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| pino | |||||
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Rina Aloe |
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Franco Bazzarelli |
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Elvy Del Pizzo |
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Antonio Furgiuele |
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Rocco Giardina |
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Giacomino Launi |
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Dalmazio Palumbo |
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Francesco Politano |
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Salvatore Ragaglia |
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Salvatore Sciandra
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Vita
nascono i fiori e diventano vecchi, e noi come loro. - si lotta per fermare il tempo che bisogna vivere tutto
anelli luminosi e bui formano collana nel cielo: sono migliaia, sono tanti! - bisogna consumarli tutti ma non gettarli
io non so quanti me ne rimangono - ne vedo tantissimi senza fine e sono felice! |
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Nata a
Amantea |
Dissolversi nella luce
Galleggiano pensieri sull’azzurro come foglie portate dal vento, non hanno voglia d’immergersi, guardano all’arcobaleno come invito alla speranza e attendono il sole per dissolversi nella luce.
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Evasione
Due bimbi mi tengono teso il filo dell’orizzonte - Mi tuffo nell’azzurro, risalgo, e mi rotolo tra cielo e mare, poi corro a prendere il sole e ci gioco; lo abbandono sulla spiaggia salmone, ora gioco a saltare con l’arcobaleno e soffio bolle di nuvole nel cielo, poi scrivo nell’azzurro con petali di fiori: W la vita, giochiamo. |
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Ho voglia di ali bianche
Ho voglia di ali bianche per solcare la notte
Ho voglia di ali bianche per vincere la morte
Ho voglia di ali bianche per attraversare l'azzurro
Ho voglia di ali bianche per accettare
Ho voglia di ali bianche per sperare |
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Che senso ha?!
Coltivare quest' anima portarla a spasso nei ricordi sfogliare pensieri e azioni degli altri contemporanei e non, che senso ha? E questo mondo, questo universo che nascondiamo dentro, che si nutre di mille esperienze, di profumi di musiche, di visioni, di sensazioni che senso ha?! - ogni vita un universo che comunica nascondendo gelosamente e ogni tanto aprendo qualche finestra all'amore, che senso ha?! una folla, universi nella moltitudine, di piccoli esseri a 2 zampe, che s'incontrano vestiti, nascondendosi gli uni agli altri il corpo e l'anima, che senso ha?! |
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| Franco Bazzarelli | |||||
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Nato ad Amantea |
Autore autodidatta, a trenta anni ha scoperto l’amore per la
poesia. La sua poesia si pone come una linea etica. scava e lacera la carne, sbalza e taglia il foglio, non si configura nello spazio del rigo, apre le porte allo sguardo del lettore che scopre gli inganni, dice della pena e della sofferenza, del tempo che sfibra l’anima e contemporaneamente apre il portone gotico del sogno e mostra l’orizzonte della possibile speranza. Non lascia spazio ad equivoci o fraintendimenti, e simile alla stella solitaria che si staglia nel cielo e ci immette subito nella polvere del giorno, nella profondità del silenzio di una notte stellata, nel corpo del sogno e nel fiume che racconta la vita. Il suo verso elegante, essenziale nella sua nudità è uno spazio di ritrovata libertà, lama del pensiero che vede il canto della pioggia/ sereno martirio in terra di dolore nell’atrio del tempo. Una straordinaria sensibilità, fatta di luce e di ombra, dove i significati e le metafore si fondono e si confondono di continuo con la parola scritta che danza nel cerchio della vita. |
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Vorrei essere un fanciullo
Nel tuo diletto
Nel tuo diletto |
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Finché
avrò il coraggio |
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Una voce chiamò
Una
voce chiamò.
