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"Orme a mare, orme
impresse sulla battigia sono i passi della mia vita.
Orme sono soprattutto i ricordi; dell'infanzia,
dell'adolescenza, della gioventù. Dell'intero arco di una vita.
Orme rese indelebili da un misterioso processo di
fossilizzazione, i cui reagenti sono stati memoria
ed amore. A mare. Sì, le mie impronte più antiche sono ancora lì,
impresse indelebilmente sulla sabbia che l'eterna,
immutabile onda tirrenica, sempre nuova e vivifica,
accarezza, bagna, ma non cancella. Orme anche amare quelle lasciate al mio borgo natio?
Forse perché sempre più lontane nel ricordo e più
estranee al mio presente? No. Dolcissime, impalpabili
tracce.
Riaffiorano nel momento del silenzio, quando le ore
della sera chiudono ogni giornata. Sono le ore dei ricordi.
Allora io vado a sedermi in riva al mio mare e
zufolando attiro a riva giovanili e festose Naiadi, che, graziose, dal profondo riemergono lievi,
offrendomi immagini vivide, che imperterrito
continuo a scolpire nel marmo della mia memoria con
caratteri d'amore. Appartengono, quelle orme, al patrimonio
indisponibile del mio io, sono racchiuse nello
scrigno dei ricordi, nascosto nel mio cuore e
nessuno mai potrà chiedermene il conto".
da "Orme" - volume
autobiografico di Raffaele Senatore edito nel 2003
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Ciao, Lello!
Si, Lello, le tue orme
restano indelebili sulla riva del "tuo" amato mare,
ma anche, e soprattutto, nel cuore delle
persone che ti hanno conosciuto, che ti hanno
apprezzato e amato. La tua gioia di vivere intensa e partecipata, la tua
sensibilità, il tuo impegno quotidiano nella
famiglia, con gli amici, nel lavoro, nella cultura e
nello sport, sono , e resteranno, scolpite "nel
marmo della memoria con caratteri d'amore" come,
quasi presago, hai scritto sul tuo meraviglioso
libro "Orme". Appena qualche giorno fa avevo pubblicato sul
sito la foto che mi avevi inviato insieme ad una
e-mail, come sempre, appassionata: niente faceva
presagire la tua immatura e improvvisa scomparsa che
mi ha lasciato sconvolto e addolorato, ancora più
solo davanti allo schermo del mio computer, luogo
dei nostri incontri virtuali nel quale coltivavamo
-insieme a centinaia di altri amici- l'amore per la
nostra città natale. Ora che non ci sei più, anche Amantea è più vuota,
più povera, meno umana. A noi, piccole foglie tremanti, abbarbicate
all'albero dei ricordi in attesa del vento che ci
distacchi dal ramo, non ci resta altra gioia oltre
quella di aver percorso insieme, in unità di intenti
e in comunione di vedute, un cammino sostenuto dalla
speranza che, anche le nostre orme, al fianco delle
tue, non siano cancellate dalle onde dell'oblio e
servano a tracciare la via per la riconquista dei
valori per i quali tu hai vissuto e nei quali, tutti
i tuoi amici si riconoscono: l'onestà nel pensiero e
nelle azioni, la passione civile, l'abnegazione nel
portare avanti iniziative sociali, la serietà e
l'impegno nel lavoro, l'amore per il prossimo, per
la famiglia e per la propria terra. Per uno come te, che ha amato la vita, non finisce
la vita, ma si trasforma in vivida luce, in faro sul
quale orientare le esistenze e, passare sicuri
"come salamandre inattaccabili, attraverso i
pericolosi fuochi del male".... Ciao, Lello...
Pino del Pizzo
RAFFAELE
SENATORE ("Appassionato, caparbio,
innamorato deciso a portare avanti le sue idee
anche quando queste cozzavano contro tutti
e tutto. Un uomo che prima a se stesso chiedeva
precisione, impegno e passione") era nato ad
Amantea il 15 giugno 1940, funzionario delle
Ferrovie dello stato, giornalista e scrittore,
appassionato sportivo, è rimasto sempre legato
alla sua "Amantea" ( "portava sempre nel suo
cuore i profumi e i sapori di quella terra
che amò intensamente") .
(da "Il Mattino"
di Napoli)
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Sono nato ad Amantea nel
lontano 1940 e vi sono rimasto, fisicamente, fino al dicembre del 1944.
Ma il luogo dove si é nati, quali che siano le vicende della vita, non
si scorda mai. Il mio nome é Raffaele Senatore; vivo a Cava de' Tirreni,
ma quotidianamente "ritorno" al mio paese natio grazie allle incursioni
nel vostro bel sito web. Sono ritornato ad Amantea qualche giorno prima
dello scorso Natale e me ne sono andato a piedi, con mia moglie, mia
sorella e mio cognato, dalla Marina fino allo "strittu", dopo la Chiesa
Madre; poi sono ridisceso a San Bernardino, infine ai Cappuccini e poi
per tutte le antiche strade della Taverna.
Che emozione!
Ho scritto un libro di
memorie ed il primo capitolo "Orme", che poi dà il nome a tutto il
libro, parla della mia infanzia felice e dell'adolescenza, vissute ad
Amantea.
Amantea é una delle mie Muse
preferite. Non ho la velleità di essere poeta, solo una persona
sensibile che ama la sua terra natia. Allego alla presente una poesia
scritta qualche anno fa. E' dedicata alla Chiesa Madre, dove fui
battezzato nell'estate del 1940, la prima estate di guerra...
Grazie per consentire a noi
amanteani lontani di continuare a sentirci parte integrale della nostra
città e complimenti vivissimi. Il Signore renda a Voi tutti i meriti
delle vostre buone azioni.
Raffaele Senatore
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