










|
|
|
|
|
|
|
|
|
In questi anni abbiamo
ricevuto centinaia di lettere ed e-mail. Purtroppo, a causa di un
improvviso guasto al computer, che ne ha compromesso la memoria,
molte missive sono andate irrimediabilmente perdute, così come gli
indirizzi di posta elettronica. Ce ne scusiamo con gli autori che
non vedranno pubblicata la loro corrispondenza. Comunque scriveteci
ancora, scriveteci sempre contribuendo ad arricchire il
"vostro sito". |
Lettera ai visitatori

|
|
|
Per facilitare la ricerca, cliccare sul cognome del mittente
|
|
|
1
dalla
redazione
Cari
Amanteani nel mondo,
Nel
nostro piccolo, superando le mille difficoltà che quotidianamente
siamo costretti ad affrontare, abbiamo riunito le vostre voci alle
nostre, per dar corpo a ricordi ed immagini, a colori, suoni e
speranze, affinché ciascuno, ovunque esso sia, ritrovi un angolo
della propria infanzia, della propria giovinezza, della propria
vita.
I
consigli, i suggerimenti e le critiche costruttive, le
gratificazioni ed i consensi, sono stati il nostro viatico in questi
primi mesi di attività.
La
vostra invisibile presenza, attraverso il supporto elettronico si è
materializza e ci ha accompagnato nel cammino che abbiamo intrapreso
in pochi, ma che si è arricchito –passo dopo passo- di nuovi
compagni di viaggio.
Ed
altri ne aspettiamo. per far si che il sito cresca e diventi un
punto di riferimento, un “parco delle rimembranze” virtuale che
ognuno possa visitare, in cui ciascuno possa riconoscersi e
tramandare quel senso di appartenenza che fa dei singoli individui
una collettività.
Una
collettività che non deve perdere i suoi valori, le sue tradizioni,
i suoi costumi, la sua storia, ma cercare in essi abbrivio e forza,
nel lungo cammino dei secoli.
Pino Del Pizzo
|
|
 |
|
88
ROCCO
NEVE AL TELEFONO DA TAMPA (FLORIDA- USA) in occasione della
terza giornata degli Amanteani nel mondo 3 agosto 2007
Un saluto a tutti voi da Rocco Neve
della Calavecchia, che vi parla dalla Florida, negli U.S.A.
Ringrazio gli organizzatori di questa festa per avermi dato la
possibilità di parlarvi questa sera, ma li ringrazio soprattutto per
ricordare noi emigranti, le nostre sofferenze e le nostre nostalgie.
Ricordarci è molto importante, soprattutto per i giovani che mi
ascoltano, che altrimenti non possono capire quanto è bello vivere
nel paese che si ama, senza essere obbligati a lasciarlo.
Per me è come se fosse ieri: mi rivedo ragazzino a correre e giocare
per questi vicoli con i miei compagni. Ricordo le piccole cose che
riempivano la mia vita di bambino, come quando ogni tanto misuravo
la grandezza del mio piede con una delle pietre della salita del
Monumento, per vedere quanto crescevo, quanto diventavo grande.
E un giorno sono diventato grande all'improvviso... Per aiutare la
famiglia sono dovuto partire per il Venezuela e quando sono tornato
quella pietra non c'era più, come tante altre cose e come tante
persone care al mio ricordo.
Spero che nessuno di voi giovani debba provare le stesse sofferenze
e lo stesso dolore che abbiamo provato noi e che sappiano mantenere
l'onestà e l'orgoglio della nostra terra anche nei momenti di
difficoltà, quando sembra che non ci sia più speranza.
Perchè anche nei momenti più tristi Dio ci aiuta. E io stasera Lo
ringrazio per avere avuto la fortuna di parlarvi.
Arrivederci a presto e buon divertimento.
Rocco Neve
|
|
 |
89 dagli U.S.A
Carissimo Pino:
Spero che stai bene e ti mantieni
forte. Ho appena vista la nuova data di giorno 3 agosto per "Gli
Amanteani nel Mondo", invece del 6 Agosto.
Sfortunatamente per me, il 3
agosto saro' su un aereo di ritorno da una conferenza
"business" in Harrisburg, Pennsylvania. Arrivero' a casa a tarda
sera e troppo
tardi per partecipare. Nemmeno
il cellulare funzionera' sull'aereo. Il 6 agosto sarebbe stato
perfetto per me ma non giorno 3. Mi dispiace.