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| Elvy Del Pizzo | |||||
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Nata ad Amantea |
Quando nei versi freschi e appassionati di un animo sensibile, ognuno scopre un po’ di se stesso, delle sue umane vicende delle sue speranze coltivate con religiosa cura, allora la poesia vibra accenti di universale valore. E' in questa capacità di trasferire sensazioni, di travasare il caldo e appassionato bisogno di calmare ansie ed inquietudini che i versi acquistano il valore di una tematica cosmica, ricca di preziose sfumature e di perenni contenuti esistenziali. Sicché l'uomo riscopre se stesso e, reso umile dalle consapevolezza dei propri limiti, quieta il tumulto della propria anima assetata d'infinito ed eleva il canto puro che riecheggia il fiducioso abbandono delle creature nel Creatore. Questi accenti, sospesi tra l'umano e il soprannaturale, tra il transeunte e l'immanente, tra il tempo e l'eternità, permeano l'anima poetica della giovanissima Elvy Del Pizzo. Le sue poesie hanno la preziosità delle cose semplici, la purezza delle nitide acque di un ruscello che anela il riposo del mare infinito, il calore di un cuore generoso che, prevalicando i confini del tempo e dello spazio, tutto stringe a se in un palpito di amore universale Vero è che una sottile vena di mestizia pervade tutte le sue opere per cui traspare un senso di velata malinconia che, qua e là, assume il sapore di amari rimpianti. Ma pur vero e che, nell'affanno di un'anima inquieta, si fa luce l'umile implorazione di chi cerca uno squarcio di azzurro per rapire un raggio di sole. .. " io che non avevo più/ un sogno da deporre / sotto il mio cuscino/ pregavo te, Signore/ e ti chiedevo / di non lasciarmi sola/ nel grande silenzio… E anche quando il cuore piange lacrime di profonda solitudine e la vita sembra aver perduto il sapore della speranza, anche quando, nella dura ascesa al monte delle vicissitudini umane, le mani sanguinano per le aguzze pietre, sfocia prepotente il desiderio della conquista " E vado ancora per irti sentieri / e spero ancora i di giunger sulla cima… Questo vedere la realtà attraverso il pallido filtro dei sogni fuggenti ed irrealizzati, attraverso l'ombra della sera che cela allo sguardo, fisso all'infinito, l'eterno splendore della luce, e come il lento declinare del sole all’orizzonte: un tramonto che è preludio certo di un'alba più spendente di desiderio di vita. Tullio Ruspoli |
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Il pescatore
E il grigio del cielo
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Dal balcone dell'infanzia
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Le ginestre
E guardo i colli |
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Che strano, papà
Che strano, |
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| Dietro la porta | |||||
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No, capisci? Io non posso crederci che tu non esisti più. Io non voglio pensare che ora sei meno di nulla dissolto chissà come chissà dove. Più evanescente di una nube inesistente come le favole. Io devo credere che tu sei là, al solito bar dietro l'angolo. |
Come ogni sera. Come un tempo. Come quel tempo passato, lontano che ha sapore d'antico il sapore amaro delle cose perdute. Io non voglio pensare che tu sei là da solo ad aspettare un fiore da una mano che trema ancora, ma ha fretta d'andare là, dove tu non puoi venire. Vedi, |
io
non posso capire che devo ogni volta tornare a casa senza di te. Con te nel cuore, con te nell'anima, ma senza te vicino. Io voglio credere che tu debba tornare, salire le scale piano, sentire il rumore dei tuoi passi e del tuo bastone e il cane annusare |
dietro la porta. Come un tempo. E poi, dietro la porta il tuo sorriso. Sai, ora il cane non c'è più. Forse era stanco di aspettarti. E' andato via anche lui. Appartiene al passato. Come la nostra vita insieme, Papà...
Con questa poesia Elvy Del Pizzo ha vinto
un'edizione della trasmissione radiofonica "La Corrida" presentata da Corrado (anno 1971) |
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Nato ad Amantea |
Nato ad Amantea, pur vivendo e lavorando a Catanzaro, resta fortemente legato alla sua città d’origine. Il velo di tristezza, sempre presente nei versi di Tonino Furgiuele, lascia comunque aperta una porta alla speranza ed i suoi versi si librano nell’aria verso l’infinito e diventano un inno che vince il dolore trasformando lo stesso in “un raggio di luce” capace di illuminare il suo cammino nel “sentiero che non conduce, levigato come pietre di fiume”. Le sue liriche, in lingua ed in vernacolo, sempre spontanee, sgorgano dalla sua penna come una limpida fonte e ci propongono immagini, suoni, colori e sentimenti che, nella loro universalità, diventano patrimonio di chi ha avuto la fortuna di leggerli, di meditarli e di apprezzarli.
