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Aberto |
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Rina Aloe |
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Rocco Bonavita |
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Ada Cameriere |
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Rocco Capanna |
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Rosario Furgiuele |
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Nuccio Guido |
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Ugo Pagliaro |
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Orfeo Reda |
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Bruno Schettini |
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Michele Sconza Testa |
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Elpidio Tecchia |
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Salvatore Tonnara |
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Nando Turrà |
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![]() Nome: ABERTO (Alberto Sabatino) Mostre e partecipazioni: Amantea, Pizzo, Altomonte, Ferrara, New York, Catanzaro, Cosenza, S.Costantino Calabro, Rende, Tarquinia, Vittoria, Fuscaldo, Verona, Praia a Mare, Santhià, Avellino, S.Maria La Bruna, Marano Principato, Trivero, Vibo Valentia, Brindisi, San Vincenzo La Costa. Hanno scritto dell'artista: Enzo Fabiani, Ilario Principe, Salvatore Sciandra, Vincenzo Segreti, Vincenzo Napolillo, Franco Volpe, Eugenio Bruni.
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Sinceramente non pensavo che si potesse guardare un quadro di profilo, così come aveva fatto un grande fotografo che, incaricato di prendere un'immagine inconsueta del Duomo di Orvieto, invece di schiacciare sulla pellicola d'argento la facciata, le si era messo di profilo ed aveva fatto risaltare nella sua istantanea tutta la folla delle sculture, dei cornicioni, delle gronde che da quel gran paramento murario pareva volersi scagliare contro il cielo azzurro della rupe etrusca. Anche nelle opere di Alberto Sabatino l'operazione è in parte possibile: l'artista infatti non dà solo pennellate di colore, o meglio spatolate perché è con la spatola che la sua arte si esprime, ma atteggia fiocchi di colore in tre dimensioni almeno - la quarta sarebbe una dimensione che lui solo conosce e che noi possiamo solo intuire - quasi volesse modellare il colore per adagiano in una forma scultorea capace di essere vista, appunto, anche di profilo. I grumi si dispongono con una naturale eleganza a rappresentare figure, simboli, paesaggi solo in parte familiari perché a guardarli bene si può leggere, proprio sponstandosi dall'asse consueto della visione perpendicolare, una loro filigrana che è l'esatta, micrometrica direi, percezione fatta di generosità e di slanci con cui l'artista sa guardare alle cose che lo circondano e alle figure del suo sogno personale capaci di essere trasferite sulla tela con colori che sono brandelli vivi di esistenza. Questo essere brandello, lacerto di un'esistenza non alla deriva ma ben radicata nella visione di un mondo popolato di forme tendenzialmente amiche, accomuna le tre principali cifre espressive della sua arte, e cioè i paesaggi, gli uccelli e, da ultimo, le originali combinazioni di galli e galline nelle quali creste e bargigli rosso fuoco emergono prepotentemente da un arruffio di penne bianche e di canestri bruni, metafora neanche poi tanto nascosta di una diffusa condizione esistenziale difficile da decifrare coi parametri analitici consueti, E mentre nei paesaggi gli stimoli cromatici inseguono con dolcezza e con la profonda ingenuità di chi veramente sente da artista, non soltanto la sua opera quanto anche la propria vita, le forme consacrate dall'uso visivo e quindi le case delicatamente colorate di Amantea o le superfici sapientemente tessute dei cieli e dei mari di Calabria -, e negli uccelli la perentorietà dei colori viene stimolata da una efficacissima e netta delineazione delle forme e dei dettagli compositivi a riecheggiare quel gusto dell'incisione su acciaio così ben esemplato dalla cultura ottocentesca di stampo anglosassone, nelle galline, chiamiamole così per comodità, la restituzione a tutto tondo di una sensazione prima che di una immagine ci avverte di una personalità artistica che non mancherà di produrre, se convenientemente stimolata, altrettanti piacevoli sorprese nell'immediato futuro, tutte recuperate da una originale radice esistenziale. Perché se Aberto, il suo nome d'arte, è la corruzione dialettale del nome di battesimo, evidentemente può essere inteso anche come apertura verso forme di integrazione e di generosa solidarietà che l'arte è in grado di assicurare. Per questo non mettiamo sotto vetro i suoi quadri, ma lasciamoli respirare: e noi con loro Prof. Ilario Principe Dipartimento delle Arti - Università della Calabria |