Ti chiedo un grandissimo favore.
Anche se le mie foto non saranno usate durante la celebrazione,
dai il mio messaggio a tutti i paesani che mi dispiace di non
poter partecipare. Pero', tutti devono sapere che non dimentico
mai i miei cari parenti, amici e paesani ed il bel tempo
passato con loro nell' aria pura e profumata che respirai ad
Amantea da giovane.
" Mariillu vi tene a tutti
dintr'u coru e dintr'u cerbiillu ppe' sempri" "Love to all from
Cranston, Rhode Island, USA"
Per te carissimo Pino un abbraccio
e grazie per quello che stai facendo per tutti noi lontani. Sei
sempre un "MASTRO". Grazie ancora.
|
|
|
90 dagli U.S.A
Carissimo Professore Pino,
Le scrivo dal Connecticut,
USA, per dirle che ho letto la sua posta del nostro bel
paese Amantea, dove sono rimasto assai sorpreso del
progresso che si è sviluppato con la gioventù.
Mi voglio congratulare con i
compaesani del progresso che hanno saputo fare.
Io mi chiedo se fanno ancora
quelle gagliardie che faciumu quannu c'eru iu. Mi ricurdu
sempri a marina da taverna culli bagnanti, ca iu e Francu i
Rita Piccicacca purtavumu alla petra i l'isca e lu cinema
all 'apertu di Mariu Siculo sutt'i mura e chillu di Bruni
alli Capuccini.
Ma lassamu stari chissi cosi,
parramu di cosi nostri: iu cridu ca vua m'avissivu di
canusciri sulu du nume ca vi fazzu, pecchi amu jiucatu
sempri a duva a cugina Maria Siciliano vicinu i palazzini a
via Dogana, c'ere puru Elvira tua sorella.
Ti fazzu sapiri ca forsi n'atrannu
doppu tantu tiempu mi fazzu na caminata, cussi putimu
parrari a vuci e mantioto.
Avissi u piaciri di stari a
parrari per uri interi, ma unne possibile, percio` se è
possibile di mannarmi nu pocu di fotografii di Corica e
d'u castiellu ti ringraziu anticipatu.
Se non avete idea ancora chi
sono, mi presento, sono il solito Franco Buffone il
figlio di Antonio i Cannia.
|
|
|
|
2
Gentile redazione, vi invio in
allegato - a nome di mio suocero Mario Holzer, nato
abbastanza casualmente ad Amantea il 30.8.1920, da famiglia
Austro-Ungarica, un disegno che fece nel 1930 e alcuni suoi
ricordi dell'epoca.
Le invio io perché lui non
utilizza internet e spero che possiate pubblicarle nel vs.
sito.
C’era una volta ad Amantea
di Mario Holzer
Questa
veduta di Amantea, disegnata a matita e poi – molti anni dopo –
ingrandita e ripassata con inchiostro di China, risale al giugno del
1930. Che sia opera di un bambino qual ero è certificato da quel
sole messo tra mare e cielo sulla linea dell’orizzonte, là dove non
può né sorgere né tramontare per chi stia in Amantea.
Il punto di vista del paesaggio è il
casino di San Procopio, abbandonato ed in rovina l’ultima volta che
l’ho visto. C’era ancora, però, carico di frutti, ma tutti guasti,
un albero di ciliege rimaste, per via di una indigestione memorabile
di mia sorella, nei ricordi famigliari; dei quali sono l’ultimo
tedoforo.
In primo piano, nel disegno, c’è una
staccionata. Sulla sinistra, sovrastava un pergolato di uva fragola,
dal sapore fra il gradevole e lo sgradevole, e sulla destra vi si
avvinghiava una vite che produceva acini di un’uva colorata, di
grandezza enorme: quasi come una prugna. Era detta (mi scuso per
l’imprecisione – dato che non conosco il dialetto) “minne ‘i vacca”.
Per la sua rarità, era riservata a mio zio Pasquale, che la
sbucciava con un affilato coltellino, divertito più che compiaciuto.
Il disegno, essendo datato giugno
1930, non ha alcun pregio, ma ha qualche valore documentario; perché
mostra Amantea qual era, vista da quel punto.
Oggi, nella piana, c’è tutta una città
ordinata e moderna, ma allora, nel 1930, altro non si vedeva che
un’edicola religiosa e tre case. Verso il mare, quella della
stazioncina ferroviaria e, verso di noi, due notevoli edifici | |