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Frammenti
Poverta velata
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Poi sarà il dopo
Poi sara il dopo,
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Voci antiche
Il
tacer della via mi contrista.
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In un raggio di luce
E dicembre
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Nato a Riesi |
Rocco Giardina è nato a Riesi(Caltanissetta) il 19.02.1932, in un paese della Sicilia meridionale, ma per tante vicissitudini, come l’Ebreo errante, ha vissuto, da giovane, una vita errabonda: In Sicilia, in Sardegna, in Sicilia, in Emilia Romagna, in Calabria, in Francia e poi definitivamente in Calabria.Questo girovagare senza sosta in luoghi diversi, non ha affatto scalfito l’amore per la sua terra natia, per la quale sente sempre di più, nel cuore e nella mente, una struggente e malinconica nostalgia:“Sicilia mia!” . I ricordi più belli della sua prima infanzia serena restano lì ma sono anche scolpiti e impressi indelebilmente nella sua mente: ricordi lieti e meno lieti che hanno formato la sua personalità e lo hanno fatto maturare anzitempo. Da Carbonia, Sardegna, dove aveva una bella casa comoda e moderna e papà un lavoro sicuro, ritorna sfollato in Sicilia l’otto maggio del 1943 a causa della guerra, prima dello sbarco degli Americani. Ultimato il corso, ritorna in Sicilia e, non trovando lavoro assiduo, ma soltanto stagionale, continua gli studi privatamente. Nel 1952 muore il padre Salvatore, il fratello maggiore Francesco assume la guida della famiglia e, superato il concorso magistrale, la trasferisce in Calabria ed esattamente nel comune di Belmonte Calabro. Rocco alterna lo studio al lavoro che svolge stagionalmente in Sicilia e nel 1955 consegue, da privatista, l’Abilitazione Magistrale. Il lavoro precario, costringe Rocco ad emigrare in Francia, a Parigi,dove lavora per circa due anni e mezzo nella fabbrica automobilistica della Citroen come operaio specializzato. In questo periodo il suo cuore, colpito da uno strale capriccioso di Cupido, canta la sua tristezza e la sua malinconia, scrivendo le sue prime poesie: Forse quel dì, Sicilia mia, Evasione, Primo sogno e tante altre tutte inedite. Assunto nelle poste di Fagnano Castello con la prima nomina, si trasferisce poi ad Amantea. Il 4 ottobre 1964 vince il Concorso Magistrale e si dedica finalmente alla sua attività preferita. Per trentadue lunghissimi anni , trascorsi non senza rimpianti e amara nostalgia , non rivedrà più la sua tanto cara amata Sicilia. |
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Il vecchio platano
Avvolto nel silenzio
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Pensieri
Solitari pensieri
navigano
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Nato a S. Pietro
in Amantea |
Pur non essendovi nato, ebbe sempre un grande e profondo attaccamento per la città e la comunità di Amantea, dove lavorò per molti anni. Fu insegnante elementare, nonché autore di varie apprezzate raccolte di poesia, specialmente in vernacolo (’A timugna, ’A vrascera, ’U mbruogliu) e di un interessante “Dizionario di termini dialettali amanteani” rimasto inedito. Come scrive di lui Sharo Gambino, “Giacomino Launi non solo pensa e scrive in dialetto, ma in dialetto anche sogna”. Dialettale, quindi, per vocazione naturale, il Nostro si muove, nei suoi numerosi versi, tra la corda civile e quella lirico‑elegiaca. La prima è costituita da una viva attenzione alla realtà calabrese, nonché da rabbia e protesta contro le ingiustizie sociali, l’altra è fatta di nostalgia della civiltà contadina e di rispetto per le tradizioni, pur non disdegnando gli aspetti positivi del progresso. Protagonisti delle sue storie in versi (o “novelle a tutto tondo”, come le definisce il Gambino) sono, oltre a diversi animali, soprattutto piccole figure umane, che vivono i loro quotidiani problemi ora arroccandosi in principi severi di vita, ora – invece - aprendosi al nuovo e alla speranza. (Francesco Politano) |
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Terra luntana