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Aberto usa toni di chiarisca e in essi notiamo che egli vuole entrare in questo affascinante mondo della pittura in punta di piede, senza rumore né clamori, ma nello stesso tempo usa tratti decisi, netti, privi di ripensamenti propri di chi presenta una personalità ferma e convinta, Salvatore Sciandra
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Alberto Sabatino è un artista, a cui la pittura, colorata di tratti, palpiti, di linguaggio suadente e delicato, scorre fluida nelle vene. Sulle tele egli riserva - a spatola - l'intensità di visioni e sentimenti che sottolineano, con i segni distintivi del chiarisca e le profonde osservazioni della natura, specialmente della fauna e della diàfana figura, la ricchezza d'un mondo interiore, che risveglia memorie sopite, scorci, luoghi e squarci incantevoli, profumi dimenticati, un registro emozionato e denso di incontri genuini e dl felice prospettive pittoriche». Vincenzo Napolillo |
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Pittore di evidente impronta chiarista Aberto predilige cromatismi tenui nei quali si esprime una sorta di mediterranea "solarità", in gran parte giocata sui toni chiari e delicati dei "pastelli", e sia pure senza eccessivi ricorsi allo "sfumato solitamente connesso a simili scelte cromatiche: chè anzi i contorni sono piuttosto marcati, come dimostra anche il piglio deciso con cui viene impiegata la spatola. Franco Volpe |
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Il Nostro adopera l'essenzialità del disegno, la sua tavolozza nitida e delicata al fine di creare la rappresentazione con immediatezza e vivezza espressiva. In tal modo, egli perviene ad una visione fantastica e soggettiva della realtà, svincolata da modelli accademici e schemi convenzionali Ne discende un profondo e rassicurante messaggio, che, all'insegna dell'ottimismo sulle sorti dell'umanità, apre i cuori alla speranza e alla riscoperta dei valori più autentici della vita, Vincenzo Segreti
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| Rina Aloe | |||||
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Nata ad Amantea |
Pittrice e poetessa “L’incontro con luoghi e culture diverse hanno suscitato in lei emozioni e pensieri che esprime in pittura e poesia. L’essenzialità della linea e la molteplicità dei colori mediterranei coesistono nel suo sentire e nella voglia di comunicarli attraverso: il mare, dirimpettaio psicologico che asseconda il senso di libertà; i giardini, carichi di colori vivi che inneggiano alla vita e alla serenità; esplosioni astratte di tratti e colori, dove s’intrecciano impressioni e rielaborazioni, o la linea nuda che, attraverso una catarsi simbolica, approda ad un pensiero puro.” Il percorso espressivo iniziato nel ‘65 è vario: spazia dalla rappresentazione di stati d’animo, sentimenti, condizioni filosofiche, alla condizione femminile; la figura umana è costantemente presente; ricorre quella della donna in maniera allegorica, sempre più libera da riferimenti materici, si stempera in grafica essenziale e sfocia in un linguaggio ermetico accompagnato da versi, raggiungendo l’acme in “incomunicabilità” 78. Segue una breve crisi espressiva superata dalla pressione interiore e dall’amore per il colore che realizza stagioni di fiori alternate ad impegni più essenziali astratti. Segni astratti dove si racconta, dove è più difficile realizzarsi ed è più rigoroso esprimersi mantenendo fede ad una coerenza interiore; dove si è contemporaneamente attori e spettatori di questo cosmo interiore così nostro e di tutti, dove il segno ci libera dal pudore del nostro io più profondo e ci fa da specchio psicologico.
