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Questa
rubrica vuole aprire una finestra sul passato, remoto o
prossimo che sia, un passato che assume le forme e i colori
d'un meraviglioso acquerello dalle sfumature cariche di
umanità. Un'umanità vissuta in una dimensione diversa,
fatta di problemi diversi, risolti in maniera diversa.
"C'era una volta" non vuole
essere un tuffo all'indietro nel tempo o un revival per
pochi, ma una ricerca, semplice e senza pretese, sulla
trasformazione della nostra comunità. Una ricerca che
contribuisca ad interpretare meglio la realtà quotidiana
magari attingendo dalle narrazioni un pizzico di genuinità e
la gioia di godere anche delle piccole cose che
caratterizzano questi nostri giorni che sembrano,
apparentemente, scivolar via senza significato, ma che in
fondo lasceranno, anch'essi, un segno di cui altri,
probabilmente, fra molti anni, sentiranno il desiderio
di parlare e anche il loro racconto comincerà con le
fatidiche parole: "C'era una volta..."
(Pino Del Pizzo) |
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figli di
un Dio ... minore
Negli ultimi
sessanta anni della mia vita ho partecipato o sono stato il
promotore di numerose iniziative, altre le ho seguite con
interesse e soddisfazione nel vedere che c'era sempre
qualcuno (o ancora qualcuno?) che si rimboccava le
maniche e dava vita ad un progetto, condivisibile o meno, ma
che costituiva sempre una nuova opportunità e un'occasione
di confronto e di crescita.
Solo chi ha vissuto certe esperienze, chi conosce i
sacrifici, le ansie e le umiliazioni che tali realizzazioni
sottendono, può valutare la forza e la tenacia
necessarie per "venire alla luce" e per sopravvivere,
il senso di vuoto e di rabbia quando stremati
si giunge alla resa, spesso senza nemmeno "l'onore delle
armi", ma -sicuramente- accompagnati dal respiro di
sollievo di chi vede come uno spauracchio ogni cosa nuova,
ogni impresa disinteressata, ogni attività non inquadrabile
nel comune parametro dell'interesse personale e del
tornaconto.
Tutto viene etichettato e bollato allo stesso modo: che
siano iniziative di tipo culturale, ricreativo, sportivo,
sociale e - persino- umanitario, non fa alcuna differenza.
L'importante è non dare spazio agli "alieni"
di turno, specie se non facilmente controllabili.
Ho visto nascere e scomparire iniziative di volontariato
stupende, altre adattarsi ad una vita vegetativa pur di
sopravvivere, molte avere vita solo "sulla carta"
finalizzate a rastrellare contributi di favore o incensare
desiderosi di cariche o incarichi.
Circoli culturali e ricreativi, Club, Complessi, Gruppi,
Società sportive, Iniziative turistico promozionali, Premi
di poesia o di pittura, Premi letterari, Associazioni:
meteore vissute e illuminate dai Cirenei di turno,
spesso discriminate e spente perchè "figlie di un Dio
minore", ma che rivivono e ardono nei ricordi di chi
le ha vissute e che riempiono di nostalgia e di rammarico
per quello che potevano essere e diventare.
Un patrimonio dilapidato, opportunità negate sull'altare
della più semplice venialità quotidiana, sicuramente figlia
di una divinità maggiore e utilitaristica.
Pino Del Pizzo |