A ’nnu gruoccu de luna, stasira, N.d.R. In armonia con la principale finalità della nostra Associazione, abbiamo scelto questa poesia che dedichiamo ai nostri concittadini lontani perchè in questa lirica la nostalgia del poeta si fonde con la nostalgia di tutti coloro che sono costretti a vivere in una “Terra lontana”. |
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Voler fermare qualche appunto sulle poesie di Giacomino Launi, non è semplice, non perchè non si scorge poesia, ma perchè evidentemente è raro trovare un cultore di una poesia oggi tenuta ben salda come reliquia nella storia letteraria. Launi fa poesia crepuscolare, tutto lascia intendere che egli abbia una cultura crepuscolare: più di tutti è il tono del paesaggio dei crepuscolari che colpisce, ovvero di Pascoli e della Maremma carducciana. Poesia sensibilissima, dove tutto è leggero, anche il vento che soffia sull'incerta luce dell'alba. Attenta, garbata visione dei luoghi dell'infanzia in una cornice di "cielo stanco" dove si interrogano i sogni. (...)
Il Launi
attinge dagli avvenimenti del creato, tanto più
vera è la
poesia quanto più producente una sua precisa realtà. |
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'U Paise miu |
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Un'indubbia vocazione narrativa caratterizza le raccolte poetiche di Giacomino Launi. A ulteriore conferma di ciò, sta pure il suo recente lavoro, il "Vocabolario di termini dialettali amanteani" (integrativi del "Dizionario" del Rohlfs). Si tratta di un'opera interessante, costituita da numerosi termini in dialetto amanteano, a cui si accompagna una vera e propria antologia (oltre 35.000 versi), con una traduzione-guida in italiano. Il "Vocabolario" launiano si differenzia dall'insolito "Vocabolario Siciliano" di Mario Grasso, edito da Prova d'Autore. Il poeta e operatore culturale siciliano dedica, infatti, solo una poesia ad ogni lettera dell'alfabeto, scegliendo i termini dialettali più comuni; il poeta amanteano offre, invece, più poesie per ognuna delle moltissime parole del suo dizionario in vernacolo, legate soprattutto ad una civiltà agro-pastorale di cui rimangono ormai poche tracce. Nella sua opera Giacomino Launi, fondendo la forza dell'immaginazione con la realtà concreta, esprime, senza alcuna preoccupazione intellettualistica e attraverso generi diversi (poemetto, epigramma, ecc.), sentimenti semplici (amore, amicizia, nostalgia, ecc.), esigenze etiche, esperienze personali, interrogativi esistenziali, eventi sociali e religiosi, aspetti di vita paesana. E lo fa in un linguaggio immediato, sovente musicale e metaforico, che aderisce alle cose e acquista altresì una valenza culturale, in quanto testimonia il forte attaccamento del poeta alle proprie radici e ai valori del passato che aiutano gli uomini a "jiri luntanu", a vincere ogni odio e risentimento. |
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Nato a Lago |
Da sempre frequenta la nostra città che, da oltre trenta anni, ha eletto come posto di villeggiatura e riposo, inserendosi nell’ambiente e vivendone le problematiche tanto da poter essere considerato, a tutti gi effetti, un “Amanteanonelmondo”. Avenendone scoperto la raccolta di poesie “Ali di Farfalle” e superando tutte le sue reticenze, vi presentiamo l’amico‑poeta con una sintesi della prefazione alla sua pubblicazione. “Un linguaggio scarno, semplificato che rispecchia il modo di essere del poeta: parco, frugale, schietto nel quale traspare un’amarezza di fondo, mostrata con il sorriso innocente del bimbo che riporta quanto ha visto, senza rendersene conto. La vita lo ha forgiato: il tempo lo ha macerato, nutrito, nel corpo e nell’anima, gli ha restituito la postura eretta. Così il candore dell’uomo mite rispunta leggero come le farfalle (simbolo di fragilità, ma forza di eleganza) da lui cantate in molte occasioni. E in lui il presente trionfa perché è riuscito ad amassato, anche se doloroso.” (Getulio Baldazzi) |
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Ali d'acciaio
Non erano ali di farfalle
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Nato a Lago |
Francesco Politano, nato a Lago (CS) nel 1949, vive ad Amantea (CS).