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Azzurro e solitudine onde buone confortano la spiaggia che piange - Ombre girano, si tendono le mani -scompaiono - danzano sotto il sole che nasce. Il silenzio protegge quest'infinito sabbia e solitudine, acqua e azzurro..... ......ombre nascono, danzano si abbriacciano, si tuffano nell'acqua - scompaiono non risorgono dall' azzurro ombre aspettano invano, sedute sotto il sole che nasce- ma è lontano- la spiaggia piange le onde l'accarezzano azzurro e solitudine
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L’essenza del vissuto, sedimentato dentro di noi, esplode con segni e colori che portati in superficie, perdono la connotazione di oggetti reali, per assumere il ruolo di “alfabeti” spirituali nel linguaggio della partecipazione emozionale-filosofica. Il cerchio, perfezione e totalità, simboleggia l’anima, l’Eterno, l’Universo, il Sacro. La circolarità è movimento, tutto ciò che va oltre il materico, il finito, lo statico, quindi rappresenta l’uomo, che simile a Dio, tende a superare i confini spazio-tempo nell’aspirazione all’Universale ed all’Eterno. Queste sfere accese dal colore guadagnano cieli gioiosi, fondendosi in incontri d’amore, ricchi di un universo interiore che il corpo nasconde. Rina Aloe |
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FONTI:
RECAPITO
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| Rocco Bonavita | |||||
![]() Nato ad Amantea Residente ad Amantea |
“La pittura di Rocco Bonavita ha gli occhi dell’eterno: è tutta poesia e non diventa mai cultura di pochi, di ceti sociali privilegiati, di intelletuali d’avanguardia. Essa, invece, tende l’orecchio ad echi, a voci intime ed intense di un territorio d’origine, beneficiando del meraviglioso scenario, di carne e di anima, che la natura ci offre, e, così, riconsacrando una trama intessuta da racconti visivi, impulsi d’amore, indovinate favole di superfici (dipinte) che vibrano insolite come se si allontanassero da un tessuto vivo di tempo reale e mirassero ad altro tempo – ragione di poesia – meno effimero e di ampio respiro, dove l’animo dell’uomo, lo spirito dell’artista, ansioso ed inquieto, tormentato ed insoddisfatto, in un’elegia del dolore e dell’amore si protende verso l’ideale indefinito. (....) Ogni opera, ogni sua tela, non è affatto stagione di pittura documentaria e sperimentale, bensì dichiarazione di una poetica, testamento di un pudore, intreccio del presente, misura del passato e varia dimensione della memoria, cosciente ed assente, nelle inviolate camere del palazzo dell’anima.” |
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PAGINA IN ALLESTIMENTO Siamo in attesa che l'artista ci fornisca ulteriori immagini e notizie per provvedere all'aggiornamento.
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| Mario Bruno | |||||
![]() Nato ad Amantea Residente ad Amantea FONTI. RECAPITI E-MAIL
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Mario Bruno, un pittore impressionista d'avanguardia. Da vari anni si è imposto all'attenzione del pubblico e dei critici, che hanno espresso lusinghieri giudizi sulle sue tele,presentate con successo in numerosi concorsi e rassegne. Come la maggior parte degli esponenti della scuola Amanteana, anche Bruno è un autodidatta, che ha affinato il suo talento naturale con l'assiduo studio della tecnica pittorica e dei capolavori dell'arte europea. Rifiutando ben presto l'imitazione arida e pedissequa della natura, un difetto che affligge molti paesaggisti locali, riducendoli a mediocri "cartonilisti", egli ha scoperto preziosi fonti d'ispirazione nella lezione degli impressionisti e dell'osservazione diretta della realtà sempre riproposta in forma originale. Attratto soprattutto dalle opere di Cezànne e di Monet, che avevano individuato nel colore l'elemento costruttivo della raffigurazione e rappresentato attraverso il cromatismo l' emozione individuale. Il nostro ha attivato alla poetica impressionista permeandola d' interessanti tematiche antropologiche e sociali. Pertanto, l'artista, che dipinge in prevalenza paesaggi ed aspetti del monto contadino e marinaro, pur utilizzando nella rappresentazione della realtà la luminosità coloristica, supera la concezione edonistica ed individualistica dei suoi modelli per proporre una problematica d'ambio respiro culturale e civile al passo con i tempi attuali. Gli oli del Bruno non si limitano affermare l'impressione dal "vero", ma parlano dei valori genuini ed insostituibili delle nostre tradizioni popolari. Vincenzo Segreti
