non posso farlo.

Non lo farò mai, per non tradire quanti in me hanno creduto e credono, quelli che mi scrivono e mi telefonano da ogni parte del globo, quanti non si manifestano, ma che sono attaccati a questo mezzo di comunicazione che li riporta indietro nel tempo e nello spazio alla loro Amantea, a quell'Amantea che vive integra e bella solo nei loro ideali, mentre in realtà è deturpata dall'inquinamento, dalla maleducazione, dalla mancanza di senso civico, dall'abusivismo edilizio, dalla caoticità e dall'indisciplina del traffico, dal rumore, dalle spazzature depositate ogni dove.

Non posso farlo e non lo farò mai per rispetto ai miei compagni di viaggio che, pur con limitato impegno, ma con lealtà hanno partecipato alla costituzione e alla crescita dell'Associazione degli Amanteani nel mondo.

L'equilibrio del Presidente Antonio Aloe, la collaborazione di Vittorio Aloe nell'amministrazione, il supporto morale di Antonio Furgiuele (Cz), i consigli di  Vincenzo Bello(Roma) e di Carmelo Furgiuele(U.S.A.), l'infaticabile opera di Vincenzo Montalto (Canada) in occasione della celebrazione delle "giornate", gli interventi "last minute" di Vincenzo Porio (Cosenza) sono ormai delle certezze, mentre alcuni giovani (rispetto a me e ai fondatori) si apprestano a dare  linfa e vitalità ai nostri progetti condivisi.

Pino Cavallo, Giuseppe Carino, Maria Carmela Licastro, Piero Maione, Antonio Pulice, Francesca Sicoli, Marco Vetere (citazione in ordine alfabetico)  hanno manifestato la disponibilità a collaborare e, se lo faranno, hanno tutte le carte in regola per avviare il ricambio generazionale che ritengo indispensabile per dare slancio ed incisività all'Associazione che nel 2008 dovrebbe, finalmente, avere una sede (ancorchè provvisoria) nella quale riunirsi pere discutere, progettare, lavorare  insieme.

Il mio augurio è che nel 2008 si possa concludere il  ciclo che mi ha visto impegnato in prima persona e che altri possano continuare quello che ho iniziato: ad essi affiderò quella che considero l'ultima creatura della mia esistenza, quella più amata, garantendo il mio impegno e  la mia disponibilità totale.

All'amarezza iniziale, subentra la dolcezza della speranza e la fiducia che, ancora, qualcosa si possa fare per arrestare il declino della nostra collettività, con la coscienza che abbiamo il dovere di fare quello che è necessario fare, con pazienza e tolleranza, con spirito di sacrificio ed umiltà... e anche perdonando, con postumo spirito Natalizio e anticipato spirito Pasquale, coloro che sono in malafede,  quelli che per abitudine remano contro o  che sono acrimoniosi o astiosi perché raffrontano  la propria pochezza  con le capacità degli altri,  gli "arrivati" (o che si presumono tali) che frenano ogni innovazione e ogni crescita, gli apatici e coloro che si fingono ignavi.

Parafrasando, indegnamente, le parole di nostro Signore: "Padre perdona loro, perché""  non sanno quello che fanno", mi permetto di aggiungere " e anche di quello che non fanno" , mi scuso dello sfogo e non tornerò mai più a lamentarmi: il mio tempo sta per scadere, che almeno mi sopravvivano le idee...

E il bilancio che mi ero proposto di stendere all'inizio?

Che lo facciano gli altri: sarà certamente più obiettivo.

Un virtuale abbraccio da

Pino Del Pizzo

1 gennaio 2008