Docente nelle scuole medie, ha pubblicato le
seguenti opere di poesia: Suoi testi poetici sono apparsi su" Poesia", "Antigones", "Capoverso" ed altre riviste nazionali ed internazionali. E' autore anche di vari saggi e racconti. |
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Natale Amanteano
Obliqua foglia di neve la luna scivola su cerchi scarni di fuoco. E dicembre respira ansie di blu-Immenso nel muschio tenace dei vicoli.
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Il rumore del silenzio Il rumore del silenzio è uno sguardo levigato che scandaglia l’attesa. E’ un grido d’anima che solca pareti di cerchi compunti su rami d’alberi secchi. E avvolge il mantello di piccoli amori sussultati da trilli di cose.
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Il laser dei tuoi occhi
Stanotte il laser
dei tuoi occhi
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Anche le piante
"Anche le
piante hanno un'anima",
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Nato a Catania
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Salvatore Ragaglia è nato a Catania, ma egli suole definirsi "cittadino del mondo ". Piccolissimo, infatti ha lasciato la sua Sicilia, girovagando col padre, professore di "Lingue", per l'Italia; dall'Umbria, in Puglia e poi, più a lungo, in Toscana dove ha trascorso gran parte della sua prima giovinezza. Dopo la parentesi degli studi universitari compiuti a Catania, dove si è laureato in Giurisprudenza, ha vissuto a Napoli, per i suoi impegni di funzionario delle Ferrovie dello Stato, anche qui con una parentesi di alcuni anni trascorsi felicemente in Sardegna quale Capo del Reparto Movimento di Sassari. Lasciando Napoli si è trasferito nella ridente cittadina di Amantea, dove attualmente risiede. Ha pubblicato in età giovanile poesie di vario genere, anche in chiave umoristica su alcuni giornali Catanesi, tra cui “Il Prode Anselmo"; diffuso in Sicilia e Calabria, di cui fu anche "redattore letterario". Su alcune emittenti televisive (Tele Capo d'Istria e Telespazio 3) ha curato recentemente trasmissioni di "rubriche letterarie ", tra cui una serie di letture integrali di alcuni Canti della "Divina Connnedia ", con relativi commenti, e la rubrica "I Poeti visti da un Poeta '; con riferimento ai maggiori Poeti italiani (Dante, Petrarca, Foscolo, Leopardi, Manzoni ecc.). Chiaramente egli propende per la "poesia tradizionale " e considera la "metrica " elemento essenziale e distintivo della "Poesia " rispetto alla "Prosa ". La Poesia - egli dice - è innanzitutto armonia, musica della parola, e solo il Poeta può trarre dai suoi accenti quella musicalità che non solo è dolcezza di espressione, ma concorre a dare al senso delle parole qualcosa che ne dilata il significato.
Salvatore Ragaglia pratica il giuoco
degli "Scacchi " a livello agonistico
ed è stato "Vice Campione Italiano "
dei ferrovieri per l'anno
1989/90. Per l'Ode a Papa Wojtyla, il Pontefice ha manifestato il suo compiacimento, facendo pervenire al poeta lusinghiere e gratificanti parole di ringraziamento e, per l'occasione, si è degnato di conferirgli, motu proprio, la Santa Apostolica Benedizione. Tratto da: “Aneliti, sussulti, trasparenze”, volume pubblicato nel 1991 al quale fu attribuito il premio speciale “Città di Roma”.