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..."è un artista prepotentemente personale, nel suo modus creandus creandi si riscontra come ogni tela sia segnata da un' ispirazione unica, completa, non solo nell'aspetto tecnico e formale, ma anche umano e sentimentale. Le sue opere sfuggono alle simmetrie scolastiche, esse si rivelano ante accademiche, ma perfettamente incanalate nei canoni più basilari della prospettiva e della conoscenza delle tecniche pittoriche. La sua espressione pittorica, ricca di forme, di colore, compiuta nella tecnica, attinge al sentimento ed all'emozione, e con grande abilità tecnica, egli raffigura persone, paesaggi, situazioni, stati d'animo, punto di forza nello stile e di una produzione mai ripetitiva. Tutto questo diventa espressione di un sentimento profondo, le cui origini vanno ricercati in un grande movimento pittorico che coinvolse e rivoluzionò l'arte e la cultura Italiana, verso la fine dell'ottocento; del quale l'artista Mario Bruno né condivise e né apprezza lo stile. Tale movimento pittorico fu denominato "impressionismo"dove la natura è fonda diretta d'ispirazione continua. Le opere di Mario Bruno, lasciano trasparire queste tecniche, dunque nei suoi lavori troviamo quasi sempre un ulivo, alberi lungo i viottoli di campagna,. Egli nei suoi lavori ci offre una visione della natura, ora sottintesa, ora esaltata, sulla quale si riflette l'emozione dei luoghi in cui vive, in tutta la loro totalità e nella loro struttura con accenti commossi e impressionisticamente vibranti...(...) Salvatore Sciandra
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| Ada Cameriere | |||||
![]() Nata a Roccella Jonica Residente ad Amantea |
Note biografiche Ada Cameriere Grimaldi, reggina di nascita, amanteana d'adozione, si dedica da parecchi anni alla pittura con passione. Ha organizzato diverse mostre personali ed ha partecipato a numerose collettive ed estemporanee, riscuotendo vari riconoscimenti. Vive ed opera ad Amantea. |
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"...Ada Cameriere Grimaldi è donna sensibile, portata a commuoversi senza falsa reticenza davanti alla natura, al bello raccontabile e raffiguratile e, come donna, le sue mani ricamano sulla tela i sogni di una signora sempre adolescente nell'animo. Nascono così le vivide nature morte e i suoi fiori, anche essi pudichi e delicati. Sono spesso fiori di campo, quelli che la natura regala senza "pollice verde". Racconta i suoi scorci, le sue marine avendo sempre presente il mondo delle fiabe, quel mondo che ancora percorre tenendo per mano i suoi nipotini. E quanta maestria e delicatezza troviamo nelle sue opere grafiche! Lei era soprattutto un'abile disegnatrice e le sue chine, i suoi carboncini, le sue seppie, hanno sempre evidenziato la sua facilità nell'interpretazione del disegno: primo ed indispensabile dono per poter manifestare le doti artistiche di chi vuol far il pittore". Salvatore Sciandra |
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"...Ada Cameriere Grimaldi affronta, nelle sue opere, vari temi dell'arte figurativa: paesaggi, fiori, nature morte e marine. Nei suoi lavori prevalgono i colori caldi e mediterranei che condensano memorie, desideri ed aspettative che sono parte di noi. Tali colori diventano vibrazioni che cercano la superficie, segni emotivi che si snodano (con sensibilità d'artista) verso l'infinito ossia verso l'assoluto. Proprio da un equilibrato mix di motivi interiori (i sentimenti dell'artista) ed esteriori (l'osservazione della natura) nascono opere nitide ed interessanti che celebrano il paesaggio mediterraneo (calabrese ed amanteano in particolare) e sembrano quasi volerlo eternare. Chi contempla i suoi quadri riceve attimi di colorata serenità e di energia positiva, ottimistica". Francesco Politano |
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"L'artista possiede una vasta tastiera espressiva e padroneggia tecniche diverse con stile e buon gusto. Di anno in anno trova ulteriori conferme del suo talento: tecnica scaltrita ed estremamente affinata, il segno delicato e mai prevaricante, spazialità e senso prospettico, cromatismo giocato su una serie di accostamenti originali, suggestivi e di grande vivacità e freschezza. In una parola un'artista che riserva sempre nuove sorprese ai visitatori". Francesco Volpe
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"Il richiamo del mare come abbraccio che spegne le ansie; come grembo indistinto che scioglie i grumi del dolore; come infinito puro e silenzioso dove si disperde la polvere dei giorni. Contenitori come simbolo materno dove la frutta bambina sorride con i colori puri dell'infanzia e i fiori perdono i petali per non mostrare alla luce la loro bellezza. Ambiti di centri antichi misteriosi e fiabeschi dove è bello perdersi, come nei castelli fatati. Sogni colorati di bambini puri e luminosi, come le mattine chiare del nostro cielo mediterraneo. Colori che si stendono come un velo trapuntato di stelle sul verde manto della vegetazione. Anima, che con la pittura si riconcilia col mondo, e placa il dissidio tra vita e bellezza con la dolcezza della forma che accarezza i contorni delle cose". Enzo Fera
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| Rocco Capanna | |||||
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SERVIZIO IN ALLESTIMENTO Sono state richieste all'artista immagini e notizie
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| Rosario Furgiuele | |||||
![]() Nato ad Amantea Residente ad Amantea |
Rosario Furgiuele in questa sua ultima fatica è ossessionato dall'incognita che presenta il futuro per la sua gente. Il futuro di una popolazione in fuga che,a mano a mano che passa il tempo,sta perdendo sempre di più la sua identità è l'artista,radicato ai valori della vita e soprattutto a quelli della famiglia dei lavoratori della terra,lancia questo suo grido d'allarme. Il suo percorso artistico sembra avere gli stessi umori e le stesse lacerazioni di questo grande esodo che continua,in modo incessante,lasciando dietro di sé grandi vuoti e decadenze non solo nelle campagne,un tempo ubertose e popolatissime,ma soprattutto nei cuori di quei pochi superstiti che,pur soffocati dal dolore,intonano,a fior di labbra,antiche nenie alla speranza. E' questo il mito della terra,della terra genitrice di vita e d'amore. Oggi, l'artista, assiste con grande nostalgia,allo sfumare e al tramontare di un mondo in cui vi riconosce le sue radici e che lo spronano sempre più al canto della riconoscenza e dell'affetto,misto al sogno di un avvenire più ottimistico per la madre terra. E la rabbia che il pittore ha dentro per queste drammatiche immagini diventano pennellate luminose,quasi violente, dei rossi,dei gialli e delle terre d'ombra. Sono i colori del fuoco (o del sole) e della terra,elementi che,anche per il nostro,assieme all'acqua ed all'aria, rappresentano la materia primordiale. Le tele sono il racconto visivo,sgranato come un rosario,in cui il pittore amanteota rappresenta le preoccupazioni per un domani incerto e senza contorno. Le figure cogitabonde dei suoi personaggi senza volto raffigurano,infatti,l'oggi di quelle immagini di contadini che ieri, segnati dal sudore e delle preoccupazioni,affollavano un mondo ormai in via di estinzione... Salvatore Sciandra <<...Interprete romantico della realtà,Furgiuele traccia con vibranti accostamenti di colore il volto delle cose che restano nelle dimensioni di un verismo sobrio e toccante...>> M. Alemanno
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FONTI: www.rosariofurgiuele.it www.dimensionearte.it |
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Principali Mostre Personali
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| Nuccio Guido | |||||
![]() Nato ad Amantea Residente in Amantea
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Nuccio GUIDO fa il suo esordio nel mondo dell’arte
nel 1970. muovendo i primi passi all’ombra dei pittori Amanteani
che, in quel periodo, occupavano tutti gli spazi artistici: Mario
Aloe, Aldo Carotenuto, Francesco Furgiuele, Michele Sconzatesta e
Nando Turrà. Ed è proprio l'arte di quest'ultimo e la sua tecnica
che colpiscono l'animo e la fantasia del giovane pittore. Le sue
prime tele, infatti, sono pervarse dalla voglia di imitare il Turrà
scelto a suo modello e Maestro. La grande amicizia, nata in seguito
e l'irrefrenabile voglia di dipingere di Nuccio, spingono il più
maturo ed affermato Maestro a consigliarlo, viste le apprezzabili
qualità delle sue prime opere, ad una ricerca continua per acquisire
stile e cromatismi personali sganciati dai modelli che non gli
permettevano di evidenziarne le grandi potenzialità. Tali affettuosi
ed amorevoli consigli, colti e seguiti con grande intelligenza e
modestia, liberano la personalità del giovane artista tanto da
fargli acquisire in breve tempo, un inconfondibile stile ed un gran
salto di qualità. Salvatore Sciandra
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Personali,collettive,bibliografie,
titoli onorifici.