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Lo scopo giocondo
Di sogni non vive il poeta soltanto, |
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Ai lettori
In umiltà
presento
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L'Angelo Custode |
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Il mistero
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Gli amici meravigliosi
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La poesia è nel sangue e fluisce nelle sue vene colorata degli umori vermigli dell'umano sentire. Ne nasce un canto caldo, suadente, che nell'armonia del verso riecheggia la favola bella del trovator cortese e, con un brivido, risveglia memorie sopite, antichi profumi, sentore di spigo ... Il lettore, avvolto nella nube diafana d'un sogno perduto, ripercorre gli itinerari della memoria in " suggestioni di luoghi ", si scopre tra i banchi di scuola ancor stupito dinnanzi ai " giganti " della storia e del sapere, si sorprende pensoso per " l'eterno femminino ", o immerso in colloqui amabili e profondi tra " fantasie " di vita e" aneliti " esistenziali. La poesia è nel sangue e si doveva avvertire già nei primi vagiti del bimbo cresciuto nell'andante sublime del verseggiar felice d'un padre " sognatore ", che alla " musa vagabonda " dedicava, sereno, i momenti domestici. La musica gli è rimasta dentro, ha plasmato il suo animo, ed egli, Salvatore Ragaglia, non poteva non riversare sull'Amico, anzi sugli Amici, - che ne ha tanti - "quel che, parlando al cuore" gli "ispira il sentimento", "quel che non è talento, ma palpito d'amore ".
Son parole
sottili, la struttura prettamente classica dell'impianto, al contrario di quanto pensa l'Autore, Della critica i grandi osservatori si burleranno dello stile antico non avran pietà dei versi miei. incontra oggi, in un'epoca di meccanicismo e d'automazione, oggi, nell'era impersonale della telematica, favore e consenso, perchè s'avverte la necessità impellente d'un rifugio dalla robotica, prima che la disumanizzazione diventi un fatto compiuto, e allora siamo anche noi con Ragaglia quando auspica:
Non sia mai detto che soltanto mia
PAOLO DIFFIDENTI |
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A una stella cadente
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O stella che ritorni |
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Nato e residente |
Un artista eclettico e senza confini. Poeta, scrittore, pittore, commediografo, animatore del “Glicine”, dove hanno esposto ed espongono pittori d’ogni parte d’Italia, Totò non cessa mai di stupire quanti non lo conoscono personalmente e non sanno della sua vita di sacrifici nella quale ha forgiato un carattere forte. Come tanti di noi, anche lui – con la sua valigia di cartone – ha conosciuto la malinconia della lontananza, la solitudine, il sacrificio: sentimenti immanenti in ogni sua opera che lui supera con un inno di speranza affidato di volta in volta ai suoi versi, ai suoi pennelli, ai suoi personaggi.
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"Nel cammino della sua rappresentazione spirituale, l'autore costruisce la sua poesia sicuro e fiducioso: opera di purezza fatta, a volte, a ritroso, senza voltarsi per non incontrare le brutture della vita, ora tra luci ed ombre del passato, ora nella sola immaginazione degli ideali futuri.E così, la sua forza creatrice diventa linfa vitale di se stesso, per superare le impotenze che gravano sulla mente. Giungiamo, quindi, a capire il difettoso bivio delle ansie e dei sogni in cui fa muovere gli stessi ideali che danno energia alla sua vita. E nelle tenui sfumature del suo mondo interiore prendono forme ed essenze, cose, persone del mondo, lentamente, come in un'alba nascente dalle corte notti d'estate, con l'orgoglio di saper soffocare il dubbio di non aver saputo interpretare il "vero volto" della vita. Ma ciò di cui è certo, nella sua fede di genuino poeta, e che le sue idee, il profilo della sua anima non andranno mai perdute nell'indifferenza del lettore disattento, poiché da lui egli s'attende la stima per l'impegno sincero d'amore, che è diventato già parte integrante di quel patrimonio spirituale della specie che si chiama civiltà dell'uomo." (dalla presentazione del volume"Liriche di un clown) |
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Quando nasceva il tramonto
E sognavo sui
ciottoli
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Pescatori
Le reti stese sulla
ghiaia |
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Mia madre
Mia madre e stanca. |
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Ultimo aggiornamento: 29-01-10