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FONTI: RECAPITO E-MAIL
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| Ugo Pagliaro | |||||
![]() Nato a Cosenza Residente ad Amantea |
Laureatosi in Architettura nel 1989 (all’Università di Reggio Calabria, con 110 e lode), nel 1991 apre uno studio ad Amantea e comincia a svolgere la sua ricerca sul concetto di spazio in architettura e pittura. La partecipazione a concorsi di architettura e pittura (tra cui la Biennale di Venezia del 1990) gli porta riconoscimenti e premi, tra i quali citiamo (limitatamente al solo settore artistico‑pittorico): Selezione al Concorso “Premio Arte 1992” da parte di Floriano Bodini, Renato Olivieri, Elena Pontiggia, Rinaldo Rotta e Roberto Sanesi; Primo premio al Concorso d’Arte “Europa unita ’93” di Sassari; Primo premio al Concorso d’Arte “Cosmè Turà” di Ferrara (1993).
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“Artisti come Pagliaro vivono l’immagine (in questo caso quella astratta‑geometrica) nella sua essenza. Infatti, il nostro rifiuta l’apparenza, crede nel rigore, opera in funzione della costruzione fine a se stessa. Rifiuta l’Utopia che potrebbe distrarre l’osservatore verso altri lidi, verso un altro messaggio che egli non ha voluto esprimere. Se Pagliaro ha un modello etico, questo viene dalla lezione di Gropius, dal Bauhaus, dove l’impossibile diviene possibile. Egli concilia, per esempio, armoniosamente, equilibri di forme geometriche che divengono cromaticamente dinamiche in un’apparente staticità.” Paolo Levi (“Il Colore ed il suo Spazio
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| Orfeo Reda | |||||
![]() Nato a Carolei (CS) Residente ad Amantea |
Pittore italiano nato nel 1932 a Carolei, piccolo paese della Calabria che si rispecchia con la valle del Busento; vive e lavora ad Amantea: cittadina solare di mare che s’affaccia sul Tirreno, l’antica superba città che si oppose energicamente ai francesi ed ai longobardi, fiorente sotto i Normanni e gli Svevi. Abita in via Margherita n° 21 – tel. 0982/41529.” A 14 anni vinse il 1° Premio alla fiera Campionaria di Cosenza con relativa borsa di studio, offerta dalla Camera di commercio. Conseguì la maturità presso I’Istituto d’Arte e il diploma di Disegno presso il Liceo Artistico Mattia Preti di Reggio Calabria, anno 1959, sotto la guida esperta dell’illustre Storico dell’Arte prof. Alfonso Francipane. Poi si dedicò all’insegnamento delle materie artistiche quali: disegno e storia dell’arte” presso le Scuole Medie Superiori, ed “educazione artistica” presso le Scuole Medie. Ha svolto e svolge la sua attività di pittore nel suo Studio di Amantea dove risiede tuttora .Una lunga serie di successi hanno costellato la sua vita, frutto dell’impegno di ricerca costante e di studio continuo. Durante un’intervista, a chiarimento del suo pensiero, ebbe a dire:“ L’arte, la pittura, costituiscono, per me, un mezzo per sensibilizzare il pubblico ai problemi sociali della Calabria, in particolare, oltre che di tutto il Mezzogiorno d’Italia,da sempre trascurato dalla classe politica, sia nelle condizioni di vita,sia sotto l’aspetto della cultura e della tradizione...” La lunga attività artistica di Reda è stata ampiamente analizzata da numerosi critici d’arte i cui scritti sono apparsi su quotidiani, pubblicazioni specializzate e in monografie antologiche dedicate alla sua attività. |
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M.M Saenz Urizar: ... La sua opera è tutto un messaggio sulla condizione umana nel suo contesto sociale, economico, politico. Gran parte della sua produzione poggia sulla figura umana della quale si serve per costruire e formulare la sua denuncia delle privazioni e delle sofferenze dell'uomo nella società attuale... con precisione nel disegno, con coloritura eccellente e armoniosa e con l'uso magistrale del chiaroscuro. Reda ci presenta l'angusta realtà dell'ambiente nel quale vivono queste sue creature...mutandosi in spettatore partecipe di questo enorme dramma. Riesce a farci pervenire il suo messaggio attraverso una pittura fresca e spontanea: gli oggetti, le situazioni e gli individui che ritrae, hanno tutti uno spiccato fondo poetico... Artista intelligente, colto soprattutto sensibile, elabora nelle sue opere, un tema nel quale sono inglobati in problemi e le ripercussioni il socio- culturali che questi provocano sulle vicende dell'Italia meridionale, dove l'artista svolge la sua attività ... La sua tavolozza è ricchissima di toni dolci ed armoniosi che danno vita ai suoi personaggi e alle nature morte con una straordinaria freschezza nel gioco delle masse e delle luci: l'uso del rosso e dell'azzurro, nelle loro diverse tonalità,, ed un buon impiego del chiaroscuro, danno alle sue opere un alito poetico e le convertono in dolci raffinate incarnazioni di un elevato idealo spirituale ed esistenziale. |
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Gennaro Marcianò:...”E’ pittore realista particolarmente impegnato nell’analisi critica della società contemporanea , di cui si sente partecipe, con opere che suscitano vive emozioni e particolare interesse. È a questa ricerca Reda si è dedicato con passione, con istintivo amore per le armonie cromatiche e con molta inventiva, intraprendendo un suo mondo di artista sensibile alle tormentate vicissitudini della vita, con particolare riguardo al secolare abbandono del profondo Sud. E d'altra parte l'artista trova anche le sue evasioni all'inquietudine dell'umanità , emarginata, con vedute calde, piene di riverberi e di falciate di luce, con impasto generoso; negli incontri con il mare e le antiche case di quella perla del Tirreno che e la sua Amantea”. L'intensa attività ha condotto il pittore Reda in giro per il mondo: Hong Kong, Montreal, Monaco di Baviera, Los Angeles, Tokyo, Stoccolma, Parigi, Seycelles, Palma di Maiorca, NewYork, Budapest, La Valletta è in moltissime città italiane e del mondo |
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Paolo
Zauli, rinomato critico
d’arte, scrisse: |
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L'ARTISTA E' CITATO IN MOLTE PUBBLICAZIONI FRA LE QUALI SEGNALIAMO |
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Enciclopedia mondiale degli artisti contemporanei.
Casa editrice: Seledizioni.-
Bologna 1984 |
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La mia pittura è la storia emblematica di personaggi
umili e dei paesaggi degradati del Meridione.
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Vetrine
degli artisti contemporanei
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| Bruno Schettini | |||||
![]() Nato a Vernio (FI) Morto ad Amantea |
Ha esposto nelle principali mostre italiane ed estere. Delle sue opere, molte delle quali fanno parte di collezioni pubbliche e private, si sono interessati numerosi critici e pubblicazioni del settore. “... è, e resta, un autentico paesaggista, perché è nel paesaggio, particolarmente quello Calabrese, che, esaltandolo in tutta la sua fascinosa bellezza, egli fa cantare ‑ come si suol dire ‑ il colore. La Calabria con le sue colline profumate di verde, con le sue campagne assolate, con le sue case sparse per la campagna, nella pittura di Bruno Schettini vive e si eterna. E di più ancora Amantea ( ... ), la quale, per pennellate larghe e distese sulla tela inondata di luce, diventa immagine chiara, luminosa e bella, risposta emozionale ad un’impressione visiva che il pittore riceve e vergine la trasmette alla tela.” |
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PAGINA IN ALLESTIMENTO Sono state richieste all'artista ulteriori immagini e notizie per provvedere all'aggiornamento. |
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| Michele Sconza Testa | |||||
![]() Nato a San Pietro in Amantea Residente ad Amantea |
Vive ed opera da anni ad Amantea dove ha insegnato educazione artistica nella scuola integrata “G. Pascoli”. Artista eclettico, ha scritto anche numerose liriche in vernacolo calabrese. Fa parte della “Accademia Internazionale del Lutèce” di Parigi e della statunitense “Columbian Academy” di Saint Louis. “La pittura di Michele Sconza Testa è spontanea, ricca di colori, inebriante per vitalità, senza avere linee che soffocano il soggetto: il tutto si armonizza nel colore che prende forma, infinito ritmo e cadenze di linee”
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| Elpidio Tecchia | |||||
![]() Nato a Santa Maria Capua Vetere Residente ad Amantea |
Maresciallo Maggiore dei Carabinieri in pensione e Cavaliere della Repubblica, dipinge per hobby e per la passione trasmessagli dal dna della sua famiglia nella quale si contano molti artisti restauratori e decoratori dai quali ha tratto i primi insegnamenti, affinati successivamente con la frequenza di una scuola di disegno. Nelle sue tele Elpidio racconta il nostro paesaggio, le nostre case ed i nostri vicoli con un tratto spontaneo e immediato, fatto di colori caldi e vellutati che rispecchiano fedelmente le tonalità ambientali messe in risalto da un paziente gioco di ombre. Il pittore, per sua scelta, raramente partecipa a mostre collettive, preferendo esporre le sue opere preferibilmente nel loro ambiente naturale: il centro storico di Amantea.
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PAGINA IN ALLESTIMENTO Sono state richieste all'artista ulteriori immagini e notizie per provvedere all'aggiornamento. |
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| Salvatore Tonnara | |||||
![]() Nato ad Amantea Residente ad Amantea |
Schivo e riservato, dopo aver esposto a Milano, Firenze, Cosenza ed in altre città, da quasi dieci anni ha scelto di non partecipare più a mostre, a collettive o a premi. Preferisce, al loro posto, donare la sua presenza quotidiana a Via Margherita che ravviva con i colori brillanti delle sue tele. Di lui scrive Francesco Politano: “Tonnara è un pittore sincero, colpito da un amore profondo per le cose semplici e spontanee della natura, che mostra nelle sue tele un universo di cose reali trasfigurate dalla sua fantasia, un universo sano, pulito, di fresca potenza emotiva, frutto vivo di una ispirazione genuina sgorgante dal cuore”.
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BIBLIOGRAFIA:
-Dizionario Enciclopedico Internazionale d'Arte contemporanea 2000/2001. Casa Editrice Alba (Ferrara) -La Calabria nell'arte, Ed. Orizzonti meridionali (Cosenza) -Avanguardie artistiche 2005 -Centro diffusione arte Ed. - Palermo |
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MOSTRE: -1990, Galleria Ars Italica, Milano. -1990, Circolo Ambrosiano "Meneghin e Cecca", Milano. -1991, Centro Culturale "A per A", Firenze. -1992, Salone conferenz UST CISL, Cosenza. -2004, Arte Fiera Padova -2004, Galleria Alba - Ferrara -2004, Galleria Marano - Cosenza -2005 Galleria Marano-Cosenza -2006 Centro arte moderna - Pisa |
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il sito del pittore http://digilander.libero.it/tonnarasalvatore per contattarlo |
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| Nando Turrà | |||||
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Sono state richieste ai familiari dell'artista immagini e notizie per provvedere all'aggiornamento.
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